Las Muertas: la storia vera che ha ispirato la serie Netflix

Dietro la serie Las Muertas si nasconde una storia vera tanto agghiacciante quanto incredibile. Un caso oscuro fatto di segreti, inganni e violenza. Vuoi sapere cosa è successo davvero? Scorri qui sotto e preparati a scoprire l'orrore dietro la facciata.
Una scena della miniserie Las Muertas

È inutile negarlo: il true crime è uno dei generi più popolari in assoluto, ma spesso guarda solo agli Stati Uniti e ai loro serial killer più celebri. Con Las Muertas, invece, Netflix sposta il baricentro verso sud, in un Messico oscuro e inquietante. La serie ci porta in un contesto meno raccontato, dove la violenza prende forme diverse e i volti del male sono ancora più disturbanti proprio perché sconosciuti. Al centro della trama ci sono due sorelle e una scia di sangue che ha segnato un’epoca. Ma prima di svelarvi la storia vera, vediamo di cosa parla la serie.

Trama Las Muertas: di cosa parla

Prima di portarci la terza stagione di Monster (di cui qui potete trovare tutti i dettagli), Netflix ci trascina in Messico con Las Muertas, una serie crime che sconvolge e intriga. La storia segue sorelle González Valenzuela che gestiscono un bordello negli anni ’50. Dietro l’apparenza di normalità, però, nascondono un’attività fatta di sfruttamento, inganno e omicidi. Le due attirano giovani donne promettendo lavoro, le intrappolano e le usano per i loro scopi. Intorno a loro, la corruzione e l’omertà alimentano il silenzio. Episodio dopo episodio, la serie scava nell’orrore, mettendo a nudo una realtà terrificante che il tempo aveva provato a cancellare.

La vera storia dietro a Las Muertas

Tra gli anni ’50 e il 1964, le sorelle González Valenzuela (Delfina, María de Jesús, María Luisa e María del Carmen) gestirono uno dei più spietati imperi criminali del Messico. Note come Las Poquianchis, operarono tra Jalisco, Guanajuato e Querétaro, dietro la facciata di bordelli rurali. In realtà, erano centri di sfruttamento, abuso, tortura e morte.

Reclutavano adolescenti provenienti da zone povere con false promesse di lavoro. Una volta arrivate, le ragazze venivano segregate, picchiate, violentate e costrette alla prostituzione. Chi si ribellava, si ammalava o semplicemente “non serviva più”, veniva uccisa. Le proprietà delle sorelle fungevano anche da fosse comuni. Aborti clandestini erano all’ordine del giorno; i neonati venivano fatti sparire.

Nel 1964, la polizia scoprì i resti di almeno 91 cadaveri nel Rancho El Ángel. Alcune stime parlano di oltre 150 vittime, ma il numero reale resta ignoto. Il processo rivelò anche la rete di corruzione che aveva permesso al sistema di funzionare: autorità locali, poliziotti, funzionari che chiusero occhi e bocche. Delfina e María de Jesús furono condannate a 40 anni. María Luisa a 27. María del Carmen era morta prima di poter essere arrestata.

Voi cosa ne pensate dell’atroce storia dietro Las Muertas? Se vi ha intrigato al punto di voler vedere la serie, la trovate su Netflix insieme alle novità di settembre in piattaforma.

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