Sidney Lumet: i 12 migliori film di un genio, a 100 anni dalla nascita

Il regista americano Sidney Lumet avrebbe compiuto oggi 100 anni. Quale occasione migliore per noi di CiakClub per omaggiare la sua brillante carriera artistica stilando una classifica dei suoi 12 migliori film, tanti quanti gli “uomini arrabbiati” del suo capolavoro!
La parola ai giurati, A prova di errore, Serpico, Quinto Potere e Quel pomeriggio di un giorno da cani tra i migliori film di Sidney Lumet

Autore dall’impronta originalissima e inconfondibile. Cineasta capace di mostrare attraverso i suoi film gli aspetti più nevralgici della società statunitense, analizzando con particolare attenzione ed estrema sensibilità i rapporti tra criminalità e legalità, tra politica e televisione. Oggi, 25 giugno 2024, il maestro Sidney Lumet avrebbe compiuto 100 anni. Quale occasione migliore per noi di CiakClub per omaggiare la sua brillante carriera artistica!

Regista teatrale, televisivo e cinematografico statunitense, Sidney Lumet nasce a Philadelphia il 25 giugno 1924 e muore a New York il 9 aprile 2011. La sua carriera ha inizio proprio nella Grande Mela, dove si avvicina al Teatro Yiddish all’età di quattro anni. Il suo amore per il palcoscenico lo conduce a studiare recitazione all’Actors Studio e a fondare nel 1947 una compagnia off con un gruppo di colleghi.

Negli anni Cinquanta comincia a lavorare nella televisione statunitense. Viene assunto come regista televisivo della CBS, attività cui si dedica intensamente collaborando a rubriche e programmi basati sulla drammatizzazione di eventi della cronaca e della storia. Nel frattempo muove i primi passi nel mondo del cinema e nel 1957 dirige il suo straordinario film d’esordio, La parola ai giurati, premiato con l’Orso d’oro al Festival di Berlino.

Il cinema di Lumet strizza l’occhio alle tematiche sociali e d’attualità. È specchio di un lavoro certosino e meticoloso di montaggio (serratissimo), di messinscena (ad alta qualità) e di direzione degli attori, aspetti che lo avrebbero reso uno dei registi più importanti e apprezzati del panorama hollywoodiano. Una carriera straordinaria suggellata nel 2005 dal meritatissimo riconoscimento dell’Oscar alla carriera. Non ci resta che scoprire le carte e svelarvi la classifica dei 12 migliori film di Sidney Lumet, un genio assoluto della Settima Arte!

12. Trappola mortale (1982)

Christopher Reeve e Michael Caine in una scena del film Trappola mortale

Tratto dall’omonimo testo teatrale di Ira Levin del 1978, Trappola mortale racconta la storia di Sidney Bruhl (Michael Caine), un commediografo in crisi di ispirazione che decide di rubare un manoscritto al suo ex allievo Clifford (Christopher Reeve). Per farlo è disposto perfino a compiere un omicidio, ma non tutto andrà secondo i piani.

Trappola mortale è un’opera grottesca. Un thriller pieno zeppo di colpi di scena, incentrato su una sorta di gioco a incastri. A emergere è soprattutto l’ottima prova attoriale da parte di Michael Caine e Christopher Reeve.

11. Rapina record a New York (1971)

Sean Connery in una scena del film Rapina record a New York

Tratto da un romanzo di Lawrence Sanders sceneggiato da Frank Pierson, Rapina record a New York racconta i tentativi da parte di una banda di rapinatori, capeggiata da John Duke Anderson (Sean Connery), di svaligiare i lussuosi appartamenti di un palazzo di Manhattan. Nell’edificio risiede anche Ingrid (Dyan Cannon), l’ex fidanzata di John. Riuscirà il grande colpo o il piano andrà a monte?

Rapina record a New York riesce a cogliere i cambiamenti di una società ossessionata dal controllo (tematica che sarebbe stata ripresa tre anni dopo nel capolavoro di Francis Ford Coppola La conversazione). Lumet dimostra grande padronanza nell’utilizzo del montaggio alternato e dei flashback, costruendo una pellicola ricca di tensione.

