Lansky, la storia vera che ha ispirato il film con Harvey Keitel

Con Harvey Keitel nel ruolo del protagonista, Lansky racconta la vera storia del criminale statunitense e di origine russa, Meyer Lansky, comparso (col suo nome o con pseudonimi) come personaggio in parecchi film. Volete scoprire se la sua storia sia reale? Ecco, siamo qui apposta.
Harvey Keitel è Meyer Lansky in una scena del film

In onda questa sera, giovedì 8 febbraio 2024, su Rai 3 (alle ore 21:20), Lansky racconta nella sua interezza la vita criminale e personale del criminale statunitense Meyer Lansky, di origine bielorussa ma diventato potentissimo negli Stati Uniti d’America. Diretto da Eytan Rockaway (che ha anche scritto la sceneggiatura), il film vede Harvey Keitel e John Magaro impegnati nel ritratto di uno dei boss più pericolosi del Novecento statunitense, tanto da essere più volte entrato nell’immaginario comune grazie al cinema. Sia in modo esplicito (come in Bugsy, di Barry Levinson, dove è interpretato da Warren Beatty) sia in maniera implicita (come ne Il padrino – Parte II, dove pare che il personaggio di Hyman Roth, interpretato da Lee Strasberg, sia su di lui modellato).

In effetti, la figura di Meyer Lansky è certamente molto “cinematografica”. Nato in Bielorussia (all’epoca sotto il controllo russo), Lansky (interpretato nel film da un sempre ottimo Keitel: qui alcuni dei suoi ruoli migliori) migrò a solo nove anni negli Stati Uniti a causa delle numerose rappresaglie cui era sottoposta la sua famiglia, ebrea di origine polacca. Fin da bambino in contatto con futuri “pezzi grossi” della malavita statunitense (con Lucky Luciano divenne amico a scuola), per poi via via diventare una figura sempre più importante all’interno della criminalità organizzata, perlopiù in combutta con criminali di origine ebraica, con cui formò il cosiddetto “Sindacato ebraico”, una vera e propria cosca mafiosa.

Nel corso della seconda parte della sua “carriera”, si dedicò principalmente alla collaborazione con il “socio” Busgy Siegel e al tentativo di espansione in Nevada, con lo scopo di allargare i proprio affari anche alla ricca Las Vegas, centro mondiale del gioco d’azzardo. Fallito il tentativo (che sancì la caduta in disgrazia e la morte di Siegel) e ormai trasferita la sua sede a Miami (una delle sedi di Il padrino – Parte II, dove compare una versione romanzata del criminale, è appunto la città della Florida), Lansky “diede una mano” alla marina statunitense durante il secondo conflitto mondiale e passò il resto della sua vita tra varie attività illecite (droga, prostituzione e traffico hotel), per poi morire proprio nella capitale della Florida, a 80 anni.

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