Nella serata di ieri, presso la suggestiva cornice del Museo MAXXI di Roma, si è tenuta la cerimonia di premiazione della 79esima edizione dei Nastri d’Argento, il più antico premio cinematografico italiano assegnato fin dal 1946 dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani. Come di consueto, il momento dell’assegnazione dei riconoscimenti è stato presieduto dalla Presidente del SNGCI, Laura Delli Colli, e ha visto salire sul palco alcuni dei protagonisti dell’ultima annata di grande cinema italiano. Film come Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini, che ha ottenuto cinque Nastri fra cui Miglior Film e Miglior Sceneggiatura; Miglior Regia a La città proibita di Gabriele Mainetti; Miglior Esordio a Greta Scarano per La vita da grandi. Ma ovviamente non potevano mancare anche i grandi campioni d’incassi della stagione: Diamanti di Ferzan Özpetek e Follemente di Paolo Genovese, che oltre al premio come Miglior Commedia si è portato a casa l’Hamilton Behind the Camera – Nastri d’Argento.
Il premio è nato nel 2006 a Los Angeles, patria del cinema mondiale, su iniziativa di Hamilton, storico marchio di orologi americano-svizzero che grazie al suo rapporto quasi secolare con il grande schermo è conosciuto anche come “L’orologio del cinema“, The Watchmaker of Filmmaker. Come da titolo, l’Hamilton Behind the Camera punta a premiare tutte quelle personalità in giro per il mondo che, pur non apparendo sul grande schermo, sono indispensabili alla creazione di un film. Non attori quindi, ma tutti coloro che si trovano “dietro la camera”: registi, scenografi e tutte quelle maestranze, spesso lasciate in secondo piano, senza le quali i film semplicemente non esisterebbero. Fin dal 1892 infatti, il marchio Hamilton produce modelli di grande design e grandissima attenzione a ogni meccanica, ingranaggio, dettaglio. Quello dell’orologiaio è mestiere di enorme precisione, ma sempre con un attento e costante sguardo all’estetica. Tutte proprietà e qualità che appartengono anche al mondo del cinema e alle sue maestranze: è proprio sulla base di affinità che Hamilton intreccia il proprio lavoro con quello del cinema, affiancando registi e scenografi nello sviluppo dei loro film.
Perché Hamilton è sì partner ufficiale dei Nastri d’Argento, e proprio l’anno scorso ha festeggiato il 10° anniversario del Hamilton Behind the Camera – Nastri d’Argento, a tutti gli effetti parte integrante del palmarès fin dal 2013. Ma il rapporto di Hamilton con il mondo del cinema affonda le sue radici in tempi molto più antichi, fin dal 1932. In quell’anno, il modello Hamilton Flintridge apparve nel film Shanghai Express con Marlene Dietrich. Da allora, Hamilton si è fatto avanti in prima fila per promuovere l’arte cinematografica attraverso le proprie creazioni, e viceversa. Da oltre 90 anni infatti, Hamilton collabora direttamente allo sviluppo creativo di centinaia di pellicole (oltre 500 ormai) offrendo modelli da collezione che, in alcuni casi, sono diventati veri e propri protagonisti degli stessi film: è il caso del Murph, al centro di Interstellar di Christopher Nolan. Altre volte, ha avviato sinergie in parallelo allo sviluppo del progetto per la creazione di design unici che rispecchiassero l’anima del film: successe nel 1968, quando vennero chiamati da Stanley Kubrick in persona per la creazione di un orologio da far apparire in 2001: Odissea nello Spazio, e più di recente è successo in Tenet e Dune – Parte due. Infine, come nel caso di Oppenheimer, Hamilton ha messo a disposizione il proprio expertise per la ricerca di pezzi d’epoca da collezioni private coerenti al contesto storico dell’epoca. In fondo all’articolo trovate un video con alcune delle più recenti collaborazioni.
Insomma, da decenni ormai Hamilton non solo celebra, ma è ormai parte integrante della Storia del Cinema. È, in un certo senso, un pezzo unico di questa storia. E in rappresentanza di essa, nella serata di ieri è stato proprio Andreas Albeck, Brand Manager di Hamilton Italia, a consegnare il premio a Paolo Genovese. Il suo film, Follemente, non è solo una commedia romantica in grado di unire leggerezza e profondità, ma è diventato uno dei più grandi successi degli ultimi anni, per il cinema italiano. Secondo più grande incasso nell’era post-pandemica (preceduto solo da C’è ancora domani di Paola Cortellesi), è diventato anche il più grande successo in carriera per Paolo Genovese, battendo addirittura Perfetti sconosciuti – che molti ricorderanno detenere il primato, alquanto unico, di film con più remake in giro per il mondo.
Noi siamo stati testimoni di questo successo e della premiazione di ieri, dove grazie alla nostra collaborazione con Hamilton abbiamo avuto l’occasione di incontrare Paolo Genovese. Trovate qui la nostra video-intervista!









