Mad Max – Interceptor: la realizzazione folle del primo film della saga

In onda questa stasera Mad Max - Interceptor, il primo film della celebre saga di Mad Max. L’esordio alla regia di George Miller è un’opera fantascientifica ricca di azione e sequenze mozzafiato. Ma dietro le riprese del film si nascondono follie inimmaginabili tutte da riscoprire!
Mel Gibson in una scena del film Mad Max - Interceptor

In onda questa sera 6 novembre 2023, alle 21:30 su Warner Tv, Mad Max – Interceptor (1979), il primo lungometraggio del regista George Miller. Mad Max – Interceptor è l’inizio della celebre saga di Mad Max, che ha consacrato Miller tra i migliori registi in attività. La saga di Mad Max rappresenta un caposaldo della fantascienza, in particolare di quella distopica e post-apocalittica; l’opera prima di Miller tuttavia non è ambientata in uno scenario post-apocalittico, in quanto la guerra nucleare non è ancora scoppiata.

In Mad Max – Interceptor ci troviamo in Australia, in un futuro non troppo distante dove la violenza regna ormai sovrana. Il poliziotto Max Rockatansky, detto Mad Max (Mel Gibson), a seguito dell’uccisione di sua moglie e suo figlio, si trasforma in uno spietato e implacabile giustiziere pronto a tutto pur di scovare e uccidere la banda di motociclisti che ha ammazzato la sua famiglia.

Un’opera prima ricca di azione e sequenze mozzafiato. Un esordio spettacolare che ha dato il via a una delle saghe fantascientifiche più belle di sempre, che a breve tornerà al cinema con un nuovo capitolo: Mad Max: Furiosa, che vede protagonista nei panni di Furiosa una giovane promessa del cinema. Mad Max – Interceptor tuttavia nasconde al suo interno aneddoti e curiosità davvero interessanti e particolari. Non tutti sono infatti a conoscenza delle folli avventure che hanno coinvolto George Miller e la sua troupe durante le riprese del film.

Per ottenere la somma necessaria per girare il film, George Miller e il produttore Byron Kennedy hanno lavorato per tre mesi al pronto soccorso rispondendo alle chiamate d’urgenza: Kennedy guidava l’auto mentre Miller prestava aiuto ai medici sul retro. I due sono riusciti a racimolare per il film un budget finale che si aggirava tra i 350 e i 400 mila dollari. A causa del budget ridotto, Miller ha deciso di ambientare la pellicola in un mondo post-apocalittico, così da ridurre i costi e le spese. Gli attori venivano pagati pochissimo: le comparse venivano ricompensate in birra invece che in denaro, mentre i motociclisti non erano attori, ma veri banditi che hanno sfrecciato sulle loro vere moto.

Le riprese sarebbero dovute durare circa dieci settimane, ma l’improvviso infortunio dell’attrice Rosie Bailey (scelta per il ruolo di Jessie Rockatansky) costrinse la produzione a ritardarle. George Miller ha descritto le riprese sul set come “guerriglia cinematografica”, con la troupe che chiudeva le strade pubbliche senza permessi (non a caso a fine giornata Miller e gli altri componenti della troupe erano costretti a ripulire da soli le strade dove avevano effettuate le riprese). Per fortuna arrivò in soccorso la Victoria Police che si interessò alla produzione e aiutò la troupe a chiudere le strade.
Le giornate sul set erano decisamente folli, con la troupe costretta a spingersi oltre il limite per girare le scene. David Eggby, direttore della fotografia di Mad Max – Interceptor, ha dichiarato di aver tenuto perfino la macchina da presa su una moto che andava a 110 miglia all’ora: “Sapevo che stavamo rischiando la vita là fuori“.

Un’opera folle realizzata da un regista altrettanto folle, ma allo stesso tempo geniale. In attesa del nuovo capitolo Mad Max: Furiosa, in uscita nelle sale nel 2024 e da cui sono trapelate interessanti dichiarazioni sulla pellicola, non potete perdervi questa sera Mad Max – Interceptor, il cult movie che ha dato origine alla saga.

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