Love Lies Bleeding, recensione: la bodybuilder dalla cometa A24

Pulp, sci-fi, thriller, horror, dal revenge movie al rape and revenge: Love Lies Bleeding diverte e intrattiene, ma è A24 che cita troppo se stessa. Come quella barzelletta che, alla decima volta che la ripeti, fa ridere più che altro per l’ironia della ripetizione.
Katy O'Brian e Kristen Stewart in una foto di scena del film Love Lies Bleeding

Love Lies Bleeding era forse il film di respiro più hollywoodiano, qui alla Berlinale 74. Vuoi i nomi di Ed Harris e Kristen Stewart, vuoi la partecipazione di A24, e per un film per giunta pienamente nel solco di A24, forse troppo, forse si sta un po’ copiando da sola. Un mix infinito di generi che sicuramente divertirà gli appassionati, di genere e di A24. Chi scrive lo è di entrambe le cose, quando insieme anche meglio.

Viene solo il dubbio che l’amata casa indie – che indie non è più da un bel pezzo, e ora avrà un’ulteriore sferzata in tutt’altra direzione – non stia cadendo nell’errore che fanno un po’ tutti, prima o poi: essere uguale a se stessa. Ma visto che A24 era un po’ sinonimo di “originalità” e “imprevedibilità”, diventare uguale a se stessa e citazionista nei confronti dei suoi primi anni, significa automaticamente tradire se stessa o la missione con cui era nata e per cui tanto ci piaceva. Insomma: può divertire, intrattenere, il che sa fare ancora piuttosto bene. Ma non vi aspettate certo, mascelle penzoloni permettendo, di trovarvi scioccati, o di fronte a una novità. Gli ingredienti sono sempre quelli, diverso giusto il mix che ne può risultare film dopo film.

Nevada ’80 tra ufologi, bifolchi e redneck

Anni ’80, forse Nevada, sicuramente il profondo deserto americano dei redneck e ufologi antigovernativi. Lou (Kristen Stewart) gestisce la palestra locale. Il cognato (Dave Franco) e il padre (Ed Harris) gestiscono invece il poligono locale, ma forse anche ben più oscuri affari: Lou odia il primo tanto quanto il secondo, che testa pelata e coda di cavallo inguardabile al seguito sembra la versione bianca del trafficante di armi Ordell (Samuel L. Jackson) in Jackie Brown.

A un certo punto nella palestra fa’ la sua comparsa proprio una Jackie (Katy O’Brien), una bodybuilder decisamente mascolina e senza null’altra meta che non siano i concorsi di culturismo per donne a Las Vegas. Lou se ne innamora, fra le due scatta una storia. Ma i segreti del padre, un’oscura foiba nel deserto e le botte del cognato di Lou nei confronti della sorella di Lou, uniranno le due in un patto di sangue e bugie e amore, impossibile da sciogliere.

Love Lies Bleeding, Horror Thriller Sci-Fi

Kristen Stewart nel poster del film Love Lies Bleeding

Love Lies Bleeding è quel tipico film che si configura a un tempo come totale mix di generi, dall’altro come continuo salto fra generi. Non si fa a tempo a prendere confidenza con un film, che già è diventato qualcos’altro. Romance, thriller, horror, revenge movie e rape and revenge, road movie e sci-fi, fra tutozzi Anni ’80 e comete che potrebbero essere UFO, su in quel cielo stellato. L’assurdo dell’America in cui può succedere di tutto e in cui i bifolchi ci apparirebbero più alieni degli alieni.

Love Lies Bleeding è un film dai toni pulp e dall’ironia splatter-grottesca che sparge fin dall’inizio una sensazione di inquietudine e soprannaturale. È una sensazione, e in questo A24 è maestra, ma questo sta anche diventando un problema, come ci siamo accorti sempre qui a Berlino con A Different Man. Dave Franco sembra la versione redneck del fratello fattone James quando fece Spring Breakers, proprio il film che lanciò A24. Nel mezzo, cadute dal cielo di un wannabe Carpenter di Starman, wannabe Bowie ne L’uomo che cadde sulla Terra.

Divertirsi col già visto, fra queer e A24

Katy O'Brian e Kristen Stewart nel trailer poster del film A24 Love Lies Bleeding

Lato “inedito” potrebbe essere quindi giusto il fatto che questo mix si offra come strumento di genere per parlare poi di cinema queer e tematiche LGTBQIA+. E quello sguardo maschile che alcuni potrebbero erroneamente percepire in certe scene, è presto messo al riparo dalla regia di Rose Glass e una sceneggiatura scritta a quattro mani con Weronika Tofilska, cui si aggiunge il contributo creativo di una voce ascoltata, nel cinema queer più pop, come quella di Kristen Stewart.

Però proprio Kristen Stewart, e proprio durante la conferenza stampa del film qui a Berlino, ha detto che l’epoca dei film “queer e basta” è finita, che non deve diventare un contorcersi su se stesse e darsi pacche sulle spalle e contentini, e che ora vuole fare qualcosa di nuovo. Ecco, il problema con Love Lies Bleeding è che non è chiaro in che misura Kristen Stewart ci si riferisca: se come quel “nuovo” che auspica, o proprio quell’ultimo divertissment cui partecipare prima di abbandonarlo e fare quel qualcosa di nuovo.

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