10. Onora il padre e la madre (2007)

Philip Seymour Hoffman ed Ethan Hawke in una scena del film Onora il padre e la madre

Onora il padre e la madre è l’ultima pellicola girata da Sidney Lumet. Il titolo originale è Before the Devil Knows You’re Dead e richiama parte di un antico brindisi irlandese che recita: “Che tu possa arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si accorga che sei morto”.

La storia è quella di due fratelli, Andy (Philip Seymour Hoffman) e Hank Hanson (Ethan Hawke), a corto di soldi e intenzionati a rapinare la gioielleria dei propri genitori per raccoglierne un po’. Nel film il Male non è qualcosa di metafisico, ma risiede nell’ordinario. La tragedia nasce dalla scoperta del lato oscuro delle persone, quelle che incontriamo e salutiamo tutti i giorni.

9. Assassinio sull’Orient Express (1974)

Albert Finney (Hercule Poirot) in una scena del film Assassinio sull'Orient Express

Assassinio sull’Orient Express di Sidney Lumet è il primo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Agatha Christie, a cui ha fatto seguito nel 2017 il film diretto e interpretato da Kenneth Branagh. Il protagonista è l’investigatore Hercule Poirot, interpretato nella pellicola di Lumet da Albert Finney.

Ci troviamo a Istanbul nel 1935. Poirot riesce a trovare in extremis un posto sull’Orient Express per rientrare a Londra. La mattina del secondo giorno di viaggio viene però trovato morto nel suo letto l’ambiguo uomo d’affari Samuel Ratchett (Richard Widmark), ucciso da ben dodici coltellate. Poirot dovrà cercare di scoprire chi è l’assassino.

Assassinio sull’Orient Express è un giallo dotato di raffinata eleganza e intelligente ironia, orchestrato da un cast d’eccezione ricco di star internazionali: oltre al già citato Albert Finney troviamo Sean Connery, Anthony Perkins, Martin Balsam e Ingrid Bergman (vincitrice del premio Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista). Potete recuperare qui la nostra recensione di Assassinio sull’Orient Express.

8. La collina del disonore (1965)

Sean Connery in una scena del film La collina del disonore

Vincitore del premio per la Migliore Sceneggiatura alla 18esima edizione del Festival di Cannes, La collina del disonore è un dramma quasi privo d’azione che pone al centro della storia il sadismo della disciplina militare e la stupidità di uomini brutali o ciecamente obbedienti. Il film è ambientato nel deserto nordafricano, durante la Seconda Guerra Mondiale, in un campo di prigionia per soldati inglesi.

Vengono condotti qui cinque uomini accusati di cinque reati differenti: Joe Roberts (Sean Connery); Jock McGrath (Jack Watson); George Stevens (Alfred Lynch); Jacko King (Ossie Davis); Monty Bartlett (Roy Kinnear). I cinque sono affidati al sergente Williams (Ian Hendry), che sottopone il gruppo alla prova della collina, un rilievo di sabbia da scalare innumerevoli volte sotto il sole cocente.

Girato nel deserto dell’Almeria, La collina del disonore deve la sua forza ai feroci scambi di dialogo tra i personaggi e allo stile secco ed espressionista. L’uso degli obiettivi grandangolari altera la dimensione degli ambienti restituendo l’atmosfera oppressiva della prigione e delle leggi che la regolano. Perfetta la fotografia in bianco e nero di Oswald Morris che mette in contrasto l’accecante luce del giorno con l’oscurità delle celle.

7. A prova di errore (1964)

Henry Fonda in una scena del film A prova di errore

Tratto da un romanzo di Eugene Burdick e Harvey Wheeler, scritto durante la crisi missilistica di Cuba, A prova di errore è un formidabile thriller di fantapolitica, figlio del terrore per un possibile Olocausto nucleare durante la Guerra Fredda. Al centro della storia il Comando Aereo Strategico americano di Omaha, allertato per l’avvistamento di un oggetto volante non identificato in avvicinamento verso gli Stati Uniti.

