R Lee Ermey: 5 anni senza il Sergente che interpretava se stesso

Sono passati 5 anni oggi, 15 aprile, dal giorno in cui R Lee Ermey ci ha lasciati. Nell'articolo ripercorriamo insieme gli episodi più segnanti e caratteristici della vita e della carriera del cinico Sergente maggiore Hartman. Dall'infanzia difficile agli anni nel Corpo dei Marines, dagli esordi come consulente sul set ai suoi ruoli più iconici.
R Lee Ermey: 5 anni senza il Sergente che interpretava se stesso

Ci ha lasciato il 15 aprile di 5 anni fa R Lee Ermey, in seguito alle complicazioni di una polmonite. È venuto a mancare all’età di 74 anni, in un ospedale della città di Santa Monica, in California. È probabile che il nome in prima battuta non vi dica molto, e non a torto. Ermey non era di certo un iconico divo hollywoodiano da copertina. Come non era del resto neanche un canonico attore hollywoodiano. Basterà però che vi menzioni una, massimo due, di queste battute di culto di Full Metal Jacket per farvi capire esattamente di chi stiamo parlando, anche se il film non lo avete visto (e in tal caso dovreste proprio rimediare).

Per rinfrescarvi la memoria, ecco quindi di seguito le prime parole del discorso di presentazione del Sergente maggiore Hartman alle sue nuove reclute: “Se voi signorine finirete questo corso, e se sopravviverete all’addestramento, sarete un’arma! sarete dispensatori di morte e pregherete per combattere! Ma fino a quel giorno siete uno sputo, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo, non siete neanche fo**uti esseri umani, sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta m**da!” Il tutto ovviamente da leggere con la voce di Eros Pagni.

Sergente dentro e fuori dallo schermo

Ermey negli anni della carriera militare
Ermey negli anni della carriera militare

Ma andiamo con ordine. Ronald Lee Ermey nasce a Emporia, piccola cittadina del Kansas, nel 1944, e in Vietnam ci è stato davvero. La sua vita ha di fatto segnato un’ascendente parabola, che lo ha portato, da ragazzino dalla vita sregolata e al di fuori dei limiti della legge, ad essere un membro del Corpo dei Marines, anche se non per vocazione, almeno inizialmente. In seguito ad una lunga lista di arresti giovanili, Ermey fu messo davanti alla possibilità di scegliere tra il carcere e la carriera militare.

E fu così che il giovane Ronald, nel 1961, si arruolò e diede inizio ad una nuova fase della sua vita. Ermey svolgerà il ruolo di Drill Instructor per due anni e nel 1968 verrà poi inviato in Vietnam, dove presterà servizio per 14 mesi, con incluse due missioni in Giappone, che lo porteranno, dopo diverse ferite sul campo e il grado di Staff Sergeant, al congedo nel 1972.

Non si può però negare che Ermey abbia trovato, proprio in quel mondo militare in cui era stato spinto contro la sua volontà, nonostante ne abbia fatto parte per pochi anni, la propria identità, dentro e fuori dallo schermo. In molti ricordano infatti che aveva l’abitudine, nelle interviste, di riferirsi alla moglie come Mrs. Gunny, anche se la promozione a Gunny Sergeant lui la ricevette solo dopo il congedo. Ed è anche noto che, nella seconda parte della sua vita, affiancava all’attività di attore e supervisore tecnico, l’organizzazione di tour volti a sollevare il morale delle truppe impegnate in missioni all’estero.

L’approdo al cinema di R Lee Ermey

Fu poi solo dopo il congedo dai Marines che si trasferì nelle Filippine dove incontrò la sua futura moglie Nila, che gli è rimase accanto fino alla morte, avvenuta nel 2018. Qui fu anche il momento in cui partecipò a diverse campagne e spot pubblicitari, che probabilmente lo portarono ad avvicinarsi e ad appassionarsi al mondo del cinema.

