Silent Night – Il silenzio della vendetta: cosa dicono le recensioni

Oggi è arrivato nelle sale cinematografiche internazionali Silent Night – Il silenzio della vendetta, il nuovo film del regista John Woo. I critici hanno iniziato a esprimere il proprio parere. Revenge movie senza dialoghi parlati, sembrava avesse tutte le carte in regola per essere un capolavoro. Ma la critica non è stata così gentile.
Joel Kinnaman in una scena del film Silent Night - Il silenzio della vendetta

Settimo film di produzione americana del regista John Woo, Silent Night – Il silenzio della vendetta è arrivato nelle sale cinematografiche italiane il 30 novembre. Oggi è arrivato in quelle statunitensi. Con Joel Kinnaman protagonista, è un film d’azione senza dialoghi parlati: il tentativo di vendetta da parte di un uomo, rimasto ferito alla gola, che ha perso il figlio durante una sparatoria tra gang criminali. Un revenge movie dalle grandi premesse che però è stato accusato di qualche difetto. Se non siete al corrente di cosa stiamo parlando, ecco tutto ciò che bisogna sapere sul film. Se, invece, avete visto il film, scopriamo insieme le recensioni internazionali. 

Su Rotten Tomatoes il film ha una percentuale del 61% di gradimento. The Guardian ha definito il ritorno di John Woo in questa produzione americana come un esercizio minore”. La critica ha affermato infatti: “Il suo thriller di vendetta non è abbastanza buono per farci scoppiare negli applausi che Woo ha così spesso meritato. Ma non è nemmeno abbastanza brutto per farci rimpiangere il regista che era una volta. Un esercizio per lo più competente che non è proprio una vittoria ma più un riscaldamento.”

Qui potrete leggere la nostra recensione del film, che conferma i dubbi precedenti. Sembra invece più ottimista il parere del New York Times. “Un film pieno di suspense, catartico, e anche la roba schmaltzy è così distintamente John Woo che non può essere che la benvenuta”.

Dal versante opposto, Collider arriva a definirlo “un thriller vuoto”, e ne riporta tutti i difetti, tra cui il finto tema natalizio. “Avere Silent Night come un film di Natale si rivela anche una scusa pubblicitaria, dal momento che né il cinema di Woo né la sceneggiatura di Lynn trovano davvero modi fantasiosi per incorporare la vacanza nella storia, al di là del poliziotto assediato che dice: ‘Questo è il Natale!’ durante una sparatoria tesa.”

Ma il parere più negativo Collider lo esprime sulla sceneggiatura e sulla visione della società che trasmette il film: “L’unica cosa in cui Silent Night si impegna davvero è essere una fantasia cinematografica solo per gli spettatori cosiddetti baby boomer o per chiunque sia abbastanza grande da lamentarsi dei ‘ragazzi di oggi’. I nostri cattivi sono definiti tali poiché sono neri, ascoltano musica rap ad alto volume, stanno al telefono e hanno tatuaggi su tutto il corpo. Le donne solo solo vittime indifese, per essere salvate da un uomo bianco. Mentre un qualsiasi tipo di critica alle istituzioni di polizia (come il murales che recita ‘Eff la polizia’ su cui la telecamera indugia nell’orrore in una scena iniziale) è raffigurato come il male incarnato.”

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