Massimo Troisi: sette momenti che ci hanno fatto innamorare di lui

Difficile quantificare l’influenza che Massimo Troisi ha avuto su tutto il movimento cinematografico con la sua ironia velatamente malinconica.

Per celebrare il suo genio abbiamo deciso di ricordare alcuni dei momenti che ci hanno indicato chiaramente il suo enorme talento:

Massimo Troisi, Pippo Baudo, le donne e… i cavalli

Correva l’anno 1985, Massimo Troisi, reduce dal grande successo di Non ci resta che piangere, al fianco di Roberto Benigni, è ospite di Pippo Baudo a Domenica In, uno dei programmi più longevi della televisione italiana.

Questo botta e risposta è divenuto celebre per la capacità dell’attore napoletano di scherzare e trovare il lato divertente anche in domande e situazioni di apparente normalità: Pippo Baudo infatti gli pone la domanda “Come ti spieghi il fatto che tu piaccia alle donne?”: la risposta è tutta da ridere.

“Chi siete? Cosa portate? Si ma quanti siete?”

Come non inserire una delle scene più divertenti del film Non ci resta che piangere? Roberto Benigni e Massimo Troisi sono un insegnante ed un bidello che, a causa di un fulmine, si trovano catapultati nel 1492 e decidono così di provare ad impedire la partenza di Cristoforo Colombo, poichè la sorella di Saverio (personaggio di Benigni) ha conosciuto un ragazzo americano che egli non approva: l’idea è quindi quella di evitare che l’America venga scoperta.

In questa scena Mario (Massimo Troisi) e Saverio attraversano una linea di confine con annessa dogana dove, un doganiere paradossalmente zelante ma svogliato, pone ripetutamente le stesse domande ad ogni grido del soldato di fianco a lui.

Le tappe della vita di coppia secondo Troisi

Anno 1987, Le via del signore sono finite, altro film diretto, scritto ed interpretato da Massimo Troisi, che si aggiudicò il Nastro d’argento per la brillante sceneggiatura.

Siamo tutti d’accordo nel dire che la vita di coppia si strutturi in fidanzamento, convivenza, matrimonio, figli e poi nella pensione, non necessariamente in quest’ordine. L’interpretazione del significato di queste tappe nel film è a dir poco originale.

Sempre nello stesso film c’è però una battuta entrata nella storia del cinema italiano: “Come fa a piacerti quello che non mi somiglia proprio!”

La finta intervista

In una celebre gag con Luigi Magni, che si presta nei panni del giornalista provocatore, Massimo Troisi con ironia e autoironia riesce a riassumere tutti i luoghi comuni su Napoli e sui Napoletani attraverso le capacità e i talenti riconosciuti a lui stesso, in quanto napoletano.

Da elogiare anche l’ottima prova di Magni, attore molto valido e capace di fare da spalla con tempi davvero eccezionali.

“Piglia ‘a vita come vene”

Questa scena, tratta dal film Scusate il ritardo (titolo che si riferisce al tempo, elemento cardine del film), vede Vincenzo (Massimo Troisi) rispondere alla madre Assunta (Olimpia Di Maio) che gli suggerisce molto genericamente di prendere la vita come viene.

https://youtu.be/5wP0gQ8paUo

La solitudine attraverso la moca del caffè

In questa scena Massimo Troisi spiega come a suo modo di vedere una moca del caffè per una persona suggerisca non solo un’esistenza solitaria, bensì la volontà stessa di restare nella propria solitudine: il tutto filtrato attraverso la sottile vena ironica che accompagnava anche le sue affermazioni più serie.

E voi, quale scena avete apprezzato di più? O, più in generale, qual è il ricordo che vi torna alla mente pensando al compianto Massimo Troisi?

Fatecelo sapere nei commenti e, per questa ed altre news, venite a trovarci sul nostro sito: Ciakclub.

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