Spike Lee ha pubblicato un cortometraggio in memoria di George Floyd

Spike Lee, regista da sempre punto di riferimento per la tutela dei diritti dei neri in america, ha pubblicato oggi un cortometraggio in memoria di George Floyd, l’afro-americano brutalmente assassinato a Minneapolis lo scorso 25 maggio.
Il cortometraggio, dal titolo 3 Brothers-Radio Raheem, Eric Garner And George Floyd, è stato presentato dal regista in una trasmissione della CNN, rete che ha visto un suo giornalista arrestato in questi giorni di proteste che stanno coinvolgendo il Minnesota e la città di Minneapolis.

Il corto, dalla durata di poco meno di due minuti, mostra un’alternanza di immagini fra la celebre scena di Fa’ la cosa giusta, film del 1989 di Spike Lee, nella quale Radio Raheem muore in un arresto da parte della polizia, la morte di Eric Garner, afro-americano che morì soffocato durante un arresto nel 2014 e la morte di qualche giorno fa, avvenuta in un’analoga situazione, di George Floyd.

Il cortometraggio si apre con la scritta Will History Stop Repeating Itself? ovvero “Smetterà mai la storia di ripetersi?”
Considerando che da Fa’ la cosa giusta sono passati più di 30 anni viene davvero da chiedersi in questi giorni se effettivamente si può fare qualcosa perchè ciclicamente negli Stati Uniti non si ritorni a situazioni che dovrebbero essere superate già da anni, ma che tornano invece con regolarità nel loro essere endemiche.
Spike Lee ha ricondiviso il suo breve cortometraggio sui suoi profili social e il video sta facendo il giro del mondo.

https://twitter.com/SpikeLeeJoint/status/1267269978320826368

Nella trasmissione della CNN nella quale Spike Lee ha presentato il suo contributo in memoria di George Floyd il regista ha così dichiarato:
“Come fa la gente a non capire il perché di queste reazioni? Quello che vediamo in questi giorni lo abbiamo visto nelle rivolte degli anni ’60, con l’assassinio di Dr King…la gente reagisce in questo modo perché vuole essere ascoltata. Vediamo ripetere queste cose ancora e ancora e ancora. Il punto è uno: questo Paese è costruito sui corpi dei neri uccisi”.

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