Perfect Blue, spiegazione del finale dell’anime di Satoshi Kon

Perfect Blue è l’anime inquietante diretto da Satoshi Kon, al suo esordio alla regia, che Nexo Digital in questo Aprile 2024 ha riportato per tre giorni nei cinema italiani restaurato in 4K. Si tratta di un capolavoro del cinema d’animazione, in grado di rivoluzionare per sempre l’immaginario degli anime. Ecco spiegato il finale!
Mima in una scena del film Perfect Blue

Ventisette anni fa Satoshi Kon debuttava alla regia con Perfect Blue, un anime tratto dal manga omonimo dell’autore giapponese Yoshikazu Takeuchi. Perché ne parliamo oggi? Perché Nero Digital ne ha previsto una distribuzione speciale in Italia proprio in questi ultimi giorni d’Aprile del 2024. Non ci resta che conoscere il film un po’ più da vicino e poi cercare di capire insieme cosa simboleggi il finale.

Di cosa parla Perfect Blue

Perfect Blue, lo abbiamo scritto già nel titolo della nostra recensione, è il primo thriller psicologico della storia degli anime. Satoshi Kon si ispira a Hitchcock e sulla sua scia realizza un film tesissimo e avvincente che fa cambiare idea a tutti quanti considerino si serie B il cinema di animazione.

La trama del film segue la storia di Mima Kirigoe, volto di un noto membro di musica pop giapponese che decide di abbandonare la carriera di cantante per scegliere quella del cinema. Vuole fare l’attrice. È qui che il film innesta tutta la riflessione sul fenomeno degli idoli, perché Mamoru Uchida – un fan di Mima – non perdona alla cantante questo cambio di carriera e ne diventa ossessionato.

Mima, con alcuni rimorsi dall’addio al suo gruppo (che si chiama CHAM!), subisce con pesantezza le pressioni di questo accanimento su di lei. Scopre di un sito web chiamato La stanza di Mima, ha le visioni di sé coi vestiti del gruppo, comincia a soffrire di psicosi. Inizia, a questo punto, un’esistenza in cui a fatica la protagonista distingue il vero dal falso – complice anche la carriera di attrice che confonde ancora di più il mondo reale da quello inventato.

Spiegazione del finale di Perfect Blue

Mentre Mima cerca di distinguere il vero dal falso e la sua salute mentale diventa sempre più precaria, il suo stalker arriva a diventare un assassino.

Soltanto alla fine del film capiamo chi c’è davvero dietro lo stalker e, soprattutto, dietro La stanza di Mima. Si tratta di Rumi – la sua agente e manager. Fin dal suo primo lavoro come attrice, un ruolo secondario in un poliziesco televisivo intitolato Double Mind, Rumi era stata restia nei confronti delle scelte di Mima. Non voleva che girasse quella scena di stupro, e le suggeriva di non dare peso alle vicende del sito web.

Con un colpo di scena quindi apprendiamo che Rumi ha utilizzato lo stalker Mamoru Uchida come capro espiatorio. Lei si nascondeva dietro di lui, perché è convinta che la vera Mima sia quella del gruppo CHAM! e che la Mima attrice sia un alter ego da sostituire. È proprio Rumi, affetta da un disturbo dissociativo, a credere di essere la vera Mima da dover ristabilizzare nel mondo. Con le informazioni di cui era in possesso tramite i racconti di Mima e le loro conversazioni di ogni genere, Rumi aveva a man a mano allestito sia il sito web La stanza di Mima che una propria personalità alternativa che corrispondeva alla “vera Mima”. La sua personalità-Mima non la lascerà neanche nella clinica psichiatrica in cui è ricoverata nelle ultimissime scene. Mima andrà a trovarla, e le viene detto che Rumi dice di essere un idolo pop.

Voi avevate già visto Perfect Blue? Correte a gustarvelo in 4K al cinema, ancora fino ad oggi (24 Aprile 2024)! In fondo, per noi si tratta di uno dei capolavori che hanno cambiato gli anime per sempre!

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