Scarface, torna al cinema il mito gangster dell’American Way of Life

In occasione dei quarant’anni dalla sua prima uscita, dall’8 al 10 aprile 2024 torna al cinema in versione 4K Scarface, capolavoro gangster diretto da Brian De Palma e interpretato da uno straordinario Al Pacino. Una potente storia di desiderio e ossessione ambientata nella Miami degli anni Ottanta.
Al Pacino (Tony Montana) in una scena del film Scarface

A distanza di quarant’anni dalla sua prima uscita in Italia, dall’8 al 10 aprile 2024 torna al cinema in versione 4K Scarface (1983), pellicola diretta dal maestro Brian De Palma. Remake dell’omonimo film del 1932 di Howard Hawks, Scarface è un capolavoro assoluto del gangster movie, inserito dall’American Film Institute al decimo posto nella lista dei 10 migliori film gangster americani di tutti i tempi.

Un’opera feroce e cruenta, in cui il sangue scorre a fiotti e la parola “fuck” viene pronunciata per ben 229 volte nell’arco di tre ore. Un trattato sulla fragile condizione dell’individualità maschile nelle sfere del potere e della politica, messo in scena con una regia rigorosa e priva di virtuosismi. Lo stile visivo è pop e vistoso: De Palma coglie ogni opportunità per enfatizzare le mode e le follie musicali degli anni Settanta come contraltare agli spargimenti di sangue e ai tradimenti.

La sceneggiatura di Oliver Stone, scritta mentre lottava contro la propria dipendenza dalla droga, racconta l’ascesa e la caduta del narcotrafficante Tony Montana, interpretato dallo straordinario e istrionico Al Pacino, di cui abbiamo stilato la nostra TOP 10 dei migliori ruoli. Innegabile lo statuto di cult che negli anni si sono conquistati Scarface e Tony Montana, come testimoniato anche dal nome dell’organizzazione internazionale messa in piedi da Saddam Hussein per lavare i soldi sporchi: Montana Management.

La trama di Scarface

Al Pacino (Tony Montana) in una scena del film Scarface

Scarface è ambientato nella Miami degli anni Ottanta. Insieme all’amico fraterno Manny Ribera (Steven Bauer), il rifugiato cubano Tony Montana giunge in Florida per inseguire il sogno americano del successo e del denaro.

Ottenuta la green card di residenza, i due iniziano a lavorare come camerieri e lavapiatti in un chiosco, ma presto si rendono conto che il crimine è la via migliore per raggiungere la fama e il potere. Da tirapiedi del boss del narcotraffico Frank Lopez (Robert Loggia), a cui soffia la donna Elvira Hancock (Michelle Pfeiffer), agli affari con lo spacciatore boliviano Alejandro Sosa (Paul Shenar), Tony intraprende una scalata alla conquista del “mondo e tutto quello che c’è dentro”.  

La gelosia morbosa per la sorella minore Gina (Mary Elizabeth Mastrantonio) e il consumo costante di cocaina gli saranno però fatali, portandolo a non distinguere più gli alleati dai nemici e a isolarsi nella sua sfarzosa prigione dorata. Una grandiosa storia di desiderio e ossessione dotata di una potentissima forza catartica e apocalittica.

Scarface e l’Esodo di Mariel

Steven Bauer (Manny Ribera) e Al Pacino (Tony Montana) in una scena del film Scarface

Nel Maggio 1980, Fidel Castro aprì il Porto di Mariel, a Cuba, con l’apparente motivazione di permettere ad alcuni cubani di raggiungere i parenti che si trovavano negli Stati Uniti. Nel giro di settantadue ore, 3000 imbarcazioni americane si diressero verso Cuba. Ben presto apparve chiaro che i proprietari delle imbarcazioni venivano costretti a riportare indietro con loro non soltanto i familiari, ma anche delinquenti comuni che si trovavano nelle carceri cubane. Dei 125.000 profughi che approdarono in Florida, si valuta che circa 25.000 avessero dei precedenti penali”.

Brian De Palma aggiunge al suo remake una dimensione politica che trasforma completamente il modello dell’originale di Howard Hawks. L’introduzione a scorrimento dello Scarface del 1983, alternata a filmati d’archivio dell’epoca, racconta quello che oggi è conosciuto con il nome di Esodo di Mariel, un’emigrazione di massa di cubani che dal porto di Mariel si imbarcarono per gli Stati Uniti. L’evento fu innescato da una forte crisi economica del Paese che portò a inevitabili contrasti interni.

Il Presidente Fidel Castro annunciò l’apertura del porto e spinse dissidenti e oppositori del regime a lasciare Cuba: “Quelli che non vogliono accettare lo spirito della nostra rivoluzione, noi non li vogliamo. Non abbiamo bisogno di loro”. L’esodo ebbe però risvolti drammatici per il governo statunitense, che si trovò a ospitare un’alta percentuale di pazienti psichiatrici e prigionieri.

