Ryan Reynolds: i TOP 10 film peggiori dell’attore (e lui è d’accordo)

Ryan Reynolds è un attore che nella vita ha passato davvero tante fasi, molte delle quali assolutamente discutibili. Il suo fisico lo ha aiutato molto e, insieme all'ironia, non si è mai arreso. Ma solo recentemente sembra aver trovato la giusta via.
Ryan Reynolds in un poster del film Green Lantern

Ryan Reynolds fino a poco tempo fa è stato uno dei più bistrattai attori del mondo dello spettacolo. Forse per le sue origini canadesi, o per il suo ristretto armamentario di espressioni, nessuno lo ha mai davvero preso sul serio. Complice il numero di film abbastanza discutibili cui ha preso parte, la sua carriera è costellata di alti (pochi non così alti) e bassi (a dir poco abissali) ma cavolo…quanto si deve essere divertito! Anche lui ci scherza molto, rivelando una grande ed apprezzabile vena auto-ironica che lo fanno apprezzare ancora di più. E quale miglior modo di celebrarlo se non sfoderare la stessa pungente ironia? Ma ecco quindi i punti più bassi del simpaticissimo Ryan.

10. Amityville horror

Ryan Reynold in una scena del film Amityville Horror

Questa versione 2005 di The Amityville Horror firmata Metro-Goldwyn-Mayer, funziona abbastanza. Paradossalmente succede fin troppo in troppo poco tempo. È un bel giocattolone (ottimo successo per la MGM alla sua uscita), apprezzabile nel suo svolgimento, al di là dei jumpscares disseminati qua e là. Forse un po’ forzato in alcuni punti e prevedibile in altri, ma niente di irrecuperabile, anzi. C’è un Ryan Reynolds controllato, che non va troppo sopra le righe nell’interpretare la possessione demoniaca cui va incontro il suo personaggio. Con tanto di messa in mostra del suo invidiabile fisico è un discreto inizio di classifica, in cui i diversi problemi di messa in scena sono certo dovuti alla natura del prodotto.

9. The Captive – Scomparsa

Ryan Reynolds interpreta Matthew Lane in una scena del film The Captive - Scomparsa

The Captive – Scomparsa è qui solo per il trattamento ricevuto da gran parte di critica e pubblico. Nonostante infatti sia stato trattato molto freddamente quando arrivò a Cannes 2014, si tratta di un buon thriller drammatico con solide basi. Nella storia di due genitori che, dopo otto anni dal rapimento della figlia, vedono aprirsi nuove speranze di ritrovarla grazie ad una serie di indizi che porteranno alla risoluzione del drammatico caso, il film riesce in una costruzione narrativa azzeccata e coinvolgente.

Anche se si incappa a volte in momenti di confusione e poco riusciti, la ricercatezza di alcune inquadrature e la regia sempre accorta riescono a mantenere comunque un forte impatto emozionale. Peccato che veramente pochi abbiamo apprezzato questo film con un discreto Ryan Reynolds, definendolo appena mediocre.

8. Self/less

Ryan Reynolds, Ben Kingsley e il resto del cast di Self/less nel poster del film

Quando Damian Hale, industriale miliardario, è costretto ad affrontare il cancro decide di trasferire la propria coscienza in un corpo sano. Dopo l’operazione d’avanguardia, l’imprenditore cambia nome e diventa Edward, incominciando una nuova vita. Presto però gli spettri del passato torneranno a scuotere la sua esistenza. Self/less è una di quelle classiche operazioni hollywoodiane di appiattimento tematico: un banalissimo action con una premessa interessante. L’operazione è diretta dallo shooter Tarsem Singh che mette in secondo piano tanto le questioni sociali quanto quelle morali e filosofiche per puntare tutto, in modo neanche troppo riuscito, sull’adrenalina.

La presenza di Reynolds avrebbe qui potuto risollevare la pellicole se la storia fosse stata pensata più sulla sua personalità (magari con elementi più ironici). Qui invece la scrittura non lo aiuta di certo, lasciando sulle sue spalle un enorme macigno, che non ha la forza di sostenere.

7. Matrimonio impossibile

Il cast del film Matrimonio impossibile

Nell’originale del 1979 Una strana coppia di suoceri il duo Peter Falk ed Alan Arkin funzionò alla perfezione diventando il punto di forza di un vero e proprio cult di genere. Riproporre anni dopo la stessa formula (con le dovuto ed inevitabili variazioni) poteva risultare vincente nel caso in cui si fosse riusciti a riformare qualcosa che si avvicinasse all’originale, con una coppia comica efficace e carismatica. Purtroppo il duo Michael Douglas-Albert Brooks funziona e non funziona, come un impianto elettrico mal allacciato. Più che il matrimonio qui sembra impossibile trovare qualcosa di davvero forte nel film. Qualche risata? Forse. Ironia sagace e pungente? Assolutamente no. E Ryan Reynolds è poco più che una eterea apparizione.

6. Boltneck o Big Monster on Campus

Ryan Reynolds in una scena del film Boltneck o Big Monster on Campus

Quando i bulli del liceo uccidono accidentalmente un adolescente, un genietto usa il suo sapere scientifico per riportarlo in vita. Indovinate che parte interpreta Ryan Reynolds? Vi do’ un indizio: non è il piccolo nerd. Questo film originale ma traballante, sfrutta proprio il Frankenstein di Shelley per esplorare le crisi di identità adolescenziali, mescolando commedia sciocca e fantascienza. Un vero e proprio coming of age sui generis.

