Rob Zombie, nomen omen: un genio horror dalle 1000 idee

Festeggia oggi gli anni Rob Zombie, una figura culto e controversa, i cui lavori, su più piani mediali, hanno omaggiato il genere horror da quando è nato ad oggi. La missione artistica di Zombie è quella di dichiarare puro amore eterno verso tutto ciò che ha a che fare con l'immaginario collettivo horror, passando attraverso musica, film e fumetti.
L'iconico e inconfondibile stile di Rob Zombie

Si potrebbe scrivere una tesi, almeno, sui motivi per cui l’horror come genere cinematografico sia così appassionante per molti e altrettanto inutile per altri. Ci spingiamo sensorialmente oltre i nostri confini, osserviamo dinamiche in grado di corrompere l’animo umano. Eppure, per molto tempo è stato considerato inferiore ad altri generi. Oggi, per festeggiarne il compleanno, racconteremo la vita e le opere di Rob Zombie, un uomo di cui si potrebbe dire che ha fatto della sua vita un manifesto d’amore verso l’horror.

Non scriveremo una tesi, ma senza dubbio parleremo di horror, per vie traverse. Ovvero attraverso la visione artistica di Rob Zombie, musicista, fumettista e regista che fa di ogni suo pezzo d’arte un omaggio all’horror, in tutte le sue forme. Per gli amanti del genere c’è tanto da approfondire, per chi, invece, preferisce altri tipi di visioni, in Rob Zombie può comunque trovare un’unicità tale da riuscire quantomeno ad incuriosire. Attraverso tre forme d’arte diverse e lungo l’arco di quasi quarant’anni il signor Zombie ha proposto la sua versione, la sua re-interpretazione e il suo amore sincero a qualsiasi cosa che avesse a che fare con il mondo dell’horror, regalando a noi titoli cult e personaggi icona.

Rob Zombie: la vita

Rob Zombie si esibisce sul palco

Nato il 12 Gennaio 1965 nel Massachussets, Robert Bartleh Cummings passa un’infanzia suburbana piuttosto normale. Figlio di una coppia di circensi, timido e appassionatissimo di film dell’orrore, Zombie ha raccontato di come lui e suo fratello si siano ritrovati nel mezzo della rivolta del circo in cui lavoravano i genitori. La gente correva e si colpiva con armi di fortuna, il tutto in modo molto violento. Zombie ricorda così l’episodio traumatico. L’immaginario circense è una delle firme d’autore nel cinema dell’artista.

Zombie, abituato alle immagini dei film che amava, non rimase impressionato ma ricorda quel momento come effettivamente inquietante. Verso la metà degli anni ‘80 fonda il suo primo gruppo metal, gli White Zombie. Il nome è un omaggio al film omonimo del 1932 con protagonista il leggendario Bela Lugosi, la cui eredità è ancora presente nei film odierni. Passano i decenni e il cantante intraprende la carriera da solista. Cambia legalmente il suo nome in Rob Zombie. Canta al fianco di leggende del metal e si distingue per la sua originalità e il suo talento.

Nel 2003 inizia la sua carriera da cineasta con il film culto La casa dei 1000 corpi. Pochi anni dopo collabora con Steve Niels aprendosi, quindi, anche al mondo del fumetto. E questo è solo il riassunto di tutto ciò che Zombie ha fatto per il genere horror, su più livelli mediali. Qualcuno lo reputa un genio, altri pensano che non abbia bene idea di cosa stia facendo. In ogni caso non si può negare che la figura di Zombie sia carismatica e senza freni.

La musica

Rob Zombie omaggia Weiner nel suo videoclip di Living Dead Girl

Zombie nasce come musicista, per lo più frontman cantante. Ha sempre curato, oltre che i testi e l’arrangiamento, anche la direzione artistica della sua musica, dai videoclip al cofanetto CD. Ma soprattutto le sue esibizioni live. Vere e proprie serate di spettacolo con props di scena, personaggi, robot, diavoli, danze, coreografie, fuochi e quanto di più folle gli venisse in mente. I testi delle sue canzoni, che trattano di scene horror, distopiche, fantascientifiche, prendono vita sul palco durante i suoi live. Un continuo citare e omaggiare opere dell’orrore del passato. Dall’espressionismo di Wiene e Murnau al distopismo di Lang.

Ha cantato al fianco di Alice Cooper e, nell’ambiente metal, è considerato una leggenda. Ascoltare Rob Zombie significa anche apprezzarne i videoclip musicali, diretti da lui, le cover dei CD e gli spettacoli live. Se, per di più, oltre a essere fan della musica di Zombie si è anche fan del genere horror, allora ci si può divertire a cogliere tutte le citazioni nascoste nei testi e nei video dell’artista.

