M Night Shyamalan: i twist dei suoi film dal peggiore al migliore

Oggi, 6 agosto 2023, M Night Shyamalan spegne 53 candeline. Regista e sceneggiatore, si è distinto nel corso della sua carriera grazie al suo stile e all’utilizzo del plot twist, ribaltando spesso la lettura delle sue pellicole e spingendo lo spettatore a riconsiderare quanto visto.
M Night Shyamalan: i twist dei suoi film dal peggiore al migliore

Il panorama cinematografico odierno è ricco di registi che negli anni sono riusciti a costruirsi una certa fama, sia grazie al loro talento ma anche grazie ad uno stile personale facilmente riconoscibile dal pubblico. Uno di questi è sicuramente M Night Shyamalan, pseudonimo di Manoj Nelliyattu Shyamalan, regista e sceneggiatore di origini indiane che nel corso della sua carriera è riuscito a creare, tra successi e qualche scivolone, una propria firma capace di rappresentarlo in tutto e per tutto.

Le sue pellicole sono caratterizzate da alcuni elementi ricorrenti. L’acqua spesso rappresenta un ostacolo, quasi un punto debole per alcuni personaggi. Gli scantinati sono spesso utilizzati dal regista per presentare la scena madre con il twist finale. Lui stesso è un elemento sempre presente nelle sue pellicole. Proprio come Hitchcock, Shyamalan ritaglia per sé dei ruoli nei suoi lungometraggi, alcuni minori e altri più rilevanti.

Ciò che però contraddistingue le sue pellicole più di ogni altra cosa è l’uso, ormai quasi scontato, dei finali a sorpresa che spesso stravolgono il racconto. Le sue narrazioni  mescolano mistero, realtà e fantascienza. Tutti questi elementi vengono messi insieme per creare una struttura capace di trasportare il pubblico fino al twist finale che cambia la natura dell’intreccio. Approfittiamo del compleanno del regista per vedere quali sono i migliori plot twist della sua filmografia. ATTENZIONE seguono SPOILER 

La fine del mondo di M Night Shyamalan

Dave Bautista in una scena di Bussano alla porta
Dave Bautista in una scena di Bussano alla porta

Ultima fatica di M Night Shyamalan, Bussano alla porta è un thriller tratto dal romanzo La casa alla fine del mondo di Paul G. Tremblay. La pellicola racconta di una coppia che, insieme alla figlia adottiva, viene tenuta in ostaggio da un manipolo di persone che chiederà alla famiglia di compiere un grande sacrificio per il bene dell’umanità. Un racconto scorrevole che inizia senza indugiare, buttando subito lo spettatore nel vivo del racconto.

Il twist finale della pellicola è che, in effetti, non c’è un vero e proprio twist. Per buona parte del film viene fatto credere al pubblico che il gruppo capitanato da Dave Bautista sia un insieme di persone affette da isteria collettiva che li ha spinti a reputare vere fantomatiche visioni sulla fine del mondo. Alla fine però avevano ragione, l’apocalisse è reale. Per questo non c’è un vero e proprio twist, succede semplicemente quello che viene predetto sin dall’inizio.

Una fiaba scritta e diretta da M Night Shyamalan

Cleveland e Story nella fiaba di M Night Shyamalan
Cleveland e Story nella fiaba di M Night Shyamalan

Pellicola del 2006, Lady in the water è una fiaba in chiave moderna tratta da un racconto che Shyamalan aveva scritto per i figli. Questo titolo è probabilmente il più grande flop nella carriera del regista. Ha ottenuto due nomination e due vittorie ai Razzie Awards. È una delle poche pellicole nelle quali Shyamalan si allontana dal genere che più gli si confà, addentrandosi in un racconto fantastico e meno legato alla realtà.

L’intreccio racconta di Cleveland e Story, il primo è il solitario custode del residence Cove mentre la seconda è una creatura acquatica appartenente alla razza dei Narf. L’uomo avrà il compito di proteggere la ragazza da una belva feroce. Per farlo dovrà individuare all’interno del residence quattro figure: un difensore, un indovino, il sodalizio e il guaritore. Nelle battute finali della pellicola, mentre affrontano la belva, Cleveland capisce di aver sbagliato ad individuare i ruoli, assegnando ad ognuno quello di qualcun’altro. Un twist a tratti inaspettato che però non riesce a risollevare la pellicola debole in partenza.

