Quando Elvis batté l’Allunaggio: 10 eventi TV più visti di sempre

Se vi chiedessimo di pensare a 10 tra i momenti televisivi più seguiti della storia a cosa pensereste? Sicuramente a Elvis, all’allunaggio, ma anche ai Super Bowl, al matrimonio di Carlo e Diana, al funerale di Michael Jackson. Difficile scegliere, difficile riportarli tutti. Oggi ne abbiamo selezionati allora 10 tra i più interessanti.
La copertina di Aloha from Hawaii di Elvis Presley, il primo concerto via satellite

Da Elvis in mondovisione per la prima volta, all’allunaggio. Dallo storico Live Aid dell’85 alle dimissioni di Nixon dopo lo scandalo Watergate, fino all’inquietante colonna sonora che introduce al mondo la prima puntata di Twin Peaks. Storia politica, storia della musica, storia del cinema e della serialità. Ci sono eventi rimasti nell’immaginario collettivo di intere generazioni. Nei giorni di Sanremo pensiamo a quei sipari che tutti ricordano nella storia del Festival, perchè trascendono le generazioni, il gusto per il programma. Pensiamo a Baudo che corre incontro all’aspirante suicida dalla balconata, pensiamo ai fischi di un pubblico “non ancora pronto per questo, ma ai vostri figli…” ai Placebo. 

Eminem che promette di non tornare più in Italia, Bugo e Morgan… ci sono dirette televisive che hanno segnato i momenti peggiori della TV, altre (a volte le due cose coincidono), che hanno fatto la storia, soprattutto se gli spettatori superavano il milione.

La diretta dell’11 settembre (due miliardi di spettatori) 

Il crollo delle Torri Gemelle durante l'attacco dell'11 settembre 2001

Se chiedete ad un americano “dov’eri la mattina dell’11 settembre?”, molti avranno chiara in mente la risposta. L’evento che cambiò per sempre la coscienza collettiva degli americani, rimase però impresso nella mente di chiunque, anche al di fuori degli Stati Uniti. In Italia, molti ricordano l’interruzione senza precedenti della Melevisione per mostrare il crollo delle due Torri Gemelle del World Trade Center, la fuliggine, l’aereo che attraversa la Torre Nord, l’attacco combinato del Boeing al pentagono, nell’edizione straordinaria del TG, una tragedia mostrata a reti unificate.

Ali vs. Spinks II (2 miliardi di spettatori)

Muhammad Ali nel match contro Spinks II

Sono tanti gli incontri memorabili di Muhammad Ali, ma quello che più di tutti fece la storia, doveva essere il suo ultimo incontro. Ali contro Spinks II, medaglia d’oro olimpionica, in palio, il titolo di campione dei pesi massimi. Era il 15 febbraio 1978, lo sfidante sottrae il titolo ad Ali attraverso tre round sofferti, l’ultimo dei quali 142-143, assegna addirittura la vittoria ad Ali. Ma la giuria, a voto non unanime, proclamò Spinks II, nuovo campione. Quel terzo round fu definito “il round dell’anno”. Il giovane sfidante avrebbe poi perso il titolo nel corso della rivincita con Ali.

Live Aid 1985 (1,9 miliardi di spettatori)

Freddy Mercury e Bryan May al Live Aid del 1985

Come i tanti incontri memorabili di Ali, anche il Live Aid lascia il segno anno dopo anno per il numero di spettatori che seguono il mega concerto di beneficenza. Ma quello che più di tutti rimase nella storia, anche per numero di spettatori, fu il Live Aid del 1985, organizzato da Bob Geldof per raccogliere fondi per sfamare l’Etiopia, afflitta dalla guerra e dalla carestia. All’evento parteciparono anche Lady Diana e Carlo, seduti proprio accanto a Geldof, in giacca di jeans. 

Ma il Live Aid, soprattutto, segnò la storia della musica, con la performance di 20 minuti dei Queen, e poi con l’esibizione doppia di Phil Collins, e poi ancora Tina Turner, Mick Jagger, David Bowie, Bob Dylan, George Michael, Elton John e tanti altri.

