Sacha Baron Cohen: “Ho messo Borat nel ripostiglio”

Sacha Baron Cohen ha recentemente spiegato le motivazioni che stanno dietro al secondo capitolo di Borat e ha risposto a chi chiedeva informazioni circa una possibile ulteriore pellicola.

“Ho ritirato fuori Borat per via di Trump. Il film aveva uno scopo, non vedo alcuno scopo nel riproporlo ancora. Quindi sì, l’ho messo nel ripostiglio.”

Ecco il trailer di Borat 2:

Pare quindi che, non essendoci più necessità Borat verrà messo da parte dall’attore.

Ricordiamo quello che aveva dichiarato circa lo scopo del film:

“Nel 2005, per fare rivelare alle persone i loro più profondi pregiudizi serviva un personaggio come Borat che era misogino, razzista, anti semita. Ora quei pregiudizi interiori sono palesi. I razzisti sono orgogliosi di esserlo. Quando il presidente è un aperto razzista e fascista permette al resto della società di cambiare i termini della conversazione. Il mio obiettivo non era di rendere palese il razzismo e l’antisemitismo, ma involontariamente abbiamo rivelato il lato pericoloso dell’autoritarismo.”

Divertente era anche stato il modo attraverso il quale Sacha Baron Cohen si era preparato alla parte:

“La cosa più difficile che ho fatto è stata restare nel personaggio per cinque giorni in una casa in lockdown. Mi svegliavo, facevo colazione, pranzo, cena, e andavo a dormire come Borat mentre vivevo in casa con i cospirazionisti. Non potevo permettermi di uscire dalla parte nemmeno un momento.”

Con l’elezione del democratico Joe Biden e la sconfitta di Donald Trump lo scopo di Borat è stato raggiunto e quindi Sacha Baron Cohen potrà separarsi da lui senza rimpianti. Chissà però che, in tempo di necessità, in futuro, non scelga di utilizzarlo nuovamente, proprio come fa un paladino della giustizia.

E voi, cosa ne pensate del personaggio di Borat?

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