Signs

La famiglia Hess in Signs
La famiglia Hess in Signs

Signs è una pellicola del 2002 interpretata da Mel Gibson e Joaquin Phoenix. Il lungometraggio, che un anno più tardi venne parodiato in Scary Movie 3, racconta di Graham Hess, un pastore protestante che ha perso la fede dopo la tragica morte della moglie, che si ritrova a dover proteggere la propria famiglia da un’invasione aliena. Il twist finale svela che tali creature sono allergica all’acqua

L’ossessione della figlia del pastore di seminare in giro bicchieri pieni di acqua si rivela essere la chiave per sconfiggere la razza aliena. Forse uno dei finali più iconici del regista, non tanto per la scena in sè, quanto per la semplicità e l’assurdità del tutto; vedere grossi alieni verdi e minacciosi allergici all’acqua crea infatti una certa ilarità.

Il cinecomic di M Night Shyamalan

Elijah Price in Unbreakable di M Night Shyamalan
Elijah Price in Unbreakable di M Night Shyamalan

Titolo del 2000 scritto, prodotto e diretto dallo stesso M Night Shyamalan. Il regista porta in scena la propria versione del cinecomic in un thriller a tinte fantascientifiche con protagonisti Bruce Willis e Samuel L. Jackson. Primo capitolo di una trilogia, Unbreakable racconta di David Dunn, un uomo sopravvissuto ad un terribile incidente ferroviario che scopre di essere forte e indistruttibile. In contrapposizione al personaggio di Bruce Willis c’è Elijah Price, appassionato di fumetti affetto da osteogenesi imperfetta, una malattia che rende le sue ossa fragili come il vetro.

Il film segue il viaggio di David alla scoperta delle sue capacità, mentre viene aiutato da Elijah in quanto esperto di supereroi. Ma è qui che arriva il twist che capovolge tutto. Price, detto l’uomo di vetro, in realtà è la mente dietro vari attacchi terroristici tra cui quello del treno. Il suo scopo era di cercare il suo opposto, un uomo forte e inarrestabile. Rivela così a Dunn il suo piano, affermando che da ora in poi lui sarà il suo antagonista, proprio come nei fumetti. 

Glass

I tre protagonista della trilogia di M Night Shyamalan
I tre protagonista della trilogia di M Night Shyamalan

Capitolo finale della trilogia iniziata con Unbreakable, Glass vede Bruce Willis tornare a rivestire i panni dell’eroe di Shyamalan per fermare una pericolosa minaccia. La pellicola presenta ben tre plot twist che colpiscono lo spettatore con una rapida escalation di rivelazioni. Il primo, meno sconvolgente degli altri, è quasi una coincidenza che però rappresenta un legame tra i tre protagonisti del racconto. Nel treno che Price fece deragliare  si trovava anche il padre di Kevin. Questo evento ha causato la nascita delle sue molteplici personalità e quindi la creazione della Bestia. 

Il secondo twist avviene quando si scopre che la struttura e la dottoressa incaricata di curare i tre fanno parte di un’antica organizzazione che mira a nascondere i supereroi al resto del mondo. Il twist finale cambia ancora una volta le carte in tavola. Dopo la sconfitta di Kevin, David ed Elijah, l’organizzazione è convinta di avere evitato ancora una volta che il mondo scopra la verità. Ma tutto ciò che è accaduto fino a quel momento fa parte del piano dell’uomo di vetro che, sfruttando le telecamere presenti all’esterno dell’ospedale, è riuscito a rivelare al mondo intero che i super esistono e sono tra noi.

Old

Una scena di Old diretto da M Night Shyamalan
Una scena di Old diretto da M Night Shyamalan

Progetto del 2021 tratto dalla graphic novel Castello di sabbia. Con Old Shyamalan torna a raccontare un thriller carico di mistero dove il tempo diventa strumento per svelare le debolezze e le angosce dell’uomo. I nostri protagonisti, in vacanza in un resort da sogno, si ritrovano prigionieri all’interno di una piccola spiaggia dove lo scorrere del tempo è accelerato. Alla sua uscita il film venne molto criticato per il suo finale. La soluzione al mistero è risultata deludente ai molti che speravano forse in qualcosa di meno terreno.

In Old (qui la nostra recensione) Shyamalan decide di accompagnare pian piano lo spettatore alla soluzione, attraverso un racconto che non decelera ma mantiene un andamento costante fino al suo epilogo. La verità svelata alla fine del racconto è che il resort non è altro che un centro di ricerca finalizzato alla scoperta di nuovi farmaci per malattie incurabili. I visitatori non sono altro che cavie da laboratorio spedite sulla spiaggia per analizzare in maniera rapida l’efficacia di questi farmaci sperimentali.

