L’aereo più pazzo del mondo, recensione: storie di pazzesca comicità

L'aereo più pazzo del mondo esce nel 1980 e sarà destinato a diventare una leggenda amata da generazione in generazione. E' da oggi disponibile in streaming e noi vi lasciamo una recensione/analisi di un film che ha fatto la storia.
Otto il pilota, Leslie Nielsen e Robert Hays nel film L'aereo più pazzo del mondo

Ad oggi i film che in assoluto sovrastano qualsiasi altra produzione, in termini di visibilità mediatica e, tendenzialmente, di incassi, sono i cinecomics. I supereroi sono ovunque, da anni, infrangendo record e lasciando un impatto culturale indelebile. Sembra quasi che alcuni di questi titoli siano la parodia di loro stessi. Ora facciamo un salto temporale di 40/50 anni nel passato. Uno dei generi che andava per la maggiore, con tanto di sequel e reboot, era il film ambientato su un aereo. Su questa falsariga L’aereo più pazzo del mondo si distingue per irriverenza e comicità.

Siamo in un periodo in cui i film, o quantomeno i blockbusters, seguivano una narrazione differente da quella odierna più libera da dogmi e stereotipi di generi cinematografici. Soprattutto per le produzioni americane, in cui il patriottismo non manca mai, il protagonista doveva essere una sorta di eroe a cui fare riferimento. E ogni contesto era valido per tirare fuori un eroe di tutti i giorni. Allora perché non in volo su un aereo di linea? Sono queste le premesse sulla base delle quali sono nati classici come Ora Zero del 1957 e tutta la saga degli Airport.

Immaginate un trio di giovani teatranti comici che vede questi film e pensa di poterci fare una parodia demenziale e, in qualche modo, unica. Un discorso simile oggi, con i cine comics, non funzionerebbe con la stessa efficacia, ma vedremo meglio questo punto più avanti. Il trio Z.A.Z., ovvero Zucker-Abrahams-Zucker, immagina di prendere un genere che si prende tremendamente sul serio, al botteghino fa sempre la sua figura e che nasconde un potenziale comico tutto da esplorare. I tre, che assieme ad altri formavano il Kentucky Fried Theatre, si mettono al lavoro.

L’aereo più pazzo del mondo: pioniere di un genere

La comicità di questo gruppo comico è l’erede della slapstick comedy, ovvero quel genere di comicità molto fisica e a tratti grottesca. Per intenderci è come viene definita la comicità dei vecchi Buster Keaton e Stanlio e Olio. Essendo teatranti e, soprattutto, essendo negli anni tra i ‘70 e gli ‘80 questo collettivo poteva fare praticamente qualsiasi cosa gli venisse in mente durante i loro spettacoli. Poi l’illuminazione di passare al grande schermo con un film parodia, ispirandosi a quanto avevano fatto pochi anni prima i Monty Phyton, geni e icone della comicità parodica.

In particolare comprano, per 2500 dollari, i diritti del film Ora Zero e lo rifanno. L’aereo più pazzo del mondo è, di fatto, un remake. La trama è la stessa, come lo è il nome del protagonista. Ma l’intuizione geniale del trio fu quella di unire i toni seri e drammatici del tipo di film che avevano tra le mani e unirci le vicende più assurde che gli venissero in mente. Il tutto accolto dai personaggi del film nella più totale normalità. Il cast è infatti composto da attori conosciuti fino a quel momento per ruoli drammatici. 

Lo stoicismo con cui il dottor Rumack, interpretato da un gigantesco Leslie Nielsen, reagisce alle follie che gli succedono crea la scintilla comica da cui nasce una risata che ha attraversato generazioni. Il film è un cult. Gli sketch proposti vengono ricordati ancora oggi, alcune delle battute sono tra le più memorabili della storia del cinema comico. I registi hanno montato un film dai toni drammatici, esagerando gli stereotipi, condendolo con l’assurdo e l’imprevedibile.

Le scelte di regia

Robert Hays nella famosa scena del film L'aereo più pazzo del mondo

Seguiamo le vicende di Ted Striker, un tassista che soffre di stress post traumatico. E’ appena stato lasciato da Elaine, una hostess di linea. Nonostante la sua paura per gli aerei, causa i traumi da pilota in guerra, Ted decide di seguirla per riconquistarla sul volo su cui lavora. In volo i passeggeri iniziano a sentirsi male. Anche i piloti non sono più in grado di seguire il volo. La causa è del pesce offerto a cena. Serve qualcuno che sappia volare e che non abbia mangiato pesce. Ted ha la possibilità di affrontare i suoi traumi e riconquistare l’amata. 

La premessa è potenzialmente tragica. E infatti gli ZAZ hanno scelto esclusivamente attori non comici, come il già citato Nielsen, Lloyd Bridges, Peter Graves e Robert Stack. L’idea era di far interpretare loro il ruolo come se fossero in un film drammatico, accentuando le caratteristiche stereotipiche. Questa dinamica tra drammatico e comico crea il potenziale per battute di fatto semplici, anche sceme se vogliamo, ma inserite perfettamente nel contesto.

Il pilota automatico è un pupazzo gonfiabile di nome Otto che in qualche modo interagisce con il mondo esterno. Il co-pilota è interpretato dalla stella NBA Kareem Abdul-Jabbar che, ad un certo punto del film, si scopre essere veramente lui camuffato da pilota. Il direttore della fotografia è il premio Oscar Joseph Biroc e le musiche sono a cura di Elmer Bernstein, curatore di alcune delle colonne sonore migliori di sempre (qui ne trovate una lista). Tutto il film è un esilarante teatro dell’assurdo gestito da nomi importantissimi nella storia del cinema, soprattutto all’epoca. 

L’aereo più pazzo del mondo intende ironizzare là dove ancora non si era ironizzato. Ha contribuito ad aprire le porte ad un nuovo tipo di comicità, ha colto un’occasione potenzialmente rischiosa ricavandone il migliore dei risultati. I tre registi e autori, attraverso la loro comicità, hanno iniziato ad abituare il pubblico all’abbattimento degli stereotipi filmici. Un discorso simile oggi, con i cinecomics, non avrebbe lo stesso effetto. I film sui supereroi, per tornare al discorso iniziale, sono a loro volta figli di un certo tipo di comicità. 

L’ironia non manca mai in questi titoli. Fare un film parodia sui blockbusters di oggi probabilmente non funzionerebbe come ha funzionato all’epoca. I film oggi tendenzialmente si prendono meno sul serio rispetto a una volta. Ed è proprio quel prendersi sul serio che il trio Z.A.Z. prendeva in giro. L’aereo più pazzo del mondo è una visione dalle risate assicurate, una pietra miliare del cinema ed è da oggi disponibile su Infinity+.

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