Quali sono i 10 migliori jumpscare del cinema?

Hitchcock ne propose una sorta di prototipo, Lynch e la paura letteralmenge dietro l’angolo, i mille salti in aria nella saga de L’esorcista, ma anche Paranormal Activity e titoli meno tradizionali come The Visit, Il signore degli anelli, e poi l’ultimo Talk to me. Quali sono i 10 migliori jumpscare nel cinema? Ripercorriamoli insieme.
Patrick Wilson in una scena del film Insidious

Quali sono i 10 migliori jumpscare di sempre? Difficile scegliere, dalla saga di Paranormal Activity a L’esorcista, dai mille jumpscare presenti in franchise come L’evocazione, o nella filmografia di M. Night Shyamalan, ma anche cinema non dell’orrore. Pensiamo ad Iron Man versione zombie in Spider-Man Far From Home, pensiamo al ritorno di Osborn che riappare alle spalle del figlio spiritato, nei panni di Goblin. Pensiamo anche a quei film in cui il jumpscare non c’è, eppure, sembra sempre essere nell’aria. Lynch ne è maestro, eppure, pensiamo persino a C’era una volta a… Hollywood

Il silenzio inquietante del ranch mentre Cliff cammina verso la tenuta di George. Dietro di lui, una schiera di hippie. È naturale aspettarsi che qualcosa stia per succedere. Succede invece di saltare con l’assatanata nella piscina di Rick, ignaro della lotta che sta avvenendo in casa sua, grazie alle cuffie nelle orecchie e il frozen margarita in mano. Ripercorriamo insieme 10 tra i più riusciti  jumpscare del cinema, tradizionali e non.

Mulholland Drive: il jumpscare della donna all’angolo 

Patrick Fischler in una scena del film Mulholland Drive

I’m wearing dark glasses, because I’ve seen the future, and it looks very bright”. – “Sto indossando occhiali da sole perchè ho intravisto il futuro e mi sembra davvero brillante” raccontava ironico Lynch nelle previsioni meteo registrate in periodo pandemico. Di futuro e di visioni, d’altronde, Lynch ha sempre parlato. Solo in maniera meno ironica e più… onirica. Un’insegna gialla caratteri rossi. Winkie’s, Sunset Boulevard. Una tavola calda qualunque lungo la strada. “Ora ti racconto il mio sogno”. Possibile che le sue visioni si avvereranno? Una donna inquietante, difficile in realtà capire se si trattasse davvero di una donna, ci aspetta fuori la tavola calda. Proprio all’angolo. 

No, sono solo visioni, pensieri intrusivi. Uscito dal diner, l’uomo cammina guardingo. Impossibile. Ma la tensione cresce. Troppo scontato, pensa lo spettatore. Non succederà. La telecamera inizia a seguirli piano, pianissimo. Non succederà. E invece la donna compare, coperta di stracci neri, ancora più lenta dei movimenti di macchina. È sempre stata lì. Uno dei più riusciti jumpscare di sempre non si trova all’interno di un film horror, ma in uno di David Lynch. 

The visit: la nonna in camera 

Olivia DeJonge in una scena del film The Visit

A volte la casa dei nonni sembra appartenere ad altri tempi. Dai pavimenti a macchia ai centrini, fino alle stanze in cui hai passato tanti pomeriggi. Poi arriva il momento in cui smetti di frequentarla così spesso. Arriva il momento in cui tornando, ti rendi conto di non riconoscerla più. E se non riconoscessi più neanche i tuoi nonni? È quello che succede a Rebecca e Tyler, in visita dai nonni in una vecchia tenuta isolata in Pennsylvania. I nonni, però, si comportano in modo strano. 

Rebecca è la prima a rendersene conto, ma non c’è modo di fuggire. Uno dei più terrificanti jumpscare del film vede Rebecca entrare nella sua stanza a tarda notte, con la telecamera accesa. Quella che Rebecca credeva essere la nonna è piegata in due come un demone, scatta da una parte all’altra della stanza della nipote, al buio. Sembra non avere mai fine.

Paranormal Activity 3: Katie ferma davanti alle scale

Katie Featherston in una scena del film Paranormal Activity 3

Che succederebbe se un ladro entrasse in casa vostra in questo momento? Ve lo siete mai chiesto? Lasciargli la casa e salvarsi la pelle sarebbe una buona opzione. Allora pensi, perchè delle persone dentro una casa ovviamente infestata si ostinano a restare? Reagiscono urlando al demone che ha appena aperto ogni possibile anta, cassetto, nel silenzio del pomeriggio: “lasciami in pace!”. 

Eppure, seguiamo i protagonisti di Paranormal Activity da anni. Un’idea semplice, una telecamera di video sorveglianza puntata su ogni stanza ha dato vita ad una delle più longeve saghe horror di sempre. La bambina protagonista del terzo capitolo è accucciata alla fine della rampa delle scale d’ingresso. Non si muove, non si alza. Ci avviciniamo a lei, e lei, ovviamente, scatta. È scontato? Forse, eppure, funziona.

