Povere creature! Spiegazione e significato del film di Lanthimos

Povere creature! è finalmente approdato nelle sale italiane. Lanthimos racconta attraverso una straordinaria Emma Stone la sua personale versione di Frankenstein, richiamando temi cari alla sua visione cinematografica e al contempo attuali e pregni di significato.
Emma Stone (Bella Baxter) nel poster del film Povere Creature!

Il regista Yorgos Lanthimos è recentemente tornato in sala con Povere creature!, pellicola presentata all’80a mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Con un cast d’eccezione nel quale figurano nomi come quello di Emma Stone e Willem Dafoe, il film si è aggiudicato il Leone d’oro e due Golden Globe: uno come miglior film commedia o musicale e uno per la miglior attrice in un film dello stesso genere. 

Che il cinema di Lanthimos sia particolare non è un segreto. Non a caso il regista viene accreditato come uno dei registi principali della Greek Weird Wave. Si tratta di un “movimento” nato in Grecia a seguito della crisi, nel quale si posizionano pellicole dalle atmosfere alienanti e surreali. Di conseguenza si tratta spesso di film ricchi di un significato nascosto in profondità. Povere creature! ripropone tematiche cariche al cineasta, all’interno di un universo vittoriano nel quale si mescolano toni steampunk e magici. ATTENZIONE, seguono SPOILER.

La pellicola è una rivisitazione del Frankenstein di Mary Shelley. L’intreccio segue Bella Baxter, creazione del geniale scienziato Godwin Baxter, che decide di lasciare il nido paterno per addentrarsi in un viaggio alla scoperta del mondo esterno. Insieme a lei, il viscido e avido Duncan Wedderburn, il quale scoprirà a sue spese il carattere della giovane avventuriera. Del film ve ne parlammo ai tempi della sua presentazione a Venezia. Ora che è disponibile in sala possiamo addentrarci insieme a voi nella magia di Povere creature!

Innanzitutto nel film torna un tema che Lanthimos ha già affrontato spesso nella sua filmografia, a partire da Dogtooth. Con Bella, almeno nella prima parte, ci troviamo in un mondo di prigionia, costretta dal suo God (il suo creatore) a rimanere ingabbiata nelle mura di casa. Una sezione del film interamente in bianco e nero, priva di colori, proprio come il mondo di Bella, estranea alle bellezze che il mondo esterno ha in serbo per lei.

Ma la giovane creatura impara in fretta, scoprendo da prima il piacere sessuale e iniziando ad intuire che là fuori c’è tutto un creato da scoprire. Così Bella punta i piedi, e mostrandosi estremamente consapevole delle sue scelte, affronta il padre carceriere. È il primo momento in cui Bella si mostra God di se stessa e della propria esistenza, allungando un primo passo verso la libertà desiderata. Ecco che ora il film si trasforma, regalando allo spettatore una vastissima palette di colori che dipingono e illuminano la nuova vita della protagonista.

Ha inizio così un viaggio che porta Bella in diverse parti del mondo: Lisbona, Alessandria e Parigi. Ognuna di queste tappe definisce una nuova sfera caratteriale della splendida creatura, pura, onesta e curiosa. La giovane si interroga su ciò che la circonda, senza nascondersi o privarsi delle esperienze tanto ricercate, belle o brutte che siano. Finalmente libera Bella si districa in quel mondo contorto ingabbiato in costrutti sociali, menzogne e tristezza che accomuna l’uomo comune. 

Carica di uno spirito avventuriero che nessun altro personaggio in scena dimostra, Bella si rende unica protagonista della propria vita e delle proprie scelte, con annesse le conseguenze. Ricca di nuove esperienze, sapori e colori la giovane torna a Londra per scoprire le sue origini e dare un ultimo saluto al creatore. Dio che nella sua realtà puramente scientifica è riuscito anch’egli a raccapezzarsi nel complesso universo delle emozioni, mostrando un’umanità fino ad allora celata. Presa conoscenze delle sue origini Bella affronta la realtà, consapevole di non essere ciò che il suo corpo racconta. 

Ma prima di sentirsi definitivamente libera ha bisogno di scoprire chi era la donna della quale ora porta il volto. Qui Lanthimos riassume tutto il messaggio che ha costruito con calma ed eleganza per tutto il film. Bella afferma la sua libertà, con coraggio e decisione, decidendo di non appartenere a nessuno e di essere libera di andare e venire a suo piacimento. La donna, dall’inizio del suo viaggio, distrugge ogni convenzione sociale: indossa vestiti corti che le scoprono il corpo, si tatua le cosce e si dedica ai piaceri del sesso nei modi che più l’aggrada. 

Non è lei la povera creatura, siamo noi ad esserlo. Rimasti ingabbiati tra le sbarre che noi stessi abbiamo costruito, cerchiamo di cogliere lo sguardo di Bella. Uno sguardo che ci permette, anche solo per un momento, di respirare quella libertà che solo lei è riuscita a raggiungere. Yorgos Lanthimos confeziona un inno alla libertà dalla forte carica femminista, ricco di un estetica strabiliante e con una regia accativante che ci lascia spiare, attraverso uno spioncino, ciò che tutti dovremmo ricercare la fuori.

Povere creature! è attualmente in sala. Se avete già recuperato la pellicola ma non siete ancora soddisfatti, qui trovate 10 titoli simili che sapranno rapirvi allo stesso modo. Come al solito vi chiediamo di lasciare un commento con le vostre impressioni sul film!

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