Prigione 77 è un film drammatico del 2022 che si ispira a un fatto realmente accaduto nella Spagna di fine anni Settanta, un episodio poco noto al grande pubblico ma di enorme rilevanza storica. Proprio per questo, al momento della sua uscita, il film ha suscitato grande interesse, riportando alla luce una pagina dimenticata della storia penitenziaria spagnola. L’opera mostra con crudezza cosa accadeva all’interno delle carceri del Paese in quegli anni: detenuti costretti a scontare pene spropositate o addirittura incarcerati per motivi che oggi appaiono inaccettabili, come l’omosessualità. Di fronte a queste ingiustizie, molti iniziarono a ribellarsi, chiedendo il riconoscimento dei propri diritti e condizioni di vita più umane.
È in questo contesto che nacque il COPEL, il Comitato Coordinatore dei Prigionieri in Lotta, formato da detenuti e sostenuto da avvocati e attivisti che ne sposarono le battaglie. Nei prossimi paragrafi parleremo della trama e poi della storia vera che ha ispirato il film.
Di cosa parla Prigione 77
Mentre le strade spagnole si riempiono di gente che festeggia la fine della dittatura e l’avvento della democrazia, all’interno delle carceri il tempo sembra essersi fermato; infatti, il sistema penitenziario resta immobile e i detenuti continuano a subire torture e soprusi di ogni genere. È in questo scenario che prende il via la storia di Manuel, interpretato da Miguel Herrán, volto noto al grande pubblico per il ruolo di Rio in La casa di carta, la serie che ha dato vita a uno spin-off molto apprezzato.
Manuel è un giovane contabile che, per aver intascato l’equivalente di appena 1.200 euro, viene condannato a vent’anni di carcere. Nella sua cella conosce Pino, con cui stringe un legame destinato a diventare importante. Insieme, infatti, i due iniziano a lottare per chiedere “amnistia e libertà“, unendosi al movimento che lega i prigionieri di tutta la Spagna nella richiesta dei propri diritti. Quella che nasce come una battaglia interna alle carceri si trasforma presto in un’onda di cambiamento destinata a lasciare un segno profondo non solo nel diritto penitenziario, ma nell’intera società spagnola.
La storia vera dietro a Prigione 77
Prigione 77 affonda le sue radici in eventi realmente accaduti nella Spagna di fine anni Settanta, prendendo le mosse dall’anno in cui nacque il COPEL, il Comitato Coordinatore dei Prigionieri in Lotta. L’obiettivo dell’organizzazione era chiaro: denunciare e cambiare le condizioni disumane a cui erano sottoposti i detenuti nelle carceri spagnole. Pene spropositate per reati oggi considerati minori, torture sistematiche e celle squallide, al limite della dignità umana, erano la norma in quel periodo.
Il film sembra trarre particolare ispirazione dalla clamorosa protesta del 18 luglio 1977 nel carcere madrileno di Carabanchel. In quell’occasione, circa un migliaio di prigionieri, organizzati e sostenuti dal COPEL, salirono sui tetti per dare visibilità alla loro lotta e alle loro rivendicazioni. L’eco di quella protesta si propagò rapidamente: nei giorni successivi, migliaia di detenuti in oltre venti carceri spagnole inscenarono manifestazioni simili.
Un altro episodio tragico che segna quella stagione di lotte è la morte di Agustín Rueda Sierra, anarchico venticinquenne e membro del COPEL, ucciso nel 1978 dalle percosse degli agenti penitenziari durante una rivolta. La vicenda portò al licenziamento e al processo del direttore del carcere, Eduardo Cantos Rueda, contribuendo a far crescere l’indignazione pubblica.
Quello stesso anno, il 29 dicembre, l’entrata in vigore della nuova Costituzione spagnola segnò un momento di svolta. Con l’approvazione della Legge organica penitenziaria del 1979, molte delle richieste del COPEL trovarono finalmente ascolto, dando il via a una riforma che trasformò in modo significativo il sistema carcerario del Paese.
Prigione 77 dimostra come il cinema possa diventare uno strumento potente per riportare alla luce pagine poco note della storia, spingendo lo spettatore a riflettere non solo sugli eventi narrati, ma anche su problematiche ancora attuali. Il film invita, infatti, a interrogarsi sul modo in cui le autorità trattano chi viene considerato “inferiore” o meno degno di diritti, un tema che, purtroppo, resta universale.
Se volete recuperarlo, Prigione 77 vi aspetta questa sera su Rai 4, a partire dalle 21:20. E, se invece siete in cerca di un titolo di tutt’altro genere, potete sempre dare un’occhiata alle nuove uscite di Prime Video o delle altre piattaforme streaming presenti sul nostro sito.









