Parthenope, il film di Sorrentino debutta a Cannes: cosa dicono le prime recensioni?

Dopo È stata la mano di Dio, del 2021, Paolo Sorrentino torna alla regia di un nuovo film che, proprio come quell’ultimo, ha molto a che fare con Napoli, la sua città. Parthenope è stato presentato proprio ieri al Festival di Cannes e, oltre alla standing ovation di 9 minuti, ha ricevuto già le prime recensioni. Ecco cosa ne pensa la stampa!
Celeste Dalla Porta e Stefania Sandrelli in una scena del film Parthenope

Il 77esimo Festival di Cannes è quasi agli sgoccioli: l’edizione aperta da Quentin Dupieux e con Greta Gerwig presidente di giuria si concluderà il 25 maggio. Ma cosa ne è dell’Italia dalla kermesse francese? L’attesissimo Parthenope si Paolo Sorrentino ha fatto il suo esordio ieri, 21 maggio 2024, proprio lo stesso giorno del debutto di quel La grande bellezza che, da Cannes, ha portato l’Italia agli Oscar. È altrettanto promettente l’ultimo lavoro del regista napoletano?

Le prime opinioni su Parthenope

Tutte le recensioni hanno come parole chiavi: bellezza, Napoli, gioventù e sensualità. Il giudizio su questi che sono – di primo acchito – i temi del film non è, però, uniforme e omogeneo. Sul fatto che Celeste Dalla Porta, al suo esordio al lungometraggio, sia una stella super promettente, nessuno sembra avere dubbi.

Secondo la testata Little White Lies il film di Sorrentino racconta una “noiosa storia sulla bellezza ultraterrena“. Mentre per ScreenDaily, sempre con un’accezione negativa, la storia è fin troppo barocca da dire che “Parthenope sembra uno spettacolo circense“.

Anche il Guardian non è entusiasta dell’ultima fatica di Sorrentino. Ne fa una questione di resa del personaggio femminile – troppo oggettivato – che imprigiona il personaggio di Celeste Dalla Porta, resa “vittima della propria bellezza” in quello che viene definito troppo presuntuoso “esercizio di languida creazione di immagini“. Troppa elegia, troppi svolazzi e un’eccessiva enfasi artificiosa impediscono allo spettatore di sentirsi coinvolto emotivamente e apprezzare Parthenope per come Sorrentino l’ha pensato.

Deadline si concentra su Napoli, sottolineando come dopo È stata la mano di Dio (uno degli esempi del metacinema al centro dell’attenzione negli ultimi 5 anni), Sorrentino abbia voluto proseguire a trasmettere sullo schermo il cordone ombelicale che lo lega con la sua città. Questa volta vista attraverso due occhi femminili (e seducenti). E la testata insiste proprio su questo, sul fatto che il regista italiano adotta per la prima volta lo sguardo di una donna: non ha mai utilizzato prima un filtro femminile attraverso cui realizzare i suoi film. Per Parthenope sì, e a detta del giornalista funziona.

Arriva anche l’entusiasmo, e proviene da Variety, che intitola la sua recensione: “Paolo Sorrentino realizza uno squisito trattato sulla bellezza cinematografica“. In questo caso il commento, più che positivo, si concentra sull’atmosfera di nostalgia, giovinezza e vitalità che trasuda dal film. Quella di Sorrentino con Parthenope viene definita una “ricerca artistica commovente“. Anziché tornare al passato, o alla gioventù, racconta la storia di un personaggio che ritorna a sé stesso.

Per The Hollywood Reporter il fascino barocco di Sorrentino allestisce un “sontuoso banchetto troppo ricco per essere digerito“. Anche The Telegraph non ci va leggero: neanche la maestria di Gary Oldman (qui le sue prime foto dal film) riesce a salvare dalla vacuità di Parthenope, che non è niente più di una lettera d’amore per Napoli.

Noi italiani sicuramente non possiamo che essere entusiasti di Parthenope e all’idea che possa portare con qualità e valore il cinema nostrano nel mondo. Non ci resta che aspettare la sua uscita in sala per stabilire se Sorrentino questa volta è riuscito a convincerci. Restate connessi per la nostra recensione direttamente da Cannes!

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