Persepolis torna al cinema, perché non è cambiato nulla…

Persepolis, il film di animazione autobiografico francese vincitore nel 2007 al Festival di Cannes del Premio alla giuria, torna al cinema. Tratto dal graphic novel di Marjane Satrapi, che ha anche scritto la sceneggiatura e curato la regia del prodotto, il film che racconta la sua storia torna al cinema.

Oggi, lunedì 4 marzo, torna al cinema Persepolis, un brillante film di animazione francese realizzato nel 2007. Tratto dal graphic novel autobiografico omonimo di Marjane Satrapi, che si è occupata anche della stesura della sceneggiatura e della regia insieme a Vincent Paronnaud, il film racconta la sua vita tra il suo Paese natale, l’Iran, e la ricerca di altro nell’altrove occidentale, proprio in quegli anni in cui la rivoluzione iraniana e islamica stava prendendo sempre più piede, limitando drasticamente la libertà, delle sue cittadine in primis. Coinvolgente e ben scritto, il film trionfò per il Premio della giuria al Festival di Cannes nel 2007.

Persepolis, la trama

Quando Marjane Satrapi ha deciso di scrivere prima il suo romanzo e poi il suo adattamento cinematografico ha consapevolmente deciso di farsi carico della storia di molte altre donne, ma non solo, scegliendo di diventarne una delle portavoce. La sua storia parte da quando era una brillante e curiosa bambina, cresciuta in una famiglia borghese iraniana, formata dai suoi genitori e sua nonna. Quest’ultima è sempre stata un punto di riferimento per la giovane, in quanto incarnazione di quella libertà che anche lei avrebbe poi ricercato. Allo stesso modo, anche suo zio ha svolto un ruolo degno di ammirazione nella vita di Marjane. Comunista e prigioniero politico, ha affascinato l’allora piccola di casa con i suoi racconti sulle lotte proletarie.

Da lì a breve, scoppia la guerra tra Iran ed Iraq, e la famiglia di Marjane decide di mandare loro figlia a scoprire cosa si cela al di là del confine che divide il Medio Oriente dall’Occidente. E così la giovane si ritrova catapultata nella capitale austriaca. Ma Vienna sembra meno accogliente di quanto sperato, e la forte influenza capitalistica occidentale sembra non sposare i valori della protagonista che, sempre di più, vuole dire la sua sulle questioni riguardanti la sua nazione. Ma non si conosce il luogo dove siamo destinati a finire e quali mete ci attendono. Nemmeno Marjane lo sa.

Un film di contrasto e amaramente ironico

Una scena del film Persepolis

Che cos’è Persepolis? Da cosa deriva il titolo? Molto banalmente, si riferisce al nome dell’antica città persiana (dove ora c’è l’Iran). Una città dalle tante influenze, fino a quella che è stata la conquista islamica della Persia. Dunque, un titolo che calza a pennello, visto che il romanzo di formazione ha inizio alle porte della Rivoluzione iraniana – anche detta islamica – che inciderà in modo radicale sul territorio mediorientale, sia dal punto di vista religioso che, inevitabilmente, da quello politico. Così come accade in molti dei paesi limitrofi, ma non solo. Non serve voltare lo sguardo troppo lontano per rendersene conto.

Il film di animazione, anche grazie al fumettista Vincent Paronnaud, ha uno stile fine e funzionale, per un prodotto che, nel complesso, è ugualmente fine e funzionale. Il bianco e nero (un bel bianco e nero) dell’immagine, che nel racconto potrebbe essere tradotto come il contrasto tra il rigore e la libertà, è stato curato da renderlo stilizzato. Oseremmo dire che questa animazione tende la mano all’espressionismo di quasi un secolo prima. Un contrasto che non risulta essere mai pesante, così come non lo è la protagonista che, energica e alquanto ironica, tratta in modo intelligente un tema che potrebbe essere trattato in modo anche meno “leggero”. A chi scrive, è piaciuto molto questo tono al limite del sarcastico.

La lotta contro l’oppressione

Una scena del film Persepolis

L’anno precedente, nel 2006, Gabriele Muccino sfornò un film che faceva della volontà di trovare la felicità la sua protagonista. Non a caso il titolo era La ricerca della felicità, che vale la miglior interpretazione della carriera di Will Smith. Stesso intento, ma due punti di vista completamente diversi. In questo caso, ciò che smuove il medesimo desiderio non è la necessità di migliorare la propria condizione sociale dal punto di vista economico, ma di contrastare quella dell’oppressione politica consumatasi durante la Rivoluzione islamica iraniana. È la lotta di una bambina, già donna nell’animo, e che poi diventa tale con il tempo, per i propri diritti e per la propria libertà.

La storia ci insegna che, alle volte, è necessario combattere per raggiungere determinati obiettivi. Purtroppo o per fortuna, la libertà non è un regalo, e in qualche modo, va conquistata. Come accaduto innumerevoli volte nel corso dei secoli. I contraltari sono necessari affinché il caos della vita sia così irrimediabilmente ordinato? Così come è irrimediabilmente ingiusta la vita stessa, che non usa ugual misura con chiunque? Come per questa ragazza iraniana. Una condizione che saremmo entusiasti di affermare conclusa, ma purtroppo, non possiamo. E che sia in Iran o (e) altrove, la situazione non è poi così diversa rispetto a quasi vent’anni fa. La cosa che fa più riflettere, è che la storia di Marjane non è poi così speciale.

Insomma, noi non possiamo non consigliarvi di vedere Persepolis. Un film più che attuale che da oggi trovate nelle sale italiane. In aggiunta, vi consigliamo anche la lista dei film da vedere durante questo mese di marzo.

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