Lion – La strada verso casa, recensione: l’Odissea di Dev Patel

Oggi, venerdì 22 dicembre, il film drammatico del 2016 Lion – La strada verso casa, che è stato diretto da Garth Davis, approda sulla piattaforma streaming a pagamento di Infinity+. Un film delicato ma, allo stesso tempo, crudo, che vi emozionerà. Questa è la nostra recensione.
Dev Patel e Sunny Pawar nel poster del film Lion - La strada verso casa

Oggi, venerdì, 22 dicembre, la piattaforma streaming a pagamento di Infinity+ è pronta ad ospitare il film drammatico del 2016, intitolato Lion – La strada verso casa. Diretto da Garth Davis, il lungometraggio è tratto dal romanzo La lunga strada per tornare a casa, tratto da una storia vera, che è stato scritto direttamente dal reale protagonista della vicenda, Saroo Brierly. Il prodotto è stato presentato al Toronto International Film Festival in anteprima mondiale, aggiudicandosi la medaglia d’argento al Premio del Pubblico. Il titolo tratta una storia cruda, ma raccontata con delicatezza. Un film di sopravvivenza e sulla nostalgia di casa.

Lion – La strada verso casa, la trama

Immaginate di avere solo cinque anni, provenire da una realtà molto povera e, un giorno, per l’errore dato dall’ingenuità infantile, ritrovarsi a 1600 chilometri da casa. Che cosa fareste? Tratto da una storia vera, il piccolo – e poi cresciuto – Saroo. L’eroico protagonista del film è nato Khandwa, nella parte centrale dell’India. Insieme a suo fratello, il piccolo di casa aiuta la famiglia come può. Per avere cinque anni, è già grande. Ha gli occhi svegli. Una notte, insieme a suo fratello Guddu, si dirige in una stazione locale per lavorare ma, ritrovatosi solo dopo una nottata passata su una panchina – senza più alcuna traccia del fratello – prende il primo treno, senza sapere che lo porterà.

Ben presto, capisce di non trovarsi sulla strada di casa. Ora è a Calcutta, nella capitale del Bengala occidentale, ed è costretto a sopravvivere per strada, senza nemmeno conoscere la lingua locale. Tra malavita e sporcizia, Saroo viene portato in un orfanotrofio, che presto lo metterà in contatto con una famiglia affidataria australiana, dove potrà finalmente vivere in maniera dignitosa. Se non fosse per i suoi sensi di colpa nei confronti della famiglia che ha lasciato. Tormentato dall’idea che qualcuno lo stia ancora cercando, il ragazzo, ormai trentenne, decide di impegnarsi a ritrovare la via che lo conduca a casa.

Un film speculare

Dev Patel e Priyanka Bose in una scena del film Lion - La strada verso casa

Il racconto del titolo in questione trova la sua forza su diverse componenti. Una su tutte è l’alternanza di immagini suggestive del territorio indiano, così vario e degradato – e capaci di raccontare verosimilmente la povertà dello stato asiatico – accompagnate, e allo stesso modo valorizzate, da una ipnotica colonna sonora che è capace a indirizzare le forti emozioni della trama verso coloro che guardano il film. Tra i suoi punti di maggiore forza, c’è la specularità della narrazione, che è divisa – anche a livello di durata – in due parti uguali ma opposte. Tuttavia, questo potrebbe anche essere la sua criticità principale.

Infatti, se nella prima metà del lungometraggio di Garth Davisregista del film Maria Maddalena sempre con Rooney Mara – il piccolo Saroo va avanti nella sua vita, in una lotta per la sopravvivenza, in quello che può essere considerato un vero e proprio viaggio dell’eroe, nella seconda, lo stesso protagonista con circa venticinque anni in più, torna indietro suoi passi, in una clamorosa retromarcia per raggiungere il suo villaggio natale. Se da un lato, questa operazione appare convincente, dall’altro il salto temporale è forse eccessivo e avviene in maniera estremamente netta. Come, probabilmente, risultano eccessivi gli elementi onirici e gli svariati simbolismi che contornano il racconto.

Un leone indiano

Sunny Pawar in una scena del film Lion - La strada verso casa

La storia di Saroo Brierly, interpretato prima da Sunny Pawar e poi da Dev Patel (con due buone prove attoriali), ha colpito i cuori, riscontrando un buon successo, sia da parte del pubblico, che della critica, dimostrato anche dalla candidatura a sette statuette agli Oscar 2017, seppur sia rimasto a secco. Ma chi è Saroo? E perché il titolo fa riferimento ad un leone? Beh, il film lo spiega. La madre di Saroo ce lo spiega. Il nome del protagonista, pronunciato correttamente, è Sheru, che nella lingua indi significa proprio leone. Un nome che si presta, vista la sua vita.

Se avete voglia di un film toccante e diverso per Natale, allora Lion – La strada verso casa è quello che fa al caso vostro. Una storia di cuore e di grande umanità, ma non nel senso usuale del termine, che si aggiunge al catalogo di Infinity insieme ad altri titoli.

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