Loki 2×02, recensione: l’episodio dei nervi scoperti

Loki è la serie con protagonista Tom Hiddleston, nei panni del Dio dell’inganno, tratta dai fumetti e in streaming su Disney+. Dalla scorsa settimana è fuori con la seconda stagione, e noi abbiamo guardato questo venerdì (13 ottobre) l’episodio due. Scopri nella recensione i temi e le vicende, in attesa della prossima puntata!
Tom Hiddleston e Sofia Di Martino in una scena della serie Loki 2

Il tempo non esiste nella TVA, lì è impossibile saltare nel tempo… questo è quello che sapevamo su Loki e che il primo episodio della seconda stagione ci ha invece smentito pere sempre. È servito O.B., un nuovo personaggio, che ha scritto la guida sulla TVA e la conosce a memoria. Nonostante questo il terremoto alla Time Variance Authority sembra inarrestabile e il secondo episodio ne mette in evidenza il prezzo da pagare: le vite umane.

Un’interessante partita a scacchi

Rafael Casal in una scena della serie Loki 2

Il protagonista del secondo episodio di Loki 2, fin dal titolo (geniale: Breaking Brad) è Brad Wolfe. Ci catapulta, la puntata, nel mondo reale, fatto di persone normali (l’avevamo già capito dalla scena post-credit dell’episodio 1) e l’agente della TVA Hunter X-5 è soltanto un attore di successo. Secondo Loki è l’unico che conosce cos’è successo a Sylvie e viene costretto a parlare dal Dio dell’inganno e il suo compare Mobius.

Conosce le nostre tattiche ma questo la rende un’interessante partita a scacchi” – affermano, e questo secondo episodio di Loki sembra essere proprio un match fatto di mosse strategiche, arrocchi, scacchi al re e bluff. Fra un interrogatorio poliziesco e una commedia degli equivoci.

Loki: ho letto il tuo fascicolo

Il Dio dell’inganno di Tom Hiddleston, dopo la conversazione con Breaking Brad, sembra spedito direttamente al circolo dei cattivi del Ralph Spaccatutto Disney. Loki viene fatto a pezzi da X-5, definito il problema dei problemi, l’anti Re Mida: abbiamo avuto un problema “ogni volta che abbiamo trovato uno di te“. Sai fare bene solo il cattivo, questo gli dice – smontando tutta la premessa che regge questa seconda stagione della serie. Loki, infatti, dal primo episodio l’abbiamo capito, vuole trovare Sylvie e porre rimedio al malfunzionamento della TVA.

Gli inganni, i travestimenti, le varianti.. secondo Brad Wolfe non conta nulla. Loki non sarà mai un eroe, neanche raccontando a se stesso la più solida delle bugie. E noi, appassionati della serie, ci sentiamo solo di rispondere come Mobius: “Brad è soprattutto un coglione

Perchè sembra proprio che, nonostante le bugie e le confusioni, Loki fra presente passato e futuro ci si sa proprio giostrare. E ci fa sperare di essere davvero in grado di cambiare qualcosa.

“Sono tutte vite”

Sophia Di Martino in una scena della serie Loki 2

Il vero focus dell’episodio – ma forse più in generale della stagione – sono le vite. Non solo quelle esistenti che conosciamo, ma anche quelle potenziali. Loki gira intorno all’ “avresti potuto” e fa nascere nei personaggi la curiosità di conoscere come sarebbe la loro vita in un’altra linea temporale. Senza TVA, senza varianti. Vite e basta, nel tempo che scorre e non dove il tempo si congela.

Sembra un po’ Severance, quella serie tv sulla scissione, in cui i dipendenti di un’azienda vivono con una coscienza di sé a lavoro che è indipendente da quella al di fuori. Non sanno nulla del “sè esterno”, e quello fuori dall’azienda non ha alcun ricordo né coscienza di ciò che gli accade a lavoro. Ecco, Mobius soprattutto, in Loki viene posto davanti a questo bivio: non sai nemmeno qual è il tuo vero nome. Devi svegliarti! (Se non dormi non ti puoi svegliare, gli risponderebbe Wes Anderson!)

Cosa accadrà nel prossimo episodio di Loki? Si farà ancora più esistenzialistica la serie e continuerà ad approfondire così tanto i personaggi? Noi speriamo di sì.

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