L’angelo del male – Brightburn è un film horror? La trama

L'angelo del male - Brightburn torna in tv per porre sotto gli occhi di tutti l'etica dei superpoteri e le azioni che da essi possono derivare. Può un film ispirato alla storia di uno dei più grandi supereroi dei nostri tempi rivelarsi un horror vero e proprio?

Può una storia come L’angelo del male – Brightburn, basata sulla sovversione della figura di uno dei più grandi supereroi dei nostri tempi, essere un vero e proprio film horror? Stasera, 31 Ottobre 2023, sarà visibile su Rai Movie dalle 21.10 e sarebbe meglio sciogliere questo cruccio prima di apprestarsi alla visione.

James Gunn, affiancato da Kenneth Huang, affida la regia a David Yarovesky, un esperto del genere horror ed un fanatico della paura. La storia parte proprio da un’idea dello stesso regista, che appassionandosi da bambino alle narrazioni di supereroi, fantasticava su quali poteri avrebbe preferito avere, non escludendone anche i risvolti terrificanti.

L’incipit del racconto è un esplicito richiamo a Superman: una navicella spaziale si schianta con a bordo un bambino sulla Terra, più precisamente a Brightburn, in Kansas, dove Tori e Kyle Breyer, desiderosi di avere un figlio, lo adottano chiamandolo Brendon. I genitori tengono all’oscuro Brendon delle sue origini, che crescendo comprende di avere poteri soprannaturali sfruttabili a suo piacimento. La trama subirà da qui un intenso intreccio di sospetti e disastri che vedranno Brendon al centro di tutto.

L’idea che è alla base di L’angelo del male – Brightburn, vuole dissestare il cammino eroico classico, per indagare nuove possibilità tematiche: e se i super poteri non fossero usati in nome del bene? Un contenuto che non appare del tutto nuovo sul panorama filmico e seriale, se pensiamo che una serie ha stracciato qualunque record spolpando proprio la stessa tematica. Tuttavia, nel film di Yarovesky c’è qualcosa in più di un semplice dubbio sull’etica dei supereroi: c’è una vera e propria ricollocazione di questi nel genere horror.

Gunn non ha voluto solo miscelare due macrogeneri cult del ventunesimo secolo alla tradizione fumettistica, ha soprattutto posto sotto gli occhi di tutti il potere della scelta: “bisogna ammettere che c’è qualcosa di terribile nell’idea di un alieno con enormi poteri in arrivo sulla terra. Volare potrebbe apparire spettrale. Gli occhi laser possono essere demoniaci. La super forza può essere spaventosa. Molte delle super abilità possono diventare fonte di orrore.” 

L’angelo del male – Brightburn non è da consigliare, quindi, ad un pubblico troppo piccolo, tanto da essere vietato a minori di 14 anni. Apre, però, gli occhi alle responsabilità intrinseche che derivano da grandi poteri. Brendon come fine ultimo desidera distruggere il genere umano. E noi, lo avremo distrutto con la nostra recensione?

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