Samuel L. Jackson: la TOP 10 film, con e senza Tarantino

Il “King of cool” Samuel L. Jackson spegne oggi 75 candeline. Nonostante la sterminata quantità di film in cui appare, non possiamo esimerci per l’occasione dal commemorare la sua brillante carriera artistica con una selezione dei top 10 film di Samuel L. Jackson!
The Hateful Eight, Star Wars, Fa' la cosa giusta, Glass e Pulp Fiction fra i migliori film con Samuel L. Jackson

Un carisma fuori dal comune. Lingua lunga e affilata come la lama di un rasoio. Sguardo profondo e intenso capace di penetrare nell’anima: il mondo social ha colto la palla al balzo trasformandolo in un vero e proprio meme vivente. Oggi, 21 dicembre 2023, Samuel L. Jackson compie 75 anni. 

Nato a Washington nel 1948 ma cresciuto nel Tennessee insieme alla mamma e ai nonni, Samuel Leroy Jackson comincia a riempire il suo bagaglio culturale e cinematografico fin da ragazzo frequentando assiduamente i cinema della zona. Acquisisce presto la consapevolezza che il mondo black rappresenta una presenza scomoda sul grande schermo e nella vita di tutti i giorni. Entra così nelle frange del Movimento Potere Nero, ispirato dalle parole di leader quali Malcom X e Martin Luther King, di cui porterà perfino la bara al funerale.

Durante uno spettacolo della Negro Ensemble Company, Samuel L. Jackson scopre la sua vera vocazione: la recitazione. Decide così di frequentare gli studi di recitazione al Morehouse College ad Atlanta, conseguendo la laurea nel 1972.

Dal teatro alla televisione, passando per il cinema dove appare in oltre cento film, la carriera di Samuel L. Jackson è piuttosto lunga e variegata, costellata da copioni discutibili, ma anche e soprattutto grandissime performance attoriali e brevi camei in alcune pietre miliari della Settima Arte. Non solo Spike Lee, ma soprattutto non solo Quentin Tarantino: il cinema di Samuel L. Jackson è tanto e tanto altro!

Non resta che scoprire le carte e svelarvi la nostra TOP 10 dei film di Samuel L. Jackson!

10. Shaft (2000)

Samuel L. Jackson in una scena del film Shaft

Diretto da John Singleton e ispirato all’omonimo romanzo di Ernest Tidyman, Shaft rappresenta il quarto sequel di Shaft il detective (1971) di Gordon Parks. Shaft è un omaggio al filone della blaxploitation, genere rivolto ad un pubblico afroamericano, contraddistinto da dosi massicce di violenza e giustizialismo selvaggio da strada.

Nonostante sia cambiata l’epoca e soprattutto il contesto politico-sociale, le avventure di Shaft anche negli anni 2000 continuano ad affascinare e catturare l’attenzione dello spettatore, soprattutto grazie alla pirotecnica performance di Samuel L. Jackson nei panni del poliziotto John Shaft, nipote dell’investigatore privato del primo film (Richard Roundtree). Il carisma e il pungente umorismo dello Shaft di Samuel L. Jackson conferiscono una nuova personalità al personaggio, piuttosto distante dal cupo maschilismo che contraddistingue lo Shaft di Roundtree.

9. Regole d’onore (2000)

Samuel L. Jackson e Tommy Lee Jones in una scena del film Regole d'onore

Un cast di assoluto livello tra cui spiccano i volti di Samuel L. Jackson, Tommy Lee Jones e Ben Kingsley, abilmente orchestrati da un maestro del cinema come William Friedkin. Samuel L. Jackson interpreta qui il colonnello dei marines Terry Childers, sotto accusa per aver sparato sulla folla nello Yemen, uccidendo 83 persone, durante le operazioni di salvataggio dell’ambasciatore americano. A suo dire, tra i manifestanti si nascondevano dei cecchini. La politica estera ha bisogno però di un capro espiatorio e il colonnello Childers sembra non avere via di scampo.

