Soldado, recensione: un neo-western di frontiera di Stefano Sollima

Il film statunitense diretto dal regista Stefano Sollima, intitolato Soldado, sbarca sulla piattaforma streaming di Infinity+. Il lungometraggio prodotto dalla Columbia Pictures raggiunge il film prequel del 2015, intitolato Sicario, che arriva nella piattaforma on demand il giorno prima. Un film crudo e violento. Qui trovate la nostra recensione!
Soldado, recensione: un neo-western di frontiera di Stefano Sollima

Non tutte le scelte sono facili da prendere. Ci sono momenti in cui la cosa “giusta” da fare non si sposa con la moralità. Ma si può sempre scegliere. È sul libero arbitrio che si basa il nostro essere umani. Soldado parla un po’ di questo. È un film di scelte. Un film di scelte difficili prese come se fossero facili. La sceneggiatura del lungometraggio è stata curata da Taylor Sheridan, che aveva anche lavorato al prequel del 2015, Sicario. Se in quell’occasione il film era stato diretto da Denis Villeneuve, il regista del prodotto in questione è Stefano Sollima.

Soldado, la trama

Josh Brolin, Jeffrey Donovan, e Benicio del Toro in Soldado
Josh Brolin, Jeffrey Donovan, e Benicio del Toro in Soldado

Il regista romano ci conduce lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. L’ultima frontiera che divide la terra dei sogni dal paese di lingua ispanica nel nord del continente. Una terra dove i sogni sembrano sgretolarsi, senza attecchire al suolo di una nazione controllata dai cartelli della droga. I protagonisti li abbiamo già incontrati nel film precedente. Matt Graver, l’agente della CIA interpretato da Josh Brolin, e il sicario Alejandro Gillick, interpretato da Benicio del Toro, attuano un piano per colpire due cartelli della droga rivali. Il piano è quello di rapire la figlia di uno dei due boss.

Il motivo è l’attentato terroristico di pochi giorni prima da parte di estremisti islamici che, secondo l’esercito americano, sono stati supportati dalle organizzazioni criminali messicane, che gli avrebbero permesso di oltrepassare il confine, confondendoli tra i disperati migranti in cerca di un futuro migliore. Ma nulla è come sembra. E le cose non vanno sempre come vengono prefissate. Il piano va in fumo e da lì tutto cambia. I protagonisti saranno costretti a dover prendere delle decisioni, affrontando i rischi e le minacce conseguenti alle loro azioni. Perché, dopo tutto, l’odio chiama odio. E questo torna indietro sempre più forte.

Neo-western di frontiera

Isabela Moner è Isabel Reyes
Isabela Moner è Isabel Reyes

I confini sono i protagonisti di questo film. Lo sono partendo da quello tra gli Stati Uniti e il Messico. Quella frontiera è “solo” il territorio più rappresentativo dello spirito americano, cinematograficamente parlando, che è stato insistentemente trattato in quello che è, tradizionalmente, il genere per eccellenza in America: il western. E Soldado è un po’ un western dei giorni d’oggi. Il confine tra la civiltà e l’inciviltà. Il confine tra luce ed ombra. Il confine tra il bene e il male. Un male che da sempre, secondo la politica statunitense, va combattuta a tutti i costi. Senza regole d’ingaggio.

Proprio così, il film è estremamente politico. Questo è ravvisabile già dalle prime immagini, focalizzate sugli attacchi terroristici. E poi c’è l’immigrazione clandestina, controllata dalla criminalità messicana. D’altronde, il film è uscito nel 2018, nel bel mezzo dell’America trumpiana, che faceva di questi temi il proprio cavallo di battaglia durante le proprie elezioni politiche, così come la principale guerra durante la sua presidenza. E Soldado non è altro che questo. La cruda ed accanita lotta al nemico, senza alcun rimorso e ripensamento. Taylor Sheridan aggiunge un altro mattone al mito americano, come ha poi fatto nelle cinque stagioni di Yellowstone.

Il confronto con Sicario

Benicio del Toro è Alejandro Gillick in Soldado
Benicio del Toro è Alejandro Gillick in Soldado

Non è necessario farlo, ma essendo uno il sequel dell’altro è normale che Soldado e Sicario possano essere confrontati. Per quanto questi siano strettamente collegati, i due film sono anche molto diversi tra loro. Il motivo è dovuto all’evidente grande cambiamento in regia. Non perché uno sia meglio dell’altro in modo assoluto, ma perché molto diversi tra loro. Se il primo capitolo era stato diretto da Denis Villeneuve, già incontrato per film come Dune o Prisoners, il secondo è stato lasciato nelle mani del maestro della serialità italiana, Stefano Sollima. Infatti, basterebbe citare le serie di Romanzo Criminale e Gomorra.

Il regista canadese ha sicuramente dato quel qualcosa in più al racconto sul piano psicologico e sull’ambiguità personalogica dei protagonisti, rendendo il primo capitolo probabilmente più affascinante e approfondito. Il cineasta romano, invece, lo sappiamo, lui ha una grande padronanza nella gestione dell’azione all’interno delle scene. La affronta faccia a faccia. Questo gli ha consentito anche di non doversi mettere a confronto con il suo predecessore. Sollima gioca molto con questi spazi estesi in cui si consuma tutta l’azione e la crudeltà. È spietato. È di poche parole. Anche la fotografia è più cupa. Un grande classico dei secondi capitoli.

Insomma, da oggi potrete vedere o rivedere Soldado, che sarà disponibile su Infinity+. Se siete amanti dei film dove azione, violenza e dramma fanno da padroni, allora è il film che fa per voi! Fateci sapere cosa ne pensate!

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