Ermey inizio a collaborare come consulente per film quali Ufficiale e gentiluomo, mettendo a servizio la propria esperienza sul campo. Per la sua prima vera apparizione sullo schermo bisogna però aspettare The Boys in Company “C” del 1978, nel quale interpretava proprio un Drill Instructor in Vietnam. “Adoro stare davanti alla telecamera: mi sembra di giocare ai cowboy”, diceva e a quanto pare il talento da attore Ermey lo aveva nel sangue, tanto da essere notato anche da niente meno che Francis Ford Coppola. Ha infatti interpretato un elicotterista in Apocalypse Now, oltre che ad avere, anche in questa pellicola, il ruolo di consulente tecnico.

Full Metal Jacket BTS

R. Lee Ermey in Full Metal Jacket
R Lee Ermey in Full Metal Jacket

La vera svolta arriva però nel 1987, quando collabora insieme a Stanley Kubrick sul set di Full Metal Jacket. Ora, nessuno di noi potrebbe immaginarsi un Sergente maggiore Hartman interpretato da qualcuno che non sia Ermey, eppure i piani inizialmente non erano questi. Per il ruolo era infatti stato scritturato l’allora sconosciuto Tim Colceri, che ebbe però problemi fin da subito ad entrare in parte. Colceri perse inoltre la voce durante le prime audizioni sul set, dopo una lunga serie di imprecazioni urlate nei confronti delle nuove reclute da addestrare.

Ermey lo sostituì quindi per il resto della giornata e, inutile a dirsi, non ebbe alcun problema a calarsi nella ferocia e nel cinismo del personaggio. La sua interpretazione fu convincente a tal punto che Kubrick stesso decise di licenziare Colceri, nonostante i tre anni di provini che erano stati necessari per selezionarlo. “Aggiunge quel piccolo extra di interesse al personaggio, certamente dovuto alla sua diretta esperienza sul campo”, queste le parole di Kubrick su Ermey nella lettera di licenziamento di Colceri, che si accontentò di un ruolo minore nella pellicola.  

Con R Lee Ermey, un Kubrick inedito sul set

La cosa che però più colpisce in tutta questa faccenda è che un regista come Kubrick, ossessionato dal dettaglio e dalla perfezione quasi maniacale sul set, che portò più di una volta allo stremo i suoi attori, abbia lasciato Ermey libero di improvvisare e di scrivere, quasi in totale autonomia, le proprie battute. Certo se l’estenuante ricerca del “take perfetto” aveva come obiettivo il genuino realismo delle scene, non si può dire che il risultato non sia stato pienamente raggiunto. Anzi. Cosa si potrebbe chiedere di meglio di un uomo che è e che rappresenta ciò che interpreta sullo schermo, in un’opera volta a raccontare con la massima crudezza, nel suo essere a tratti quasi surreale, i segni e le cicatrici che il conflitto del Vietnam ha lasciato su un’intera generazione.

Kubrick definì Ermey un ottimo interprete, che aveva bisogno solo di qualche piccola dritta per realizzare una performance eccellente. Da sottolineare infatti che per la maggior parte delle scene che vedevano Hartman protagonista sono stati necessari solo due o tre ciak. Il che ha davvero dell’incredibile se pensiamo che una scena di pochi minuti di un film di Kubrick si trasformava, quasi per prassi, in un periodo di più settimane di riprese. Giusto per citarvi un esempio, la scena in cui Shelley Duvall (vedi qui l’evoluzione della sua carriera), in Shining, scende le scale imbracciando una mazza da baseball rivolta contro Nicholson fu girata più di 120 volte.

Altri ruoli nella carriera di R Lee Ermey

R. Lee Ermey come sindaco Tilman in Mississippi Burning
R Lee Ermey come sindaco Tilman in Mississippi Burning

La carriera cinematografica di R Lee Ermey, che ha preso il via in età avanzata, è poi di fatto andata oltre la sua iconica performance nei panni del Sergente Hartman. Ermey fece la sua comparsa in più di 60 pellicole e i ruoli più celebri in cui lo si ricorda hanno, in certa misura, sempre avuto a che fare con figure incisive ed autoritarie. Da menzionare sono le sue interpretazioni in Sospesi nel tempo, Dead Man Walking, SevenVia da Las Vegas e Mississippi Burning.

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