Robert Downey Jr.: “L’MCU ha successo perchè racconta il sogno americano di democrazia”

Robert Downey Jr., intervistato da Stephen Colbert in occasione del late show che ha seguito il Super Bowl, è tornato a parlare della sua esperienza nei panni di Iron Man nei film del Marvel Cinematic Universe. L’attore americano ha tenuto a ribadire di ritenersi fortunato per aver preso parte alla saga cinematografica, una saga che gli ha permesso di relazionare la sua recitazione e il proprio personaggio nel corso di molti anni. L’attore ha quindi potuto ripulire il proprio nome da alcuni eventi passati che sembravano poter compromettere la sua carriera.

“Malgrado le vicende attuali possano far pensare il contrario, credo di lavorare in un’industria che tende, comunque, a perdonare le persone. Per quel che mi riguarda, ammetto di essere stato fortunato perché la mia “cattiva condotta” è avvenuta in un periodo in cui internet non era ancora diffuso. Quando attraversi un periodo di umiliazione personale – e parlo anche in prima persona per quel che riguarda quello che io ho fatto con altre persone – penso che vada riconosciuto sempre il merito di volersi scrollare di dosso quello che di sbagliato è stato fatto in precedenza. È anche un tipo di dinamica molto americana, l’essere abbattuti dalla vita e rialzarsi, ritornare in scena. È bizzarro, ma è proprio il percorso dell’eroe, no? E proprio per questo, potevo capire molto bene Tony Stark quando ho cominciato a interpretarlo.”

Robert Downey Jr. ha poi provato a dare una spiegazione del successo globale e nazionale dei film dell’MCU, ritenendo che essi siano portatori di un’ideale di America democratica, un’ideale che è da sempre fondamentale per la storia degli Stati Uniti e che spiegherebbe quindi il successo della saga supereroistica degli Avengers portata avanti dalla Marvel negli ultimi anni:

“Era tutto lì nell’universo Marvel fin dal principio, e questo il motivo per cui credo che i fumetti Marvel siano amati da grandi e piccoli. Li amano tutti perché non parlano solo al mondo, ma parlano anche al sogno americano di democrazia. La questione è un po’ complicata da trattare oggigiorno, ma ci sono ancora questi ideali e finora, stranamente, il modo migliore in cui sono questi stati espressi è stato in questi segmenti di intrattenimento.”

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