Lift, recensione: non va a buon fine il colpo grosso di Netflix

È arrivato ieri su Netflix Lift, il nuovo heist movie prodotto da Netflix e diretto da F. Gary Gray. Con protagonisti Kevin Hart e Úrsula Corberó, e la partecipazione straordinaria di Jean Reno, il film racconta un colpo ad alta quota del valore di più di cinquecento milioni di dollari.
Kevin Hart in una scena del film Lift

Ieri 12 gennaio è arrivato sulla piattaforma streaming Lift: il nuovo heist movie prodotto da Netflix. L’obiettivo del regista F. Gary Gray è fondere l’azione alla commedia, per dare nuova vita a un genere che spesso sembra aver già detto tutto. Ma un cast dalle buone premesse e location mozzafiato basteranno a convincere lo spettatore? 

F. Gary Gray è un nome noto nell’ambito: regista del remake di The Italian Job del 2003, cita se stesso all’inizio di questo nuovo film, nel famoso inseguimento tra motoscafi a Venezia. Negli ultimi anni ha portato sul grande schermo Fast and Furious 8 e lo spin off Man in Black: International. In questi primi giorni del 2024 è approdato sulla piattaforma, in compagnia del protagonista Kevin Hart. Se avete visto il film e volete saperne di più sul sorprendente finale qui trovate il nostro articolo.

Lift: Una rapina ad alta quota

Siamo a Venezia dove Cyrus Whitaker, un ladro professionista è pronto a mettere a segno un colpo, che riguarda le nuove frontiere dell’arte. Il piano consiste nel rapire un’artista di NFT, le opere d’arte digitali. Accompagnato dalla sua banda (Camila, Magnus, Lucas e Oliver), Whitaker pensa di essersi preso gioco dell’Interpol, sulle sue tracce da un po’ di tempo. Ma si sbaglia. 

L’agente Abby Gladwell, che lo conosce fin troppo bene, lo sta monitorando con attenzione, e ha presto scoperto la truffa. Whitaker deve scegliere: o finire in prigione insieme a tutto il suo gruppo o aiutare l’Interpol a evitare un attentato terroristico, ottenendo così l’immunità giuridica. 

L’accordo consiste nel sottrarre cinquecento milioni di dollari in lingotti d’oro a uno spietato criminale, Lars Jorgensen. Il carico contenente la cassa con i lingotti si trova su un volo con più di duecento passeggeri tra Londra e Zurigo, e riuscire a impadronirsene potrebbe evitare un attentato terroristico. Ma il colpo si terrà a dodicimila metri di altezza e si rivelerà molto più difficile del previsto.

La giusta banda

Capo del gruppo è Cyrus interpetrato da Kevin Hart. Attore e comico Hart è conosciuto per film come Jumanji – Benvenuti nella giungla, Una spia e mezzo, Poliziotto in prova. Dopo molti ruoli come co-protagonista, questa è la sua prima volta da personaggio principale. Ma non è solo in questa impresa. Ad accompagnarlo c’è un’esperta del crimine: Úrsula Corberó, la famosissima Tokyo de La casa di carta, che qui è un’abile pilota. Altro membro della banda è lo scassinatore Magnus, interpretato da Billy Magnussen, noto per Into the Woods No Time to Die. 

L’agente Abby Gladwell è l’attrice Gugu Mbatha-Raw, famosa per essere Ravonna, nella serie Disney+ Loki. Partecipazione straordinaria quella dell’attore Jean Reno, che qui è un cattivo da manuale. L’attore di Léon, Ronin, I fiumi di porpora, dà il suo contributo alla pellicola con una recitazione convincente come al solito, ma poco aiutata dalla sceneggiatura di Daniel Kunka. 

Un heist movie tra i tanti

I protagonisti di Lift in una scena del film

Lift rientra a buon diritto negli heist o caper movie, chiamati in italiano “film del colpo grosso”. Il sottogenere del giallo che racconta storie di importanti rapine, a opera di piccole o grandi organizzazioni criminali. Il genere ha avuto il suo periodo d’oro tra gli anni Cinquanta e Sessanta, e negli ultimi anni è tornato alla ribalta spesso unito alla commedia. 

Questo genere di film è solitamente strutturato in tre parti: il momento dei preparativi, con ogni membro della banda specializzato in un determinato aspetto (l’esperto di motori, di informatica, di armi e molto altro); il colpo effettivo, che di solito ha successo, nonostante tutti gli imprevisti messi in campo per creare suspense; e la conclusione con la divisione del bottino. 

Lift porta con sé tutte queste caratteristiche in modo molto didascalico, senza particolari ispirazioni innovative. L’unico aspetto con maggiore potenzialità riguarda il tema degli NFT, riflettendo sulle nuove frontiere del mondo dell’arte. Purtroppo questo argomento viene relegato alla parte iniziale del film e sempre più trascurato nel corso della storia. 

Lift si presenta come un film godibile per una domenica pomeriggio, anche grazie ai paesaggi mozzafiato. Il film, infatti, è girato tra Venezia, Londra, l’innevata Svizzera e la verdissima Irlanda. Fateci sapere cosa ne pensate, e scoprite qui le altre interessanti uscite del mese di gennaio su Netflix. 

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