William Friedkin analizza dall’interno il mondo e l’ideologia dei marines, girando un’opera distante anni luce dalle classiche pellicole buoniste tipiche del cinema americano. Regole d’onore ha fatto infuriare lo Yemen e altri Paesi arabi, che ne hanno proibito la distribuzione accusandolo di xenofobia e razzismo.

8. Trilogia prequel di Star Wars (1999-2005)

Samuel L. Jackson è Mace Windu nella trilogia prequel di Star Wars

La trilogia prequel di Star Wars è composta da Episodio I – La minaccia fantasma, Episodio II – L’attacco dei cloni e Episodio III – La vendetta dei Sith. Narra le origini di Anakin Skywalker, il futuro Darth Vader, e la sua metamorfosi da promettente Jedi a spietato signore dei Sith.

Nella trilogia Samuel L. Jackson veste i panni di Mace Windu, uno dei maestri Jedi più importanti e riconosciuti della storia dell’Ordine. Mace Windu intravede fin da subito la potenziale minaccia rappresentata dal giovane Anakin Skywalker, opponendosi per questo al suo addestramento. Un uomo saggio e dotato di vasta cultura; valoroso e coraggioso nell’affrontare i pericoli, ma solitario perché restio a fidarsi delle persone. Nonostante la sua figura risulti piuttosto marginale, Mace Windu è un personaggio carismatico, inserito a giusta ragione da IGN al 30esimo posto nella Top 100 dei migliori personaggi di Star Wars.

7. Unbreakable – Il predestinato (2000)

Samuel L. Jackson (Elijah Price) in una scena del film Unbreakable - Il predestinato

Prima pellicola della trilogia diretta da M. Night Shyamalan, proseguita poi con Split (2016) e Glass (2019), Unbreakable – Il predestinato è un thriller fantascientifico a tema supereroistico. I protagonisti della storia sono Bruce Willis nei panni di David, unico sopravvissuto a un incidente ferroviario in cui hanno perso la vita 132 passeggeri, e Samuel L. Jackson nei panni della sua nemesi Elijah/L’uomo di vetro, nato con una grave malformazione agli arti superiori e inferiori che lo costringe a vivere su una sedia a rotelle.

Appassionato di fumetti, Elijah è convinto che David sia in realtà un supereroe e che lo scontro tra i due sia inevitabile: l’eterna battaglia tra bene e male, tra eroe e antagonista. Una pellicola incalzante, dotata di grande ritmo e sostenuta dalle eccellenti performance attoriali dei due protagonisti: Bruce Willis incarna perfettamente la sofferenza del “predestinato”; Samuel L. Jackson risulta invece particolarmente sgradevole nell’interpretare un villain all’apparenza pacato, ma in realtà tormentato da una profonda e cieca rabbia interiore.

6. Jackie Brown (1997)

Samuel L. Jackson (Ordell Robbie) in una scena del film Jackie Brown

In Jackie Brown Tarantino recupera la sua vecchia passione per la blaxploitation degli anni Settanta. Il film è scritto su misura per Pam Grier, icona assoluta della blaxploitation. Pam Grier è Jackie, una hostess che per arrotondare lo stipendio accetta di portare all’estero i soldi del trafficante d’armi Ordell Robbie, ovvero Samuel L. Jackson, vero e proprio attore feticcio di Quentin Tarantino. Jackie e Ordell sono le due polarità black del film: Ordell usa di continuo la parola nigger, mentre Jackie soltanto in momenti specifici che ne richiedono l’utilizzo.

Ordell risente di un vistoso complesso di inferiorità legato al colore della pelle che gli provoca un malessere costante: è un nero che parla come un razzista bianco perché vorrebbe essere anche lui un bianco. Il personaggio interpretato da Samuel L. Jackson è un individuo spregevole, un assassino a sangue freddo, ma nonostante tutto lo spettatore non può che provare una certa simpatia per lui. A proposito di Ordell, a dir poco spassose le parole di Tarantino sul suo personaggio: “Se non avessi voluto fare film, sarei finito come Ordell. Avrei fatto un imbroglio dietro l’altro e sarei finito in galera”. 