Se le premesse sembrano davvero ottime, come già successo in altri film qua citati peraltro, questo mix esplosivo non detona mai davvero e si estingue silenziosamente. Depotenziando tutte le principali leggende sui racconti dell’orrore cerca di innescare le ottime premesse ma è fatto deragliare dall’esecuzione approssimativa e zombificata. Alcune osservazioni acute sulla psicologia adolescenziale rafforzano il materiale e gli alti spiriti del film sono accattivanti, ma nel complesso la sua mancanza di immaginazione e la poca inventiva nella messa in scena sono davvero mortali.

5. R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà

Jeff Bridges e Ryan Reynolds in una scena del film R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà

In questo film, tratto dall’omonimo fumetto, Nick, dopo aver perso la vita, si ritrova in un ufficio del Rest in Peace Department, un’agenzia celeste che recluta gli agenti defunti per farli tornare sulla Terra in corpi diversi per combattere le apparizioni ultraterrene. Tra indagini e strani casi, lui insieme al suo nuovo collega Roy si troveranno invischiati in un pericoloso piano maligno. Il setting e lo svolgimento ricorda molto Men in Black coi (non)morti, che però rimane molto distante da un immaginario ultraterreno e più incentrato su una una sgangherata detective story.

Si nota subito uno dei problemi molto contemporanei di voler far divertire a tutti i costi che distrugge il ritmo. Celebrato come il flop dell’estate mette in scena cattivoni fatti con una CGI bruttina che sembrano delle caricature. Con un Ryan Reynolds che mette in scena un personaggio abbastanza anonimo a causa della sua caratterizzazione a dir poco minimale (sintetizzabile con “mi sono lasciato con la moglie”), la barca di soldi investiti in questo film (più di 130 milioni) non sono altro che un’aggravante per il risultato visibile a schermo.

4. Cooming Soon

Ryan Reynolds e Bonnie Root in una scena del film Coming Soon

Su questo film si riesce a recuperare davvero poco in giro, e forse c’è una ragione se Cooming soon è caduto nell’oblio! Una mediocre commedia che gioca su stereotipi e luoghi comuni sessuali (come lo stesso titolo fa ben capire). Ryan Reynold interpreta qui il bonaccione di turno che poco altro ha da dire se non che è davvero un figo a cui le donne difficilmente resistono. A questo punto c’è da chiedersi se il problema più grosso dell’attore sia quello di sceglersi davvero tanto film sbagliati, e tutti di seguito per altro! Forse il canadese potrebbe avere il potenziale di Matthew McConaughey (partito con ruoli simili) ma ad oggi sembra sempre di più un Nicolas Cage.

3. X-Men le origini – Wolverine

Ryan Reybolds interpreta Deadpool in una scena del film X-Men le origini - Wolverine

Diciamolo: tutti i fan dei fumetti hanno odiato questa versione di Deadpool. Totalmente differente dall’originale (e per molti versi proprio all’opposto) snatura un personaggio che fa della parlantina e del ridicolo il suo punto di forza. Anche non confrontandolo con l’ispirazione originale, il personaggio di questo film è già nel design discutibile e grottesco (nel senso sbagliato del termine). Che poi è solo la ciliegina sulla torta di un film con molti limiti. Fortunatamente il nostro caro Ryan Reynolds si è redento con i nuovi film sul personaggio usciti recentemente, e con un esplosivo terzo Deadpool in arrivo.

2. Blade: Trinity

Ryan Reynolds in una scena del film Blade: Trinity

Poche sono le saghe cinematografiche finite male come questa, su un vampiro che ammazza vampiri. Blade: Trinity è il terzo e per ora ultimo capitolo del franchise con protagonista Wesley Snipes nei panni del personaggio Marvel. Si tratta di uno dei cinecomic più maledetti della storia, paragonabili a Fantastic 4 – I Fantastici Quattro di Josh Tank. Nessuno sembrava voler davvero fare il film, e questo non ha potuto far altro che ripercuotersi sul risultato finale. E Ryan Reynolds non è stato da meno (come si vede dall’immagine qui sopra).

1. Lanterna verde

Ryan Reynolds interpreta Hal Jordan in una scena del film Lanterna verde

Non si puo’ non mettere al primo posto di questa classifica proprio Lanterna Verde, il film che avrebbe dovuto rilanciare la carriera di Ryan Reynolds ed invece l’ha quasi azzoppata. Come lui stesso ha dichiarato più volte (con un divertente cameo e battute nei recenti film su Deadpool), quel film del 2011 è stato un gravissimo errore.

C’erano troppe persone che spendevano troppi soldi, e quando c’era un problema piuttosto che dire: ‘Okay, smettiamola di spendere in effetti speciali e pensiamo al personaggio. Come possiamo sostituire questa grande cosa spettacolare – che comunque non funziona affatto – con qualcosa basato sui personaggi?’, non c’è mai stata questa volontà. A loro discolpa, si tratta di una maniera molto vetusta di vedere le cose. Era solo una cosa tipo “Continuiamo a spendere per andare avanti”. E non ha funzionato.”

Insomma, Ryan Reynolds alla fine è un attore non troppo poliedrico che sguazza nelle interpretazioni di un certo tipo di personaggio. Di recente sembra aver finalmente trovato la sua strada, con film quali Deadpool e Free Guy (di cui ha già parlato di un possibile sequel), che sfruttano proprio queste sue caratteristiche e sembrano cuciti su misura per lui, fatti apposto per la sua personalità. Giocosi e autoironici proprio come lui. Se c’è una cosa che l’attore sa fare veramente bene è non prendersi sul serio. In fondo, in fondo non puoi odiare questo compagnone.

Facebook
Twitter