E’ morto di Covid Sonny Chiba, l’Hattori Hanzō di Kill Bill

Un’altro pezzetto di cinema se n’è andato, nella giornata di ieri, spazzato via dal Covid-19. Dopo Kim Ki-duk e Luis Sepúlveda, solo due dei tanti nomi – rispettivamente della cinema e della letteratura – “morti a causa di complicanze dovute al Covid-19“, quella di Sonny Chiba può suonare come una scomparsa di contorno, abituato com’è il pubblico occidentale a ricordarlo, con un po’ di affetto, come semplice comprimario. Ma se Tarantino, che non fa mai nulla per caso, lo volle per quella parte, aveva i suoi motivi: che per qualcun altro, soprattutto in patria, e per il panorama del b-movie e della storia del cinema underground in generale, la morte di Sonny Chiba è una perdita enorme.

Nato Sadaho Maeda nel 1939, nel periodo universitario – da appassionato in età adolescenziale – verrà allenato dal maestro Masutatsu Ōyama, una figura pressoché mitologica in Giappone, fino all’ottenimento della cintura nera di Karate. Lungi dal diventare un olimpionico o un allenatore, negli Anni ’60 venne notato dalla Toei Company, storica casa di produzione sui film d’arti marziali, recitando inizialmente in thriller e noir. Intorno al 1973, nello stesso periodo in cui si fa sentire la concorrenza di Bruce Lee, per Chiba (nome d’arte) arriva la consacrazione nel b-movie d’arti marziali con The Street Fighter (Gekitotsu! Satsujin ken), ma non prima di aver fondato una scuola d’allenamento per aspiranti attori d’arti marziali. Nei successivi vent’anni la sua fama resta immutata, portandolo a un totale stimato di 125 interpretazioni senza nessun ausilio di stuntmen.

Quentin Tarantino lo considerava “il più grande attore che abbia mai lavorato nei film di arti marziali“, sua grande passione nel palinsesto delle sale grindhouse, tanto da prestare la battuta già a Christian Slater nella sceneggiatura di True Romance per la regia di Tony Scott. Successivamente lo vorrà in Kill Bill vol. 1 del 2003 nel ruolo di Hattori Hanzō, personaggio già ricoperto in passato e ispirato alla figura mitologica del samurai che partecipò all’unificazione giapponese, e che qui interpreta un forgiatore di leggendarie spade samurai. Nello stesso anno avrebbe preso parte al sequel del cult Battle Royale, mentre nel 2006 interpreterà il boss della yakuza Kamata in Fast and Furious: Tokyo Drift. Ora che se n’è andato, se avete anche voi parassiti da uccidere, spero abbiate da parte un po’ di acciaio di Hattori Hanzō.

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