5. Die Hard – Duri a morire (1995)

Samuel L. Jackson (Zeus Carver) e Bruce Willis (John McClane) in una scena del film Die Hard - Duri a morire

Duri a morire è il terzo capitolo della saga di Die Hard di John McTiernan, preceduto da Trappola di cristallo e 58 minuti per morire. Impossibile non lasciarsi trasportare dal ritmo al cardiopalma e dal montaggio frenetico del film, che vede protagonista ancora una volta Bruce Willis, di cui abbiamo stilato una classifica delle 10 migliori performance. In Duri a morire Willis veste i panni del poliziotto John McClane, alle prese con una nuova “esplosiva” missione da affrontare. Questa volta McClane non sarà però solo nella missione: il poliziotto sarà infatti spalleggiato da Zeus Carver, interpretato da Samuel L. Jackson, un elettricista di Harlem che si ritrova suo malgrado coinvolto nell’operazione.

La coppia che scoppia Carver-McClane diverte e intrattiene lo spettatore. Tangibile l’alchimia tra Willis e Jackson, due opposti che si attraggono, simili per certi versi all’iconica coppia Gibson-Glover di Arma Letale. Samuel L. Jackson disse a proposito di Zeus Carver: “È indubbiamente il personaggio che più mi assomiglia e che più si avvicina alla mia personalità tra tutti quelli che ho interpretato nel corso degli anni“.

4. The Hateful Eight (2015)

Samuel L. Jackson (Marquis Warren) in una scena del film The Hateful Eight

Girato in pellicola Ultra Panavision 70 mm, The Hateful Eight mescola il genere western al giallo per raccontare una storia in cui nessuno è realmente quello che sembra. Una sorta di cripto-remake de La cosa di John Carpenter, dove una compagine interamente maschile è alle prese con un’ostile creatura mossa da un insolito istinto di autoconservazione. Samuel L. Jackson interpreta nel film l’ex maggiore nordista Marquis Warren, attorno alla cui figura si organizza e si dipana tutta la vicenda del film, tra conflitti e razzismi incrociati di ogni genere (bianco, nero, messicano, sudista, nordista).

Warren è un bounty killer spietato che ammazza le sue prede invece di consegnarle alla giustizia: l’innocenza dell’America è ormai perduta. Incarna a tutti gli effetti la posizione di erede dei Lee Van Cleef e dei Clint Eastwood di Sergio Leone. Come uno dei classici jokes tarantiniani, il personaggio ha lo stesso nome del celebre scrittore, sceneggiatore e regista Charles Marquis Warren, il creatore della serie tv western Gunsmoke.

3. Fa’ la cosa giusta (1989)

Samuel L. Jackson in una scena del film Fa' la cosa giusta

Fa’ la cosa giusta è ispirato a un fatto di cronaca: l’uccisione del ragazzo di colore Michael Griffith a Howard Beach, nel Queens, il 20 dicembre 1986, durante uno scontro a sfondo razziale. La pellicola rappresenta probabilmente il punto più alto della carriera di Spike Lee, capace di sviluppare una tragedia direttamente dal tessuto metropolitano, dalla coesistenza e dallo scontro tra etnie di immigrati, ciascuna gelosamente legata alle proprie tradizioni e alle proprie mitologie di massa, che ne definiscono l’identità.