M Night Shyamalan e le personalità multiple

Kevin in una scena di Split
Kevin in una scena di Split

Secondo capitolo della trilogia supereroistica diretta da Shyamalan. La sceneggiatura della pellicola è liberamente ispirata alla figura di Billy Milligan, un criminale statunitense affetto da disturbo dissociativo della personalità. Il film, molto chiacchierato sia prima che dopo la sua uscita, fu un successo ottenendo pareri positivi sia dal pubblico che dalla critica. L’intreccio parla di Kevin, ragazzo affetto da un disturbo della personalità causato da un’infanzia molto dura. Il ragazzo presenta 23 personalità distinte ma tre di loro decidono di prendere il controllo rapendo tre ragazze con l’obiettivo di liberare la Bestia. 

Qui il twist finale si trova esattamente negli ultimi secondi di pellicola. Non è una vera e propria svolta di trama ma amplia quest’ultima puntando il dito verso la direzione che la storia prenderà in futuro. La scena, che ha colpito tutti i fan di vecchia data del regista, mostra David Dunn in una tavola calda mentre sente al telegiornale la vicenda di Kevin. Ciò è totalmente imprevisto perché nel film non vi sono altri riferimenti ad Unbreakable

The Visit

Una scena tratta da The Visit
Una scena tratta da The Visit

Sul gradino più basso del podio troviamo The Visit. Thriller/horror del 2015 scritto e diretto da Shyamalan e girato nello stile del finto documentario. Becca e Tyler vanno in vacanza dai nonni materni con i quali la madre aveva chiuso i rapporti da anni. Incontrati i loro nonni per la prima volta, i due ragazzi girano un documentario sull’esperienza, mentre cose strane iniziano a succedere in casa.

Per tutta la pellicola viene costruito un racconto che sembra andare in una direzione ma che all’improvviso sterza bruscamente. Shyamalan mette comodo lo spettatore, che crede di aver già capito tutto, per poi colpirlo in faccia con il twist finale. I due vecchietti in realtà non sono i loro nonni, ma una coppia scappata da un ospedale psichiatrico. Il momento della realizzazione è improvviso e inatteso e restituisce un forte senso di pericolo e ansia allo spettatore. Insomma, un vero twist alla Shyamalan.

Il villaggio di M Night Shyamalan

Una scena di The Village di M Night Shyamalan
Una scena di The Village di M Night Shyamalan

Medaglia d’argento per quello che forse è uno dei film più riusciti del regista, nonostante le recensioni contrastanti. The Village è un thriller psicologico a tinte horror che esplora la paura umana. La pellicola racconta di questa piccola comunità che vive in un pittoresco villaggio dove ognuno svolge la propria mansione. A chiunque è vietato addentrarsi nella foresta, si rischia di incappare nelle temibili creature dalla tonaca rossa. Ma non tutto è come sembra. 

Viene svelato, come accade anche in The Visit, che le creature sono i capi villaggio travestiti con lo scopo di tenere lontane le persone da ciò che vi è oltre il bosco. Le sorprese non sono finite! La pellicola sembra ambientata nel 1600, in realtà la vicenda si svolge proprio ai giorni nostri. I fondatori del villaggio, stanchi della crudeltà e delle violenze della società, hanno deciso di ricominciare da zero costruendosi un luogo “perfetto” dove poter vivere in pace, celando la verità alle generazioni successive.

Il sesto senso

Una scena tratta da Il sesto senso
Una scena tratta da Il sesto senso

Sul gradino più alto del podio troviamo l’opera più famosa del regista, Il sesto senso. La pellicola è una dei più grossi incassi al botteghino nella storia del cinema, divenuto in poco tempo un cult immortale fonte di ispirazione. M Night Shyamalan dirige Bruce Willis in un racconto pieno di mistero che affronta la tematica della morte. Lo psicologo Malcolm Crowe riceve come paziente un ragazzino di nome Cole, tormentato da qualcosa che lo terrorizza costantemente. Il giovane rivela al dottore di avere la capacità di vedere i morti. 

Probabilmente questo è l’unico finale della classifica a non aver bisogno di alcuna descrizione. Proprio come tutti sanno che Darth Vader è il padre di Luke Skywalker, così sanno che il dottor Crowe è uno dei morti visti da Cole. Quando il titolo uscì in sala, il momento della rivelazione fu sconvolgente per il pubblico. 

Da quel momento il regista ha dato vita al suo marchio di fabbrica, portando in scena l’elemento che da allora ha sempre contraddistinto le sue opere. Shyamalan sa come usare il plot twist e non sempre decide di renderlo del tutto inaspettato. Capita che alle volte preferisca far sì che la visione vada a braccetto con il pensiero dello spettatore, accompagnandolo con calma fino alle battute finali. 

E voi? Quali sono i vostri twist preferiti di M. Night Shyamalan? Ditecelo nei commenti!

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