Nel film di De Palma, Tony Montana rappresenta proprio uno di questi: un ex galeotto, come dimostrano la cicatrice sul volto e il tatuaggio sulla mano, ma soprattutto un criminale violento e assetato di potere. Giunto negli Stati Uniti, Tony si troverà confinato nella Freedom Town, ghetto di popolazione cubana a Miami. Una volta uscito di lì cambierà per sempre il volto della criminalità di Miami, al pari di tanti altri come lui.

Il Reaganomics e il pensiero liberista degli Stati Uniti

Ronald Regan, 40esimo presidente degli Stati Uniti d'America

Tony Montana incarna alla perfezione lo spirito rapace del sogno americano. Prendere ciò che si vuole e volere tutto: “Il mondo è tuo”, recita lo slogan pubblicitario che appare in una delle scene più iconiche del film. In una Miami anni Ottanta sgargiante e pacchiana, circondata da edifici scintillanti e vistosissime luci al neon, Tony assimila i concetti di individualismo e materialismo. Li fa suoi, distaccandosi dagli ideali comunisti del suo Paese d’origine e cominciando a predicare il culto di sé e del conto in banca, in linea con il Reaganomics di quegli anni.

Per Reaganomics si intende l’insieme delle politiche economiche adottate dagli Stati Uniti nel corso della presidenza di Ronald Regan, dal 20 gennaio 1981 al 20 gennaio 1989. Una visione liberista che riduceva il peso dello Stato nell’economia e lasciava maggiore indipendenza ai privati.

La scelta di ridurre la pressione fiscale è da intendere in questo senso come un tentativo da parte del governo di fornire maggiori risorse in mano ai privati e cercare di aumentare la produzione industriale del Paese. Se da un lato il Reaganomics ha contribuito a una maggiore stabilità economica degli Stati Uniti, dall’altro ha alimentato in maniera esponenziale le diseguaglianze sociali: la valorizzazione del capitale economico a discapito del capitale umano.

In Scarface Tony Montana sfrutta il capitalismo per diventare a sua volta un capitalista senza scrupoli, ma resterà strozzato dal perverso meccanismo di questo sistema consumistico che ci spinge fino al limite: Push it to the limit, cantava Paul Engemann nella splendida colonna sonora di Giorgio Moroder.

Il confronto con lo Scarface di Howard Hawks

Vince Barnett e Paul Muni in una scena del film Scarface - Lo sfregiato

Scarface – Lo sfregiato di Howard Hawks non è ambientato nella Miami degli anni Ottanta, ma nella Chicago degli anni Venti, e racconta l’ascesa e la caduta di Tony Camonte, interpretato dal grande Paul Muni. Il soggetto dell’ex giornalista Ben Hecht si ispira alla vera storia di Al Capone, utilizzata per mostrare la Chicago del proibizionismo come una moderna versione di Sodoma e Gomorra, popolata da cinici giornalisti a caccia di scandali e poliziotti brutali.

Tony Camonte rappresenta uno dei più celebri mostri machiavellici della storia del cinema. Un metodico, scaltro e sofisticato gangster italoamericano, distante anni luce dal rude, impulsivo e violento narcotrafficante cubano Tony Montana. L’amoralità è lampante, ma Camonte è sincero riguardo alla sua avida ricerca di potere e di denaro, ostacolata soltanto dalla gelosia per la sorella Francesca (Ann Dvorak) e il suo braccio destro Gino (George Raft).

Il mondo ai piedi dei gangster

La scena finale del film Scarface - Lo sfregiato

Insieme a Piccolo Cesare e Nemico Pubblico, Scarface – Lo sfregiato diede avvio al genere gangster, stabilendone canoni e stereotipi, come il senso di fatalità incombente e l’atmosfera satura di morte. La sua uscita al cinema venne però ritardata per motivi di censura. La Motion Picture Producers and Distributors Association, fondata nel 1922 per migliorare l’immagine e l’efficienza del settore cinematografico, divenne sempre più nota per la sua funzione di autocensura dell’industria attraverso il Codice Hays, ovvero una serie di standard morali per la rappresentazione di crimine, sesso, violenza e altri temi controversi.

I film di gangster furono visti come glorificazioni di criminali e si temeva che i giovani volessero emularli, nonostante i protagonisti fossero destinati a morire. In Scarface – Lo sfregiato Hawks sottolinea la lenta rovina di Tony con un forte simbolismo. Nel momento in cui il gangster commette il suo primo omicidio viene visto come un’ombra sul muro, simile a Nosferatu. Alla fine, la sua ombra è segnata da croci e il suo corpo giace sul marciapiede sotto il beffardo cartello di un’agenzia turistica che recita: “Il mondo è tuo”. Il mondo non è però di Camonte. E non è neppure di Montana: il mondo è al di fuori della loro portata.

E voi andrete a vedere al cinema Scarface in versione 4K? Fateci sapere la vostra nei commenti e scoprite qui quali saranno i film in sala ad Aprile 2024!

Facebook
Twitter