A causa di un errore nel sistema elettrico, una squadra di aerei riceve via radio l’ordine di bombardare Mosca, che viene così colpita da un attacco nucleare. Il Presidente degli Stati Uniti (Henry Fonda) capisce che l’unica via d’uscita per evitare una rappresaglia da parte dell’Unione Sovietica è distruggere la città di New York, così da pareggiare i conti.

A prova di errore è tutto girato in interni e costruisce un montaggio frenetico alternando le quattro location principali: il Comando Aereo Strategico, il Pentagono, la Casa Bianca e il Cremlino. Da confrontare con il contemporaneo Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba di Stanley Kubrick, uscito all’inizio dello stesso anno.

6. Il verdetto (1982)

Paul Newman in una scena del film Il verdetto

Inserito al quarto posto tra i migliori drammi giudiziari nella AFI’s 10 Top 10 e al 75esimo posto nella lista dell’American Film Institute dei cento film americani più commoventi di sempre, Il verdetto è tratto dall’omonimo romanzo di Barry Reed. Il protagonista è Frank Galvin (Paul Newman), ex avvocato di successo ora alcolizzato, trascinato in una causa complessa contro un prestigioso ospedale cattolico, dove una donna è finita in coma dopo un’anestesia. Galvin rifiuta di accettare 210 mila dollari di risarcimento e decide di andare fino in fondo affrontando la causa, ma dovrà lottare contro i colpi bassi dell’avvocato dell’istituto.

Il verdetto è un brillante dramma giudiziario all’insegna del disincanto, incentrato sulla figura crepuscolare dell’avvocato piuttosto che sui consueti meccanismi processuali. Ottima interpretazione da parte di un ispiratissimo Paul Newman, candidato per la sesta volta agli Academy Awards come Miglior Attore (la vittoria arriverà soltanto nel 1987 con Il colore dei soldi di Martin Scorsese).

5. L’uomo del banco dei pegni (1964)

Rod Steiger in una scena del film L'uomo del banco dei pegni

Tratto dal romanzo omonimo di Edward Lewis Wallant, L’uomo del banco dei pegni è uno dei primi film americani a raccontare i campi di concentramento e a riflettere sulla condizione dei superstiti. Il protagonista è Sol Nazerman (Rod Steiger), un tedesco di origine ebraica sopravvissuto ad Auschwitz. Sol gestisce un banco dei pegni ad Harlem ed è interessato unicamente agli affari, ma le immagini del passato e i ricordi dei famigliari uccisi durante l’Olocausto continuano a tormentarlo.

L’uomo del banco dei pegni viene presentato al Festival di Berlino, ma impiega diversi mesi a uscire in patria a causa dei problemi con la censura. Le riprese semi-documentaristiche in bianco e nero nelle vie di Harlem, la fotografia con camera a mano di Boris Kaufman, le musiche jazz di Quincy Jones e il montaggio di Ralph Rosenblum contribuiscono a conferire al film uno stato di continua tensione che restituisce alla perfezione la rabbia del protagonista. Bravissimo Rod Steiger (nominato al premio Oscar) a rappresentare la tragedia di un uomo e di un intero popolo.

4. Serpico (1973)

Al Pacino (Frank Serpico) in una scena del film Serpico

Tratto da un romanzo di Peter Mass ispirato a una storia vera, Serpico racconta le peripezie del poliziotto italo-americano Frank Serpico (Al Pacino), in servizio nel dipartimento di polizia di New York dal 1952 al 1972. Serpico è testimone di diversi casi di corruzione nella polizia, ma non accetta di prendere parte a questo perverso meccanismo. Verrà per questo ghettizzato e perfino minacciato dai suoi colleghi: “A un poliziotto possono succedere tante cose in servizio, come non avere le spalle coperte dai colleghi durante le azioni di polizia”.

Un cult assoluto perfettamente inserito nel filone della Nuova Hollywood. Un poliziesco dotato di crudo realismo e con protagonista uno straordinario Al Pacino, in una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Il suo Frank Serpico rappresenta una sorte di Don Chisciotte, un’idealista che combatte contro i mulini a vento delle istituzioni.

