E’ morto Kim Ki-duk: il regista sud-coreano aveva 59 anni

Una notizia terribile è giunta nelle ultime ore dalla Lettonia. Il celebre regista sud-coreano Kim Ki-duk sarebbe venuto a mancare a seguito delle complicazioni causate dal coronavirus.
Il regista, che avrebbe compiuto 60 anni il 19 dicembre, si trovava in Lettonia nei pressi di Jurmala per acquistare una casa. A quanto riportato dai quotidiani Lettoni il regista sarebbe morto a Riga.

Kim Ki-duk è stato uno dei volti più noti del cinema mondiale a cavallo fra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000.
Con il suo stile strettamente personale e prorompente aveva conquistato il cuore della critica europea.
Artista prima che regista prolifico e controverso, ha portato sul grande schermo un cinema fatto di silenzi, di amore e di morte, di immagini destinate a rimanere indelebili nella storia del cinema mondiale.

Il suo Ferro 3 – La casa vuota vinse nel 2004 il premio della Giuria a Venezia. Con La Samaritana, nello stesso anno, aveva invece vinto l’Orso d’argento a Berlino, anche se il successo internazionale era già arrivato nel 2000 con L’isola e nel 2003 con Primavera, estate, autunno, inverno… e poi ancora primavera, forse il suo film più noto.

Regista dallo stile inconfondibile, Kim Ki-duk è stato il primo nome ad emergere in occidente del panorama del cinema sud-coreano.
A causa di un incidente avvenuto sul set di un suo film si ritirò a vita eremitica per 3 anni salvo poi tornare al cinema e ottenere, nel 2012, il Leone d’oro con il film Pietà.

Il travaglio creativo e l’estrema prolificità del regista sud-coreano lo ha portato a realizzare numerosi film nell’arco di pochi anni. Famoso per il suo cinema fatto di silenzi, amore, dolore e poesia, il regista si era caratterizzato anche per film spiccatamente politici, fra i quali ricordiamo The Coast Guard, Address Unkwnown e Il prigioniero coreano, ultimo suo film a essere arrivato in Italia.
L’ultimo suo lavoro, Dissolve, girato in Kazakistan, era stato presentato al Moscow Film Festival.

Con Kim Ki-duk muore un pezzo di storia del cinema contemporaneo. Un cinema di emozioni, di immagini e di sensazioni che ha affascinato e che continuerà ad affascinare per sempre il pubblico.

Seguirano aggiornamenti su CiakClub.it

 

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