Nureyev – The White Crow, la storia vera del ballerino Nureev

Nureyev - The White Crow è un film di Ralph Fiennes con protagonista Oleg Ivenko nel ruolo del ballerino russo Rudol'f Nureev. In onda questa sera in TV ecco la storia vera di uno dei massimi danzatori della storia, dalla sua incredibile ascesa agli ultimi anni di vita segnati dalla malattia.
Ralph Fiennes e Oleg Ivenko in una scena di Nureyev - The White Crow

Non solo in cinema è la commistione di tante arti ma, talvolta, è anche lo strumento per raccontarne altre. Questo è il caso di Nureyev – The White Crow, film incentrato sulla vita dell’iconico e leggendario ballerino Rudol’f Nureev. In onda questa sera 13 ottobre su Rai Movie alle 21.10, ecco di cosa parla il film e la storia vera del ballerino.

Diviso in tre capitoli, il film segue la vita di Rudol’f, a partire dalla sua nascita in una famiglia contadina, passando per i suoi studi a Leningrado e per finire con l’arrivo a Parigi. Diretto dall’attore Ralph Fiennes, l’apprezzato Lord Voldemort della saga di Harry Potter, vede Oleg Ivenko nel ruolo del protagonista Nureev.

Il film segue passo passo la vera storia di quello che è stato uno dei più importanti danzatori del secolo scorso. Nato su un vagone passeggeri nel 1938 da una famiglia musulmana non praticante, si trasferisce  insieme ai genitori ed alle tre sorelle a Mosca per un breve periodo, prima di essere sfollati durante il secondo conflitto mondiale. Trasferiti ad Ufa, il 31 dicembre del ‘44 assiste allo spettacolo che gli cambia la vita, facendolo appassionare al mondo della danza.

Nel ‘54 si iscrive quindi all’Accademia di Vaganova a Leningrado, tra le più prestigiose della vecchia URSS. Nonostante l’età più avanzata rispetto ad altri studenti, colpisce subito la commissione per il suo talento, pur rivelando un carattere difficile. Il diploma come maestro di danza giunge dopo appena tre anni nel ‘58, per giunta insieme ad un altro futuro leggendario ballerino, Michail Baryšnikov. In poco tempo diventa uno dei ballerini più importanti del paese, potendosi esibire anche all’estero.

La svolta della carriera avviene nel ‘61 quando è chiamato a sostituire Sergeev all’opera di Parigi. È un successo. Anche se la polizia russa lo tiene comunque d’occhio per i suoi rapporti con l’Occidente, tanto da costringerlo a cercare asilo politico in Francia. Viene quindi condannato di alto tradimento dal governo sovietico e prima del suo ritorno in Russia passano ben ventisei anni.

Nel frattempo Nureev raggiunge la massima affermazione, collaborando con grandi ballerini ed esibendosi in tutto il mondo, facendo la conoscenza di celebrità internazionali, tra cui quella con Freddie Mercury con il quale nasce una relazione. Il declino arriva con il sopraggiungere della malattia, contrae l’AIDS e dopo diversi ricoveri muore nel 1993 nella sua Parigi.

Nureyev – The White Crow non è certamente il film biografico con l’incasso più alto di sempre, ma è comunque un ottimo film per scoprire la vita di uno dei massimi talenti artistici della storia.

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