Le otto montagne: significato e spiegazione finale del film

La storia di Bruno e Pietro, interpretati - da grandi - dal duo ancora più affiatato di Alessandro Borghi e Luca Marinelli, ha scaldato i cuori di moltissimi spettatori. Eppure l’ambientazione è la fredda e gelida montagna, anche spietata, uscita dalla penna di Paolo Cognetti. Il film è arrivato su Netflix, ed ecco spiegato il finale!
Luca Marinelli e Alessandro Borghi in una scena del film Le otto montagne

Da qualche giorno Netflix ha inserito nel suo catalogo un gioiellino di film, che vede coinvolto anche il nostro Paese. Si tratta di Le otto montagne, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, tratto dal libro dello scrittore italiano Paolo Cognetti e interpretato dal duo che sforna successi dai tempi di Non sono cattivo: Luca Marinelli e Alessandro Borghi. Oltre al premio della giuria a Cannes, il film ha conquistato 4 David di Donatello, tra cui il Miglior film. Se l’avete già visto, leggete l’articolo perché proviamo a spiegarvi il finale.

Di cosa parla Le otto montagne

Quella di Le otto montagne (qui la nostra recensione da Cannes) è una storia di amicizia. Poi di un legame padre-figlio. Dell’amore per la montagna. Anche se già sembra tanta carne al fuoco, c’è ancora molto altro. È ambientato a Graines, in Val d’Ayas, dove si incontrano il montanaro Bruno e il torinese Pietro – due bambini. Dopo un’infanzia trascorsa quasi in simbiosi, tra pomeriggi in compagnia e scalate ad alta quota, il padre di Pietro decide che devono tornare a Torino. Bruno non vuole staccarsi dalla montagna, e i due non si vedranno per molti anni.

Quando, dopo quindici anni, Pietro viene a sapere della morte del padre, torna alla casa di montagna e da lì Bruno lo accompagnerà al rudere di una baita in alta quota. Si tratta dell’eredità che gli ha lasciato suo padre: aveva dato a Bruno il compito di svelarlo a Pietro, perché suo padre e il suo amico d’infanzia si erano frequentati in tutti quegli anni. Così, i due bambini cresciuti iniziano a lavorare alla baita per ristrutturarla e renderla utilizzabile.

Mentre Bruno costruisce una famiglia con Laura, Pietro decide di intraprendere un viaggio in Nepal e – in visita a Bruno – gli racconta la leggenda delle otto montagne separate da otto mari con al centro il Monte Meru.

Spiegazione e significato del finale de Le otto montagne

Dal Nepal Pietro riceve una telefonata da Bruno: l’alpeggio è stato pignorato, Laura l’ha lasciato e si è portata via Anita – la loro bambina. Pietro non ci pensa due volte, raggiunge l’amico nella baita in alta quota e lo trova a vivere un’esistenza veramente al limite della sopravvivenza, fatta di essenzialità e tristezza. I due, però, discutono, Pietro si reca da Laura per cercare di capire la situazione e la donna gli dice di essersi sentita sempre meno amata della montagna. Bruno viveva e vive per la montagna.

Le condizioni meteo peggiorano, il freddo si fa sempre più rigido. Pietro compie un ultimo tentativo per cercare di convincere l’amico a scendere da lassù. Bruno non vuole, la sua montagna non gli farà mai del male e si ostina a rimanere in quello stato semi-animalesco.

Sarà una nevicata più forte delle altre ad essere decisiva per Bruno. I soccorritori raggiungono la baita, completamente ricoperta dalla neve, resa invisibile. Calandosi all’interno non trovano alcun corpo ma le ricerche non durano a lungo: Bruno viene dato per morto.

Dopo lo scioglimento delle nevi vediamo una scena con protagonisti alcuni corvi. Il frammento rimanda ad una pratica che Pietro aveva raccontato a cena ai suoi amici e che aveva scoperto in Nepal. La chiamano sepoltura celeste, il rito consiste nello scuoiamento di cadavere perché diventi cibo per gli avvoltoi. È a quest’immagine che il finale del film riconduce, in modo simbolico ed evocativo, la morte di Bruno.

Intanto Pietro tornerà in Nepal, dicendo che “ci sono montagne sulle quali non si può tornare“. Affermerà di poter continuare soltanto a passare da una delle otto montagne all’altra, senza potersi assolutamente avvicinare a quella al centro – il Monte Meru. Parlandone a cena, quella volta, Bruno aveva detto – infatti – che il suo posto era quella montagna al centro, da cui non si sarebbe mai spostato. Mentre Pietro, per essere un sapiente, sosteneva che fosse il suo desiderio spostarsi da una montagna all’altra. Lì ora, in quella montagna al centro, c’è soltanto il suo amico che ha preso per sempre, e per questo la sorte di Pietro non potrà essere che quella delle otto montagne.

Voi avete già visto questo gioiellino? Le otto montagne vi aspetta su Netflix, insieme a tutto il catalogo del mese di giugno!

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