Splendida la fotografia dai toni caldi di Ernest Dickerson che mette in scena alla perfezione “la giornata più calda dell’anno”, come la definisce Senor Love Daddy, deejay di una radio locale di Brooklyn interpretato da Samuel L. Jackson. La sua voce “rappante” e vigorosa entra a tutto volume nelle case di Brooklyn per esortare i cittadini a riflettere e a placare i propri animi: “Ora basta: tempo scaduto! Fate sbollire la vostra rabbia!”. Nonostante il suo non sia un ruolo da protagonista, Samuel L. Jackson nei panni di Senor Love Daddy funge da coscienza critica del film. Fa’ la cosa giusta è un capolavoro intramontabile, ancora tremendamente attuale alla luce del recente riacutizzarsi della questione razziale negli Stati Uniti.

2. Django Unchained (2012)

Samuel L. Jackson (Stephen) e Leonardo DiCaprio (Calvin Candie) in una scena del film Django Unchained

Ambientato nel 1858, due anni prima della Guerra d’Indipendenza, Django Unchained analizza la Storia americana attraverso il genere dello spaghetti western. Tarantino non soltanto riprende il Django di Sergio Corbucci, ma utilizza perfino Franco Nero che compare in un breve cameo. Il western che si mescola al melodramma sudista e razziale nel tentativo di esplorare la piaga della schiavitù. Django (Jamie Fox) e il cacciatore di taglie King Shultz (Christoph Waltz) vanno alla ricerca della moglie di Django, tenuta prigioniera nella piantagione di Candyland dal latifondista Calvin Candie (Leonardo Di Caprio).

Spregevole e spietato il personaggio di Stephen, interpretato da Samuel L. Jackson, uno schiavo nero che per salvarsi la pelle ha iniziato a venerare il suo padrone Candie e a odiare i neri. Burbero e perennemente contrariato, Stephen all’apparenza sembra un uomo indifeso, ma in realtà è uno schiavo pericolosissimo e assetato di sangue, forse più del suo padrone. Furbo e attento a ogni dettaglio, il suo personaggio funge da ago della bilancia nello sviluppo della vicenda.

La performance di Samuel L. Jackson risulta una delle più complesse e paradossali, ma allo stesso tempo affascinanti della sua carriera cinematografica. Impossibile distogliere lo sguardo dai suoi movimenti claudicanti e dai suoi sopracciglioni bianchi, impossibile rimuovere dalla propria mente la sua figura di schiavo razzista che rinnega le sue origini afroamericane.

1. Pulp Fiction (1994)

John Travolta (Vincent Vega) e Samuel L. Jackson (Jules Winnfield) in una scena del film Pulp Fiction

La città degli angeli popolata da demoni abbigliati in giacca e cravatta: la filosofia del killer cool già sperimentata da Tarantino ne Le Iene torna anche in Pulp Fiction. Samuel L. Jackson e John Travolta sono i mattatori indiscussi della pellicola nei panni dei sicari Jules e Vincent. I loro frivoli dialoghi sulla legalizzazione dell’hashish, le differenze tra i diversi fast-food e i massaggi ai piedi sono ormai entrati a pieno regime nell’immaginario collettivo.

Il personaggio di Jules domina la scena: possiede un carisma cattivo alla Riccardo III ed è sempre padrone della situazione. Discute con eloquenza di Bibbia, vendetta e divinità, entrando in soli cinque minuti nella storia del cinema con il sermone Ezechiele 25:17, prima di prendere a pistolettate le sue vittime. L’uso di questa citazione biblica è stato ispirato a Tarantino da una serie televisiva giapponese ninja intitolata Shadow Warriors, in cui prima di uccidere si pronuncia un discorso sempre uguale.

Jules fa il suo intervento per apparire più terrorizzante, ma la seconda volta che cita Ezechiele la frase ha perso del tutto il suo significato mortifero: convinto che un intervento divino gli abbia salvato la pelle, il killer si fa prendere da una specie di epifania religiosa che lo spinge a cambiar vita.

Pulp Fiction rappresenta il punto più alto della carriera cinematografica di Samuel L. Jackson, meritatamente candidato per il film agli Academy Awards come miglior attore non protagonista.

E voi siete d’accordo con questa top 10 film di Samuel L. Jackson? Fateci sapere la vostra! 

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