Il Sesto Senso: i tre fantasmi impiccati

Carol Nielson, Keith Woulard e Nico Woulard in una scena del film Il Sesto Senso

Una scuola dopo le ore di lezione lascia sempre quella sensazione di vuoto e di proibito, come un aeroporto a tarda notte. È innaturale vederla così, ed è perfettamente naturale immaginarla infestata. “Io vedo la gente morta”. Lo sguardo fisso di Cole, protagonista del film, oltre le spalle dello psicologo, la sensazione di freddo. La musica di James Newton Howard cresce, e i tre impiccati compaiono finalmente sul soffitto sul crescere della colonna sonora.

L’esorcista 3: “lo strozza preti”

La statua di Cristo in una scena del film L'Esorcista 3

Un corridoio, una statua di Cristo. La statua inizia a camminare in modo impostato. Ricorda un golem, un Frankenstein. Poi perde la testa, e inizia a camminare in modo sempre più naturale, accelera il passo, segue il prete protagonista del secondo capitolo, e lo strozza. 

Seven: la settima vittima si risveglia dal letto

Michael Reid MacKay in una scena del film Seven

Il mondo è un bel posto, e vale la pena lottare per esso. Condivido la seconda parte”. 1995, David Fincher dirige Brad Pitt e Morgan Freeman sulle tracce di un caso intricato quanto inquietante. Sette delitti avvengono sulla scia dei sette peccati capitali. Avvengono, in altre parole, per contrappasso. La settima vittima, però, non è una vittima, perchè non è morta. Coperta da un lenzuolo sporco, si muove di scatto nel letto in cui l’uomo è stato lasciato morire di fame. Negli anni molti hanno chiesto al regista se si trattasse di un prostetico: si trattava invece, sorprendentemente, di un reale attore.

Il signore degli anelli: Bilbo impossessato

Ian Holm in una scena del film Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello

La compagnia dell’anello. Bilbo e Frodo si incontrano, Bilbo lo prepara alla battaglia, gli parla degli orchi, mentre gli descrive la lama dell’arma da utilizzare, Bilbo si rende conto dell’oggetto appeso al collo di Frodo. L’anello. Entra per un attimo in trance, dimentica cosa stesse dicendo. Tocca l’anello, il potere fluisce in lui, insieme all’ossessione. Bilbo scatta, il viso indemoniato, gli occhi gialli e i denti affilati, in uno dei più inaspettati jumpscare del cinema non horror.

Lo squalo: la testa di Ben 

La testa di Ben in una scena del film Lo squalo

L’oceanografo Matt Hooper e il capo della polizia Brody non si danno pace. I resti della ragazza uccisa dallo squalo infestano i pensieri degli abitanti della baita. Non rimane che indagare, ancora. In cerca del peschereccio affondato di Ben Gardner, Hooper scende giù nell’abisso. La musica di John Williams si apre sott’acqua, tra i resti in legno della barca, compare all’improvviso la testa mozzata del suo proprietario, in stato di decomposizione. Si tratta di un elemento semplice, eppure rivoluzionario per il tempo in cui è stato proposto. 

D’altronde con Lo squalo Spielberg (qui la nostra mega classifica sulla sua filmografia), si è servito di poco: una colonna sonora e una minaccia invisibile.

Talk to me: la prima apparizione

Sophie Wilde in una scena del film Talk to me

Descritto spesso come il ritorno al jumpscare classico, e all’horror classico (qui la nostra recensione), Talk to me unisce il terrore all’indifferenza, l’indifferenza che supera ogni limite, supera il limite dei 90 secondi concessi per entrare in contatto con delle identità senza restare incastrati in quel mondo. “Ora dì.. parla con me”. “Parla con me”. Un uomo vestito in stile maggiordomo dagli occhi azzurri, spiritati, appare all’improvviso, fissa la protagonista. Intorno tutti ridono, hanno i flash dei telefonini accesi. “Quello chi era?” – “Non lo so, è diverso ogni volta”. Gli amici sono estasiati, la protagonista continua a tremare. 

Gli uccelli: l’attacco finale

Tippi Hedren in una scena del film Gli uccelli

Nel 1963 Alfred Hitchcock dirige The Birds – Gli uccelli. Antesignano del jumpscare nella sua forma più classica, Hitchcock mette in scena un attacco magistrale, nella soffitta di casa dei protagonisti. Melania sale con una torcia in mano, si aspetta qualcosa, ma neanche troppo. Di certo, non si aspetta l’attacco di interi gruppi di uccelli, che sembra non avere mai fine, sul suo volto, sul suo corpo.

Questi dunque, i 10 migliori jumpscare del mondo del cinema, da noi raccolti, horror e non. E voi, a quali altri avete pensato? Fatecelo sapere nei commenti!

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