Quando Elvis andò in mondovisione (un miliardo di spettatori)

Elvis Presley durante il concerto via satellite Aloha From Hawaii

Rocky vs Apollo Creed, oppure, il colonnello Parker vs l’Apollo 11. Era il 14 gennaio 1973 quando Elvis Presley andò in mondovisione. Come sempre, c’era di mezzo l’intervento del colonnello Parker, manager di Elvis. Parker era infatti immigrato illegalmente negli Stati Uniti, dunque non possedeva alcun passaporto per uscire e rientrare dal paese. Questo, però, Elvis non lo sapeva. Elvis non voleva finire i suoi giorni senza riuscire ad esibirsi al di fuori del Nord America, così il colonnello ha l’idea. Dopo aver osservato il successo televisivo di Nixon nel suo viaggio in Cina, decise che il desiderio di Elvis si poteva fare, ma in un modo più originale.

Avrebbe trasmesso via satellite (un mezzo fino ad allora utilizzato solo per il concerto di beneficenza Our World) il concerto di Elvis, in diretta da Honolulu, Hawaii (il colonnello si accorse che la maggior parte delle lettere di ammirazione di Elvis arrivavano sorprendentemente proprio da quelle isole). Chiamarono allora la diretta Aloha from Hawaii, tenne incollati 40 paesi alla tv e diede vita anche allo speciale e al disco successivo di Elvis. E anche quella volta, il colonnello la scampò, battendo anche l’Apollo 11.

L’allunaggio (650 milioni di spettatori)

Una foto dell'astronauta Neil Armstrong sulla luna

Ha toccato! Ha toccato in questo momento il suolo lunare!” commenta Tito Stagno, alle 22:17 ora italiana, il collegamento NASA in cuffia. L’Apollo 11, con tutte le diatribe del caso (inclusa la follia negazionista che sostiene che l’allunaggio non era nient’altro che un filmato amatoriale ben riuscuto), toccò la superficie lunare il 20 luglio 1969, battendo per poco i russi nella corsa allo spazio. Fu un evento che tenne incollati 650 milioni di spettatori al televisore, per ben 25 ore di diretta televisiva, riunendo più di una generazione davanti ai passi di Neil Armstrong.

Generazioni che guardarono all’evento con gli occhi giovani dello stupore e altre, ancora più fortunate, più anziane, con gli occhi increduli di chi aveva assistito, contemporaneamente, in quasi un secolo, alla diffusione generalizzata dell’automobile e poi anni dopo, al viaggio dell’uomo verso l’ignoto, nello spazio. 

6. Il funerale di Kennedy (180 milioni di spettatori)

Robert Kennedy, Jacqueline Kennedy e Ted Kennedy durante il funerale del Presidente JFK

Se le immagini dell’assassinio di quello che venne definito “il Presidente più amato d’America” rimasero impresse nell’immaginario collettivo (la limousine scoperta, il tailleur rosa di Jacqueline Kennedy, il suo panico nel vedere il marito toccarsi la gola), ancora di più, rimasero impresse nelle menti di tutti, le immagini del suo funerale. Era il 25 novembre 1963, per quattro giorni, dal suo ultimo saluto fino ai funerali di Stato, tre emittenti CBS, NBC e ABC trasmettono contemporaneamente le immagini del suo ultimo viaggio (non l’omicidio, trasmesso solo anni dopo dalla ABC).

E poi i commenti e le immagini della First Lady in nero, il velo sul viso, il saluto del figlio Jack alla bara del padre, il bagno di folla. Secondo alcuni studi, quella diretta infinita fu un modo catartico per l’America di superare uno dei suoi lutti più dolorosi.

7. Il processo a O.J. Simpson (150 milioni di spettatori)

O.J.Simpson durante il processo

Passò alla storia con il nome del caso, People of the State of California v. Orenthal James Simpson. L’ex giocatore di football americano, O.J. Simpson fu accusato di aver ucciso l’ex moglie Nicole Brown, ritrovata in una pozza di sangue e 20 segni di coltellate accanto al corpo del cameriere che doveva riportarle degli occhiali da sole che aveva dimenticato. Mentre i sospetti sull’ex marito aumentano, O.J. decide di fuggire, insieme all’avvocato, in una lunga corsa sulla statale americana (evento seguito da 75 milioni di spettatori). 

Poi si arrende, il 24 gennaio 1995 la prima tappa del processo. 253 incontri, seguiti da più emittenti, decretarono, in circa quattro ore, nonostante le prove contro l’imputato, l’innocenza di O.J. Un verdetto che sconvolse l’America e i familiari delle vittime, tanto che la sentenza fu ribaltata grazie al successivo processo civile.