Fumetto e animazione

Una scena de The haunted world of El Superbeasto

Nei primi anni 2000 un ormai affermato Rob Zombie decide di volersi dedicare ad un’altra sua grande passione: il fumetto. Riesce a collaborare con Steve Niels che forse non è un nome che suona familiare ma basti sapere che nell’ambiente è considerato il padre del nuovo fumetto horror. Colui grazie al quale il fumetto dell’orrore è tornato in auge dopo il suo periodo d’oro negli anni ‘60. Scrive le storie inchiostrate da Niels. Ma Zombie non si ferma mai e pubblica, qualche anno dopo, The haunted world of El Superbeasto, un comic grottesco, violento e assurdo in cui le storie e i personaggi sono un continuo citazionismo alle sue opere precedenti.

Nel 2009 esce, inedito in Italia, il film d’animazione omonimo. Le tematiche sono le stesse. Sembra che Rob Zombie abbia un solo e unico obiettivo. Quello di fare della sua arte il prodotto più controverso e scioccante possibile. Sesso sfrenato, satanismo, violenza, scorrettezza politica, insomma tutto quello che può venirvi in mente per rendere un film d’animazione assolutamente non adatto ad un pubblico sensibile.

La filmografia di Rob Zombie

Capitan Spaulding nel film La casa dei 1000 corpi

Arriviamo alla parte della sua vita artistica che verosimilmente più ci interessa: la filmografia. Una carriera disordinata e confusa, in cui non mancano flop e fallimenti ma la cui coerenza risiede nel voler fare di ogni suo film un manifesto di violenza, satanismo, sessualità malata e, soprattutto, horror. Non sono temi che piacciono a tutti, per ovvi motivi, ma il fascino di questo personaggio forse risiede proprio nel modo in cui lui, invece, ne sia profondamente appassionato.

La casa dei 1000 corpi

Capitan Spaulding in tutta la sua gloria

Inizia nel 2003 la sua carriera da cineasta con un film che è stato girato e montato nel 2000. La storia di questo film è quasi più interessante del film stesso. Zombie si trovava in ufficio con uno dei “pezzi grossi” della Universal, questo perché l’azienda aveva espresso il desiderio di creare un’attrazione per il suo parco divertimenti ispirandosi ai temi dei CD di Zombie. Si stava quindi discutendo di questo. Nel chiacchierare l’uomo con la cravatta chiede, quasi scherzando: “Ma tu hai mica qualche idea per un film?” e Zombie, che sognava di fare un film da quando era bambino, risponde di si, certo che aveva idee. La verità è che il pitch improvvisato dal nostro eroe era completamente inventato sul momento. Non c’era nessuna storia, nessun concept, niente. Ma la Universal se l’è bevuta, gli ha dato i soldi e gli ha detto “Fai”.

Quando Zombie chiuse il progetto la Universal lo visionò e lo bocciò sul momento. Per tre anni nessuno volle distribuire La casa dei 1000 corpi, fino al 2003, quando arrivò la Lions Gate. Ironia della sorte oggi la Universal ha, nei suoi parchi divertimento, delle giostre a tema La casa dei 1000 corpi. Il film è esattamente cosa ci si aspetta da uno come Rob Zombie a cui viene data una somma di denaro importante e a cui viene detto “fai tu”. Un film horror in cui c’è TUTTO. Pagliacci assassini, riferimenti a Leatherface, a Hellraiser, a Kubrick e King, a Carpenter e Cronenberg. Sia dal punto di vista della regia che delle immagini proposte. 

Streghe, pagliacci, zombie, demoni, scienziati pazzi, creature immonde, quattro adolescenti finiti nel posto sbagliato, maschere deformi e via dicendo. Il film è un’accozzaglia che, a distanza di decenni, nemmeno lo stesso Zombie riesce a difendere. Ma ha quel fascino appassionante che non ci si riesce a spiegare, tanto che la pellicola è diventata un vero e proprio culto tra gli appassionati.

La trilogia

I tre dannati protagonisti dei film

La casa dei 1000 corpi è diventato un cult. Il personaggio di Capitan Spaulding, interpretato da Sid Haig che purtroppo non potremo più vedere in quelle vesti, è iconico. Zombie, al netto di ciò, o forse perché gli andava di farlo e basta, ha diretto La casa del diavolo e 3 from Hell. Due film sequel che approfondiscono la storia della famiglia Firefly, protagonista del primo film. Il primo è un road trip movie dai toni western imbevuti di sangue, che dimostra anche una certa padronanza del mezzo registico. 3 from Hell è un what if che lascia un po’ il tempo che trova. Zombie è riuscito a creare un universo narrativo tra i più grotteschi, controversi e scioccanti che ci siano.

