Nan Goldin, chi è la protagonista del documentario candidato agli Oscar

Vincitore del Leone d’oro al Festival di Venezia, il documentario ‘Tutta la bellezza e il dolore’ è candidato anche agli Oscar. Diretto da Laura Poitras, il film ripercorre la carriera di Nan Goldin ed il suo attacco nei confronti della famiglia Sackler. Ma chi è la protagonista di questo film che sta facendo così tanto parlare di sé?
Nan Goldin, chi è la protagonista del documentario agli Oscar

Favoritissimo agli Oscar nella categoria miglior documentario, dopo aver vinto l’ambito Leone d’Oro al Festival di Venezia, Tutta la bellezza e il dolore approda nelle sale italiane attorniato da una grande curiosità. Il film diretto da Laura Poitras racconta la carriera di Nan Goldin, fotografa e attivista statunitense che tra le molte battaglie è ricordata per aver portato alla luce lo scandalo dell’epidemia di oppioidi che invase gli USA, rivelando la responsabilità della famiglia Sackler.

Proprietari della società farmaceutica Purdue Pharma, i Sackler, misero in commercio l’OxyContin, farmaco antidolorifico che a metà anni ‘90 ha portato alla dipendenza e alla morte migliaia di persone. Tutta la bellezza e il dolore denuncia questo scandalo e, grazie alla regia della Poitras, ci conduce con frammentaria ma accurata selezione attraverso foto e video d’archivio nella vita e nell’arte di Nan Goldin. Le diapositive che scorrono e la suddivisione in capitoli, come alcune collezioni dell’artista, portano lo spettatore a rivivere le ferite di un paese e le battaglie che ancora oggi sono in atto.

Ma chi è Nan Goldin?

Nan Goldin in una scena di Tutta la bellezza e il dolore
Nan Goldin in una scena di Tutta la bellezza e il dolore

Nata a Washinhton il 12 settembre 1953, Nancy “Nan” Goldin è chiamata da subito ad affrontare il dolore della perdita a causa del suicido della sorella maggiore Barbara. Questo tragico evento, assieme al complicato rapporto coi genitori, all’impatto con il mondo della droga, la conducono non senza difficoltà a impattare con quell’arte che diverrà forma di linguaggio.

A dare il la alla sua carriera è l’incontro con il fotografo Henry Horenstein che ebbe una grande influenza con la sua estetica, indirizzandola verso il diario fotografico familiare. Trasferitasi a New York, inizia a documentare in particolare la scena musicale new wave post-punk, interessandosi poi sempre più alla sottocultura gay ma soprattutto a quella della droga pesante. E’ nel 1979 che raggiunge una prima notorietà con l’installazione The Ballad of Sexual Dependency.

The Ballad coinvolge molti amici della Goldin ma anche personaggi con cui instaura relazioni sentimentali. La storia con un ex-marine e le conseguenti violenze subite, aumentano l’utilizzo di droghe, tanto che nel 1989 è costretta alla riabilitazione. Un abisso da cui riparte sfociando nel film autobiografico I’ll be your Mirror, impegnandosi attivamente nel testimoniare e documentare una generazione segnata dal diffondersi dell’AIDS e dalle droghe.

Alla carriera d’artista si accosta quindi l’impegno sociale e di denuncia che il film Tutta la bellezza e il dolore racconta, partendo dalla scoperta personale che la sua dipendenza da oppioidi era dovuta dall’assunzione del farmaco OxyContin. E’ così che la Goldin fonda nel 2017 l’organizzazione PAIN (Prescription Addiction Intervention Now), dimostrando la responsabilità della famiglia Sackler.

Quando vedremo Tutta la bellezza e il dolore?

Nan Goldin in una scena di Tutta la bellezza e il dolore
Nan Goldin in una scena di Tutta la bellezza e il dolore

Presentato al Festival di Venezia in anteprima, ottenendo il prestigioso Leone d’Oro, il documentario di Laura Poitras è arrivato finalmente nelle sale italiane grazie ad I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection a partire dal 12 febbraio.

In attesa di scoprire se Tutta la bellezza e il dolore si aggiudicherà anche la statuetta degli Oscar, non possiamo che invitarvi al cinema per recuperare un documentario molto attuale e scoprire o riscoprire l’arte e la lotta portata avanti da Nan Goldin.

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