8. Le dimissioni di Nixon (130 milioni di spettatori)

Il Presidente Richard Nixon durante il discorso di dimissioni

Buonasera. Questa è la trentasettesima volta che vi parlo da quest’ufficio, dove tante decisioni hanno formato questa Nazione […]. Negli ultimi giorni, ad ogni modo, mi è apparso ormai evidente che non ho più alcuna base politica forte nel Congresso per continuare. […]. Non sono mai stato uno che molla. Lasciare la presidenza prima della fine del mio mandato è qualcosa che ripugna ogni parte del mio corpo. Ma in qualità di Presidente, devo mettere davanti gli interessi dell’America”. Con queste parole, l’8 agosto del 1974 il Presidente Nixon annuncia le sue dimissioni dopo lo scandalo Watergate

La diretta, che fu trasmessa interrompendo tutte le trasmissioni, fu seguita da 130 milioni di spettatori.

9. L’ultima puntata de I Soprano (119 milioni di spettatori)

Frank Vincent, James Gandolfini (Tony Soprano) e Tony Sirico in una scena della serie tv I Soprano

25 anni fa la prima puntata de I Soprano debutta in tv. Ma l’episodio che più di tutti tenne incollato il mondo allo schermo, fu l’ultimo, dal titolo “Made in America”. Un episodio in cui, lo si evince dal titolo, I Soprano e il loro creatore e showrunner, David Chase, mettono in chiaro una volta per tutte che quella, non era solo una storia di gangster, era l’elegia dell’America tutta, del ribaltamento del concetto del “self-made man”, dell’uomo che “si fa da solo”, dell’America consumistica che crea e uccide i propri idoli come niente fosse. 

Anche con un hamburger ipercalorico fagocitato in tutta furia dal protagonista, Tony. Tony è morto nell’episodio finale? È un dubbio che ha afflitto gli spettatori per tanto. Ma è sempre l’America, e qualunque sia stato il destino finale di Tony, lo si doveva fare in un certo modo. Se Apollo Creed lascia le scene ballando su Livin’in America di James Brown, Tony rischia l’infarto con un panino, Don’t stop believing in sottofondo in una puntata tutta “Made in America”. Intanto David Chase, ricordiamo, tornerà presto con una nuova serie.

10. Prima puntata  di Twin Peaks (11 milioni di spettatori) 

Kyle MacLachlan in una scena della serie tv I Segreti di Twin Peaks

Si parla dell’Italia, il paese in cui l’iconica serie di David Lynch arrivò con il titolo I segreti di Twin Peaks. Ben 11 milioni di spettatori seguirono, su Canale 5, la messa in onda del primo episodio, dal titolo Passaggio a Nord-Ovest. L’inquietante colonna sonora di Angelo Badalamenti, braccio destro di Lynch, apre il racconto. “Diane, 11 e 30 di mattina del 24 febbraio. Sono quasi arrivato a Twin Peaks”. Il detective Dale Cooper guida tranquillo attraverso il confine canadese, intorno a lui gli alberi sembrano ergersi intorno ad una cittadina assopita. Il setting perfetto per il ritrovamento di una ragazza, assassinata, il suo volto coperto da un sacco di plastica. 

È il 9 gennaio 1991. Ma come è possibile che nell’era antecedente lo streaming e la viralità, la prima puntata di una serie sconosciuta attiri così tanti spettatori all’improvviso, oltreoceano? Si trattava di Lynch, certo, ma il merito va alla campagna pubblicitaria messa in piedi, sulle reti Mediaset, accompagnata dalla voce storica del canale, Mario Silvestri, appassionato del regista. Gli spot erano affascinanti, pieni di mistero, accompagnati, settimana dopo settimana da un indovinello o da una “provocazione”. “Mercoledì 3 aprile scoprirete il vero volto di chi ha ucciso Laura“. “Avete 10 possibilità per capire chi ha ucciso Laura”.

Si diceva in quei giorni che “l’incapace aiutante dello sceriffo avesse ucciso Laura Palmer”. E una sola domanda inizia a popolare allora la mente di tutti: “Ma chi è l’assassino di Laura Palmer?”. È iniziato tutto con Elvis e il colonnello, a volte complice la tragedia e l’occhio sempre presente della telecamera, per poi arrivare a quello che oggi è il fenomeno della viralità. I famosi 15 minuti di popolarità Warhol, in fin dei conti, non sono mai finiti, si sono solo estesi.

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