Nostos: la recensione del cortometraggio di casa Slim Dogs

La società di produzione video e comunicazione digitale Slim Dogs si è buttata in una nuova avventura: produrre un cortometraggio sulla base di idee provenienti dalla community. Nostos è il risultato di raccolte fondi, idee e talenti che si sono adoperati per creare qualcosa di nuovo e unico.
Nostos la recensione del cortometraggio di casa Slim Dogs

Nostos è un cortometraggio italiano realizzato dalla società di produzione video Slim Dogs, conosciuta per i suoi lavori sulle piattaforme social YouTube e Twich oltre che per format divenuti celebri sul web nel corso del tempo, ad esempio Come C***o hanno fatto?.

Il corto mette in scena una realtà futuristica post-apocalittica in cui l’umanità lotta per la sopravvivenza. Non ci sono dialoghi, il silenzio è protagonista e rimbomba per tutta la durata della pellicola lasciando lo spettatore in balia di un mondo ormai selvaggio e crudo. Nostos è stato presentato alla 79° edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, all’evento nerd Lucca Comics e dal 19 settembre è disponibile su Rai Play.

L’idea di partenza e la realizzazione

Il concept è partito da Marco Cioni, componente della squadra Slim Dogs, e consisteva nel coinvolgere la community passo dopo passo nella realizzazione di un cortometraggio, mostrando e rendendo partecipe il pubblico attraverso la piattaforma di Twich. Le idee iniziali raccolte per la trama dagli utenti erano più di duecento ed alla fine la casa produttrice ha optato per la proposta di un corto a tema post-apocalittico con il ritrovamento di un videogioco.

Lo step successivo è stato quello di radunare le persone giuste per il progetto, per questo motivo sono stati scelti Tommaso Renzoni alla sceneggiatura, Mauro Zingarelli alla regia, Gianluca Palma come direttore della fotografia ed infine come attori protagonisti Francesco Foti e Aurora Giovinazzo, conosciuta per i film Anni da cane diretto da Fabio Mollo e Freaks Out di Gabriele Mainetti.

La trama

Francesco Foti e Aurora Giovinazzo nelle vesti dei protagonisti in Nostos
Francesco Foti e Aurora Giovinazzo nelle vesti dei protagonisti in Nostos

La trama si ambienta nel 2059 e segue le vicende di un uomo e una ragazzina che nel tentativo di sopravvivere vanno in cerca durante la giornata di frammenti di silicio, divenuto il materiale più prezioso sul pianeta. I due protagonisti si muovono in questo mondo desolato nella speranza di trovare qualcosa di valore da scambiare in seguito con le provviste necessarie.

Durante una delle ricognizioni, l’uomo trova un vecchio Game Boy, una console che non vedeva da molto tempo, ma a cui è legato affettivamente dal momento che gli ricorda della sua infanzia. La ragazza non capisce cosa l’uomo ci trovi di speciale in quell’oggetto. Lei lo scambierebbe immediatamente, ma il suo compagno d’avventura non ne vuole sapere.

Questo attaccamento sarà per l’uomo fatale: durante un combattimento con uno sconosciuto il protagonista muore nel tentativo di fuggire salvando la piccola console. La ragazza ormai sola, riprende a cercare metalli preziosi, ma si tiene un pezzo di Game Boy per ricordarsi del suo vecchio amico.

Nostos: un mondo alla deriva

Il momento del baratto
Il momento del baratto

Il corto presenta un’atmosfera post-apocalittica di un mondo ormai desolato che ricorda per alcuni tratti celebri pellicole come Mad Max, Balde Runner 2049 e la serie tv The Last of us. Il direttore della fotografia ha fatto la scelta precisa di privilegiare dei colori caldi come giallo e arancio sul modello dei lavori di Roger Deakins (qui trovate una classifica dei suoi migliori film) proprio per dare l’idea di un pianeta sporco ed allo sbando.

Tutto ciò è rinforzato dall’assenza di dialoghi e la presenza un silenzio soffocante che prende il posto dei protagonisti. Intorno all’uomo e alla ragazzina non c’è niente. Tutto è morte. Il silenzio ne è testimone. L’unica scintilla di vita presente è il rapporto tra i due protagonisti che lottano giorno dopo giorno per guadagnarsi un po’ d’acqua e di cibo.

Nostos: la nostalgia di una realtà passata

L'intera crew del cortometraggio Nostos
L’intera crew del cortometraggio Nostos

Il nocciolo della pellicola si racchiude direttamente nel titolo: Nostos, in greco significa ritorno, ma nel corto sembra prendere più il significato di ritorno alle origini, rimpiangere ciò che è trascorso o è lontano, oppure una realtà dolce ormai remota a cui si è affezionati.

L’uomo appena trova il vecchio ed impolverato Game Boy sembra non rispondere più agli eventi che capitano attorno a lui, come se fosse finito in una dimensione parallela. Quando l’uomo riesce ad accendere la console e a giocarci, accenna un sorriso malinconico. L’unico sorriso dell’intera pellicola.

La ragazza, rovistando nello zaino, trova una vecchia foto dell’infanzia dell’uomo mentre gioca con qualcuno al Game Boy e in quel momento capisce che c’è qualcosa di più del pezzo di plastica e metallo che vede tra le mani del suo compagno d’avventura: un dolce ricordo di un mondo dimenticato.

Questa nostalgia quasi morbosa, ma che connetteva il protagonista al passato, alla fine porta l’uomo a alla morte. Nel mezzo di un combattimento molto dinamico e ben costruito (voluto dal regista ed ispirato dai grandi blockbuster americani) tra i protagonisti e un bandito sconosciuto, l’uomo viene colpito nel tentativo di riprendere il game boy caduto.

Nostos si dimostra essere un ottimo cortometraggio sia da un punto vista tecnico tra fotografia e costumi, sia da un punto di vista concettuale, immergendo lo spettattore in un mondo disumano dove il passato è l’unico rifugio in cui l’umanità può ripararsi.

Avete già visto Nostos? Se la risposta è no, potete recuperarlo su RaiPlay!

Facebook
Twitter