3. Quinto potere (1976)

Peter Finch in una scena del film Quinto potere

Vincitore di quattro premi Oscar su undici candidature ricevute (Miglior Attore Protagonista a Peter Finch; Miglior Attrice Protagonista a Faya Dunaway; Miglior Attrice Non Protagonista a Beatrice Straight, che con soli cinque minuti detiene il record per la più breve interpretazione di sempre premiata all’Academy; Miglior Sceneggiatura Originale), Quinto potere è una graffiante satira del mondo televisivo statunitense. Un mondo che dovrebbe documentare la realtà, ma che invece se ne serve per piegarla ai propri interessi.

Figlio di un’epoca consapevole dell’inarrestabile processo di spettacolarizzazione della vita pubblica, Quinto potere racconta del licenziamento e dell’annuncio del proprio suicidio in diretta televisiva da parte dell’anchorman dell’UBS Howard Beale (Peter Finch). Gli ascolti salgono vertiginosamente e l’emittente televisiva trasforma il notiziario di Beale nel varietà di un predicatore folle che fomenta gli spettatori. Un film velenoso e sconvolgente, perfetto per descrivere gli umori di una nazione in un decennio cruciale della sua storia.

2. Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975)

Al Pacino in una scena del film Quel pomeriggio di un giorno da cani

Quel pomeriggio di un giorno da cani è un film chiave per capire il cinema e soprattutto la società americana degli anni Settanta. Si tratta di un’accuratissima ricostruzione di un fatto di cronaca: la rapina tentata in una banca di New York da John Wojtowicz e Salvatore Naturile il 22 agosto del 1972. Gli eventi furono raccontati in un articolo intitolato The Boys in the Bank e pubblicato sulla rivista Life.

In Quel pomeriggio di un giorno da cani i reduci del Vietnam Sonny (Al Pacino) e Sal (John Cazale) fanno irruzione in una banca di Brooklyn per tentare di rapinarla, ma restano intrappolati all’interno dell’edificio a causa dell’assedio delle forze dell’ordine. Nel corso di un pomeriggio infinito, Sonny imbastirà trattative con la polizia, solidarizzerà con gli ostaggi e parlerà con Leon, l’uomo che ha sposato e per il quale ha organizzato il colpo, desiderando di coprire le spese dell’operazione per il suo cambio di sesso.

Un’opera maestosa basata sulle relazioni tra mass media e pubblico, sul potere della televisione di creare degli eroi dal nulla e di trasformare ogni avvenimento in spettacolo. Nel rapporto tra il rapinatore esibizionista e la folla che lo acclama, con la polizia incapace di gestire la situazione, emerge tutta la fragilità di una società allo sbando, isterica e superficiale.

1. La parola ai giurati (1957)

Il cast completo del film La parola ai giurati in una scena del film

Inserito dall’American Film Institute nella lista dei cento migliori film americani di tutti i tempi, La parola ai giurati rappresenta l’esordio alla regia di Sidney Lumet. La sceneggiatura è l’adattamento di un soggetto scritto nel 1954 per la TV e incentrato su un componente di una giuria popolare che, sulla base di un ragionevole dubbio, tenta di persuadere gli altri membri ad assolvere un ragazzo accusato di parricidio.

La parola ai giurati è un capolavoro assoluto, tra le 10 migliori opere prime della storia del cinema. Un meraviglioso dramma giudiziario in cui la discussione di una giuria diventa la prova del nove per testare alcuni principi base della democrazia e della costituzione americane, come la necessità del dialogo e il rispetto delle diversità. A emergere è il ritratto impietoso di una middle class razzista e soddisfatta, messa alle strette dalla razionalità di un uomo incapace di arrendersi alla superficialità. Straordinaria prova di recitazione da parte dei “dodici uomini arrabbiati” che danno il titolo originale al film (12 Angry Men).

E voi cosa ne pensate della nostra classifica dei film di Sidney Lumet? Fateci sapere la vostra nei commenti!

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