Run: spiegazione del finale del thriller con Sarah Paulson

Stasera andrà in onda su Rai 4 alle ore 21.22 il thriller psicologico Run di Aneesh Chaganty e interpretato da Sarah Paulson, star storica di American Horror Story. Noi di CiakClub abbiamo dato la nostra interpretazione del finale intricato e macabro del film, dandone anche le definizioni scientifiche di simili disturbi mentali.
Sarah Paulson e Keira Allen in una scena di Run

In occasione della messa in onda del thriller psicologico Run, stasera su Rai 4 alle ore 21.22, Noi della redazione di CiakClub abbiamo deciso di spiegare il suo finale dagli innumerevoli e macabri contrappassi che lo contraddistinguono.

Il film del regista Aneesh Chaganty si costruisce interamente su un rapporto malato, quello tra Diane, una madre interpretata da Sarah Paulson (star di American Horror Story, giunta ora alla sua 12esima stagione con nuovi famosissimi volti) e sua figlia Chloe (Keira Allen).

Quello che sappiamo è che Diane è una donna possessiva nei confronti di una figlia impossibilitata fin dalla nascita da gravi malformazioni, soprattutto agli arti inferiori, che non le permettono di condurre una vita sociale. Non va neanche a scuola ma studia e legge molto a casa, e alimenta il suo senso di curiosità.

Attenzione questo articolo contiene ovviamente numerosi SPOILER, quindi se non hai ancora visto Run non continuare a leggere.

E’ proprio questa curiosità di Chloe, nel perfetto connubio con un sesto senso investigativo, che le fa scoprire la tragica verità. Le pillole verdi che la madre le fornisce ogni giorno per la cura della sua patologia cardiaca, in realtà sono anestetici per cani, che causano per lo più dolori alle gambe e impossibilità motoria. La madre le ha sempre mentito per anni ed è di fatto il suo carnefice.

Non solo, quando nel film viene nascosta nello scantinato, scopre anche che lei non è la vera figlia, questa sì con malformazioni congenite ma deceduta appena nata. Diane l’ha rapita e le ha dato lo stesso nome della figlia morta. Chloe non era neanche disabile data la foto ritrovata di lei da piccola in piedi.

Quindi dopo tutto il piano messo in atto da Chloe, la corsa in ospedale e l’internamento di Diane in un ospedale psichiatrico, ecco la svolta. Chloe, dopo anni in cui ha parzialmente ripreso a camminare, laureata, sposata e venuta a conoscenza dei suoi veri genitori, la va a trovare in clinica e le restituisce le stesse pillole verdi, torturandola per contrappasso per analogia. Chloe si è trasformata nel suo stesso carnefice in virtù del più ancestrale senso di vendetta.

Quello di Diane nei confronti di Chloe è un disturbo mentale reale che la scienza chiama “sindrome di Münchausen per procura”, ossia il dolore inferto da un genitore (anche se non biologico in questo caso) verso il figlio per “eccesso” di amore.

La pellicola Run però va oltre nel finale (spiegato ancor meglio nella nostra recensione qui), poiché restituisce una sorta di medesima sindrome, se si considera l’impossibilità di Diane e la cura postuma di Chloe. Quest’ultima però giustifica il suo macabro comportamento con la vendetta sulla persona che le ha creato il trauma.

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