Povere Creature! e il significato nascosto dietro ai costumi di Bella Baxter

I costumi di Povere Creature! sono fra le undici candidature agli Oscar che si è aggiudicato l’ultimo film di Yorgos Lanthimos. L’intervista alla costumista Holly Waddington conferma che gli abiti di Emma Stone raccontano con precisione l'evoluzione della storia di Bella Baxter, dando al film un valore ancora più profpndo. Ecco i significati!
Emma Stone e i costumi di Bella Baxter nel film Povere Creature!

Povere Creature! è al cinema già da una settimana, e i motivi per cui l’ultimo film di Yorgos Lanthimos ha positivamente sconvolto tutti noi spettatori sarebbero moltissimi. Uno di questi, però, riguarda sicuramente l’impatto incisivo e quasi violento dei costumi di Bella Baxter. È impossibile non notarne l’eccentricità tanto quanto è impossibile non considerare l’unicità del suo personaggio. E allora – visto che di sicuro dev’esserci un senso – quali sono i significati degli abiti?

Per non sbagliare va sentito sicuramente il parere della costumista del film, che ha lavorato a stretto contatto con Yorgos Lanthimos. Il Washington Post ha rivolto alcune domande a Holly Waddington che ha spiegato di aver voluto evitare, tramite i vestiti, che Povere Creature! fosse sia un film d’epoca in costume che un film di fantascienza. Insomma, tenersi in bilico su questi due fronti, data anche l’originalità della storia, non dev’essere stato facile. A questo si aggiungono alcune domande divertenti del regista, del tipo: “Ma come fa a fare sesso con quelli?“. Visti i numerosi momenti in cui Emma Stone ha scene di nudo e rapporti fisici, gli abiti non avrebbero potuto essere troppo d’intralcio.

Il concetto principale espresso dalla costumista attraverso gli abiti di Bella è che essi devono “cambiare insieme a lei”. La storia di Povere Creature! riguardo l’evoluzione, nel mondo, di un cervello bambino nel corpo di una donna. Ecco, anche l’abbigliamento e i costumi dovevano, per Lanthimos e Waddington, esprimere questo senso di crescita, evoluzione e progresso. Seguendo questo concetto, potremmo dividere gli abiti di Bella in base alle fasi della sua vita. L’infanzia, l’adolescenza e la maturità.

Gli abiti dell’infanzia

Emma Stone in una scena del film Povere Creature!

Quando conosciamo Bella Baxter è una creatura ancora figlia soltanto del suo creatore, interdetta tanto al mondo esterno quanto alle esperienze personali e autonome. Anche per quel che riguarda il proprio vestiario Bella sta alle dipendenze dei gusti e delle scelte di qualcuno, proprio come fosse una bambina. È la signorina Prim – la governante di casa Baxter – a vestire Bella al mattino quando si sveglia.

I vestiti dell’infanzia di Bella hanno i tessuti che “sembrano marzapane, come decorazioni per torte” – dice la costumista – e spiega come volesse dare sempre l’idea dei pannolini. Lo spessore è sempre esagerato, troppo per le dimensioni umane di Emma Stone, che ha un corpo anche piuttosto minuto, e che fa pensare alla vestizione delle bambole. Lo stile è sempre fortemente vittoriano: basta pensare alla gabbia da trambusto che indossa in alcune scene, che riconferma il senso di un controllo limitante e ossessivo sulla vita di Bella prima della sua esplorazione.

L’idea dell’infanzia, infine, è espressa dal fatto che Bella – proprio come tutti i bambini – non è mai vestita completamente. “I bambini si spogliano” – dice la costumista – e quindi negli outfit della prima fase c’è sempre qualche pezzo mancante addosso a Bella.

Gli abiti del viaggio

Emma Stone in una scena del film Povere Creature!

Bella inizia il suo Grand Tour insieme all’amante, il Casanova Duncan Wedderburn interpretato da Mark Ruffalo. In questa fase i vestiti di Emma Stone diventano ancora più selvaggi e forzati, perché Bella – che sta crescendo e conoscendosi – inizia a vestirsi da sola. La prima fase del viaggio è anche quella in cui Bella e Duncan passano la maggior parte del loro tempo a letto insieme: molti costumi della giovane sono quindi volutamente tendenti al nudo. Come se “fosse uscita dalla camera e avesse dimenticato di rimettere i pantaloni“.

Le mutandine infantili della prima fase diventano setosi e fluidi: ora che Bella è cresciuta diventano sexy. Quello che, per uno stile consueto, si indosserebbe come pezzo di biancheria intima, Bella inizia ad indossarlo di per sè come vestito autonomo. La costumista riprende pezzi dello stile vittoriano, che di solito si abbinano ad altri abiti, e invece li fa indossare da soli a Bella: i volant sembrano piccoli bavaglini, indossati come camicette.

Il massimo della discordanza lo vediamo nel look di Bella quando esce da sola per le strade di Lisbona, in un’ambientazione talmente steampunk, nella quale gli abiti della protagonista sono in linea con le scene quasi disturbanti, al limite fra reale e fantascientifico. L’oro, il giallo e l’azzurro dei colori dell’abito di Lisbona – dice la costumista – rimandano al mondo delle fiabe. Come se, esplorando il mondo, Bella fosse finita in una storia dai toni disneyanamente fiabeschi.

Ultima nota: gli stivali. Hanno la punta aperta, a far uscire le dita di Bella. Holly Waddington ha spiegato che si tratta di un omaggio ad André Courrèges ma soprattutto il simbolo dell’idea di libertà. Sta diventando così libera che, a partire dalle dita dei piedi, tutto in sé diventa incontenibile. Non sarebbe mai esistito nell’età vittoriana spaventata dalle caviglie scoperte delle donne, ma questo non è importante se si tratta di Bella Baxter.

Gli abiti della maturità

Emma Stone in una scena del film Povere Creature!

Arrivata a Parigi, nel bordello in cui lavora Bella conosce Toinette, il socialismo e la filosofia. Capisce che direzione avrebbe preso la sua vita, e inizia a covare i suoi propositi sulla carriera di medico (come suo “padre”). Da quel momento, gli abiti si allontanano dall’esuberanza e dall’eccesso delle fasi precedente, senza perderà però le stravaganze che caratterizzano tutto il personaggio.

Le grandi giacche e gli stivali vittoriani fanno quasi pensare che Bella possa confondersi con gli uomini in giacca e cravatta. Poi, però, si alza in piedi e ci accorgiamo che sotto alla giacca larga in stile maschile non ha messo nè la gonna nè i pantaloni: ha le gambe nude e solo gli stivali. Ecco, è ancora Bella. Sta soltanto crescendo, ma non perdendo sè stessa.

Quando alla fine del film, lo capiamo, Bella diventa il simbolo della determinazione personale e anche dell’autonomia orgogliosa del genere femminile, Emma Stone indossa un maglione e una gonna lunga “divisa” – così dice la costumista. Si tratta del modello in voga da fine Ottocento per permettere alle donne di andare in bicicletta: è il simbolo dell’emancipazione femminile di cui Bella si fa impeccabile paladina.

Povere Creature! e i suoi costumi, che riescono a raccontare la storia di Bella e della sua esplorazione, vi aspetta al cinema se ancora non siete corsi in sala. Potete prepararvi con quest’articolo su trailer, cast e trama: dopo aver conosciuto Bella Baxter anche un paio di scarpe vorranno dire qualcosa!

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