Ecco come nel Lazio saranno riaperti i set cinematografici

Da oggi, in concomitanza con l’inizio della “fase 2”, nel Lazio si può tornare a lavorare nei set cinematografici.
Chiaramente non inizieranno riprese di nuovi film da un giorno all’altro, ma già il fatto che si possa tornare a programmare le produzioni e avere la possibilità di farle partire o ripartire qualora esse siano state interrotte a causa del lockdown è un enorme passo avanti.

Per garantire la massima sicurezza la regione Lazio ha messo in atto una serie di protocolli da adottare per ogni casa di produzione che abbia intenzione di riavviare o di avviare nuove riprese.
Per tornare sui set sarà necessario seguire le seguenti norme e rispettare queste condizioni:

  • Formazione del personale con dispositivi di protezione (mascherine) e regole igenico-santiarie. Gli attori coinvolti nelle riprese dovranno utilizzare le mascherine quando non saranno in scena.
  • Misurare la temperatura in entrata e in uscita a chiunque faccia parte del set.
  • Tamponi periodici a chiunque sia coinvolto nella produzione.
  • Presenza di un medico competente aziendale.
  • Presenza di soluzioni idroalcoliche per l’igiene.
  • Distanziamento di almeno un metro per ogni operatore e per ogni persona coinvolta nella produzione quando non presente sulla scena.

La presidente dell’Anica, Francesca Cima, ha rilasciato in merito le seguenti dichiarazioni all’ANSA:

“[…]Fondamentale sarà il supporto finanziario necessario per poter ripartire, sia a copertura dei maggiori costi derivanti dallo stesso protocollo di sicurezza e dall’inevitabile allungamento dei tempi di lavorazione, sia attraverso forme di garanzia che scongiurino il default delle imprese nel caso estremo in cui ci fossero nuove interruzioni dovute al contagio. Gli investimenti nelle nuove opere dovranno avere certezza di sostegno, ma su questo il Ministero, sin dall’inizio dell’emergenza, ci è stato a fianco e ha garantito l’introduzione di risorse straordinarie per dare a questo settore produttivo – che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori oggi fermi, (sostenuti, nell’emergenza, dagli ammortizzatori sociali messi in campo dal governo, ai quali tuttavia non tutti hanno accesso proprio per la atipicità di molte posizioni del nostro settore), la sicurezza per riprendere a lavorare”.

Nella speranza che presto si possa tornare per davvero a lavorare sui set e a potersi godere i film in una sala cinematografica, non possiamo che augurarci che il settore della settima arte possa uscire dalla profonda crisi dovuta al coronavirus nel miglior modo possibile.

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