Halloween

Il Michael Myers di Rob Zombie

Una delle saghe horror più iconiche e amate, creata da John Carpenter e che si è impiantata nella cultura pop occidentale per sempre. Si tratta della saga di Halloween in cui il protagonista Michael Myers è un assassino seriale talmente spietato che è da considerarsi più come un’entità che come un essere umano. L’incarnazione del male puro. Rob Zombie, da fan sfegatato quale è, si è recato a casa di Carpenter per chiedergli il permesso di fare la sua versione di Halloween. Il vecchio cineasta gli ha risposto: “Fai cosa vuoi, giovane. Il personaggio è tuo adesso”. 

Ebbene Zombie, ovviamente, l’ha preso alla lettera. Ha fatto ben due film con protagonista il malefico assassino. Il risultato? Convincente da un punto di vista registico, ma i fan della saga originale lo hanno detestato per cosa ha fatto al personaggio. Lo stesso Carpenter si rifiuta di esprimersi a riguardo. Noi vi invitiamo a farvi un’idea vostra guardando i due film.

31 e Le streghe di Salem

Sheri Moon Zombie è la protagonista di praticamente tutto ciò che Rob Zombie abbia mai fatto

Nell’osservare le opere di Rob Zombie sembra quasi che l’artista senta un bisogno viscerale, quasi una dipendenza, nel fare film e lavori a tema horror. 31 è un film uscito nel 2016 prodotto in crowdfunding. Il film è un insieme di dichiarazioni d’amore verso il genere horror, i cui protagonisti sono dei circensi che vengono inseguiti e uccisi da un gruppo di spietati assassini travestiti da pagliacci. Le streghe di Salem, invece, è senza dubbio il suo film più autoriale. La protagonista è una disc jockey che, dopo aver ricevuto un misterioso vinile e averlo suonato sul suo programma radio, scoprirà delle verità scioccanti che riguardano la sua comunità e l’antica caccia alle streghe.

Zombie da tutto sé stesso nella regia di questo film. E il risultato si vede. Immagini tremendamente grottesche si sposano con uno stile che omaggia Kubrick, grande fonte di ispirazione per il cineasta metal. E’ stato presentato nel 2011 al Toronto Film Festival.

The Munsters e altri progetti di Rob Zombie

La famiglia Munsters proposta da Rob Zombie

Ormai è chiaro: Rob Zombie ama qualsiasi cosa abbia a che fare con la cultura horror. Per poco non ha diretto il remake del film anni ‘50 The Blob, progetto poi scartato. E’ stato il regista di una puntata di CSI: Miami e Tarantino e Rodriguez lo hanno scelto per girare uno dei finti trailer trasmessi nel loro progetto Grindhouse, con protagonista Nicolas Cage. Il suo attuale ultimo progetto cinematografico è il film dei Munsters, una famiglia di mostri la cui serie TV è andata in onda negli USA negli anni ‘60 e il cui successo nel nuovo continente è addirittura maggiore di quello della famiglia Addams, diretti rivali.

Lupi mannari e orge sataniche? Certo. Una sitcom per famiglie ma i cui protagonisti sono creature deformi? Va bene uguale. Basta che appartenga alla cultura horror e possiamo stare sicuri che Rob Zombie ne ha una sua versione. E’ quasi una regola.

Rob Zombie: alla ricerca della felicità

Rob Zombie è un inguaribile appassionato di film e cultura horror

Il cineasta ha dichiarato più volte che fin da bambino i suoi idoli erano Alice Cooper, Steven Spielberg e Stan Lee. Il suo grande sogno era ed è di poter lavorare nei settori in cui erano o sono attivi queste leggende. Quindi rispettivamente musica, cinema e fumetto. Tutto si può dire su Zombie ma non che non sia stato in grado di inseguire il suo sogno. Ha cantato al fianco delle più grandi figure metal di sempre, i suoi CD sono culto, ha disegnato e scritto fumetti con nomi importanti e diretto film dallo stile iconico e unico. 

I suoi punti di forza risiedono sicuramente nella tenacia ma anche da un punto di vista tecnico ha il suo dire. Le sue scelte di casting spesso azzardate risultano quasi sempre funzionare, a partire dalla moglie e principale collaboratrice Sheri Moon Zombie. Ovviamente la musica dei suoi film è sempre in tema con i toni gore e ultra violenti e certe immagini non verranno dimenticate facilmente. Forse non si può definire Rob Zombie come un genio dell’horror, sarebbe azzardato. Ma il modo migliore per descrivere il suo personaggio è, probabilmente, quello di fan numero uno della cultura horror, il cui unico scopo è omaggiare e amare questo genere, in qualunque modo.

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