Matrix, il significato del film: realtà o simulazione?

Va in onda stasera Matrix, il cult fantascientifico delle sorelle Wachowski che dal 1999 ha cambiato l’immaginario cinematografico. L’impatto che quest’opera ha avuto sulla cultura è stato notevole, anche grazie alla sua forte impronta filosofica. Scopriamo insieme il significato dietro al film.
Keanu Reeves in una scena del film Matrix

Va in onda oggi 21 dicembre alle ore 21.11 sul canale 20 Matrix, il primo capitolo del franchise che ha rivoluzionato la storia del cinema. Scritto e diretto dalle sorelle Wachowski, il film ha vinto quattro premi Oscar, tra cui miglior montaggio e miglior sonoro, ed è entrato velocemente nella storia del cinema. 

Come hanno raccontato le sorelle Wachowski, sono molte le opere che hanno ispirato questo film. Tra queste non si può non citare il manga Ghost in the Shell, il mito della caverna di Platone e la filosofia di Cartesio. Infatti l’aspetto filosofico del film ha un aspetto così rilevante da parlare proprio di filosofia di Matrix, un’opera cinematografica che può avere svariate letture. Se volete sapere di più su questo primo capitolo del franchise, qui trovate un approfondimento completo.

Il protagonista, Thomas Anderson, di giorno è un cittadino modello, che lavora in una nota multinazionale che produce software. Di notte, sotto lo pseudonimo di Neo, è un hacker che compie innumerevoli illeciti informatici. Neo è un personaggio cartesiano: vive nel dubbio e si pone continue domande sulla realtà attorno a lui. Per questo aspetto Matrix può essere visto come l’adattamento cinematografico del dubbio metafisico.

Il mondo di Neo viene stravolto dall’incontro con Morpheus e Trinity. Sono loro a spiegargli che il mondo in cui è vissuto sin dalla nascita è in realtà una simulazione virtuale, un progetto creato dall’intelligenza artificiale per controllare gli umani. Alcuni tra loro, afflitti da un costante senso di estraneità al mondo, lavorano come ribelli per scappare da questa prigionia. In questo senso il film è una rielaborazione del mito della caverna di Platone. Come gli uomini del mito, gli umani sono incatenati e costretti a vedere solo ombre. Solo chi possiede la conoscenza può uscire dalla caverna e scoprire la verità. Neo viene risvegliato dal sonno profondo dell’intelletto, Morpheus alza il velo di Maya (come nella filosofia di Schopenhauer) e gli rivela la verità sul mondo attorno a lui. 

Adesso è Neo a dover decidere se proseguire in un questo cammino o ritornare nella menzogna da cui proviene. La famosa scena del film con la scelta tra pillola rossa e pillola blu offerte da Morpheus ricorda a molti il rapporto tra Alice e il Bianconiglio, dal libro Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll: Neo come Alice deve farsi coraggio e seguire la propria guida alla scoperta di questo nuovo mondo. Secondo i ribelli, Neo potrebbe essere L’Eletto, il solo capace di decodificare il sistema Matrix e liberare tutti. 

Ma oltre le interpretazioni filosofiche, Matrix ne possiede un’altra sociologica. Come avevano spiegato le registe, donne transgender: “Si tratta di una metafora del mondo transgender. Almeno questa era l’intenzione originale. Il mondo non era però ancora pronto a recepire il messaggio”. Nel primo capitolo è presente il personaggio di Switch, un uomo nel mondo reale e una donna nella matrice. Sul fronte dei diritti sociali le registe sono molte attive, tanto da mettere su una straordinaria asta che manderebbe su di giri qualsiasi cinefilo.  

Facebook
Twitter