Oppenheimer, Spike Lee: “Più spazio per la gente del Giappone”

Oppenheimer a quasi tre mesi dalla sua uscita continua a far parlare di sé. In un’intervista per il Washington Post Spike Lee si è espresso in merito a diritti civili, politica e, visto il legame di questi temi con il suo cinema, ovviamente film. Fra essi anche l’ultimo di Nolan: ecco cosa ne pensa - e pensarne qualcosa è già amarlo.
Spike Lee rilascia dichiarazioni su Oppenheimer di Cristopher Nolan

Oppenheimer è piaciuto proprio a tutti, anche al regista e attore Spike Lee, Oscar onorario nel 2016 e vincitore della statuetta alla Miglior Sceneggiatura non Originale per BlacKkKlansman. Il film di Cristopher Nolan, uscito ormai dalle intemperie del Barbenheimer a Luglio di quest’anno negli USA, dal 23 Agosto in Italia, continua a far parlare di sè.

Anche Spike Lee fa parte di quel 93% di spettatori che su Rotten Tomatoes hanno reso più che positiva l’accoglienza del film. Lo sguardo alle minoranze e l’attenzione sociopolitica del cinema di Lee, però, gli hanno fatto trovare una “piccola” lacuna in Oppenheimer – nonostante lo abbia definito “un grande film“.

Spike Lee parlava al Washington Post di diritti civili e politica, infatti, oltre che di film, e fra le domande su BlacKkKlansman, la chitarra di Prince, Federico Fellini e l’apprezzamento per l’attesissimo Killers of the Flower Moon (di cui vi lasciamo la nostra recensione da Cannes) è arrivata anche quella su Oppenheimer.

È un commento, non una critica” – mette le mani avanti e difende il collega Nolan dalla grinfie del giornalismo. Poi si spiega, a partire dalla durata di Oppenheimer di tre ore: “mi sarebbe piaciuto aggiungere qualche minuto in più circa quello che è accaduto al popolo giapponese. La gente è stata vaporizzata. Molta gente, anni dopo, è ancora radioattiva.

Conclude, Lee, con una grande lezione sulla critica cinematografica e sulla postura dei creativi, dice “capisci che dire questo è questione di amore“. Ovvero, se non amassimo e apprezzassimo così tanto un film, non ci porremmo mai il problema di cosa lo avrebbe valorizzato meglio. Nolan potrebbe “dirmi ugualmente cosa cambierebbe su Fa’ la cosa giusta e Malcolm X”. That’s all.

Voi siete d’accordo con Spike Lee? Oppenheimer (che è ufficialmente il film di guerra col più alto incasso di sempre) sul finale avrebbe potuto (o dovuto) meglio mostrare le conseguenze non solo sulla vita del fisico, o sulla politica internazionale, ma anche e soprattutto sulle vittime che hanno subito la catastrofe?

Facebook
Twitter