La verità negata, la storia vera dietro al film con Rachel Weisz

Stasera, 25 gennaio 2024, va in onda in tv La verità negata, film del 2016 con Rachel Weisz che racconta di un processo legale incentrato sul tema del negazionismo dell’Olocausto. E voi sapevate che fosse ispirato a una storia vera? Ve la raccontiamo noi!
Rachel Weisz in una scena del film La verità negata

Questa sera, 25 gennaio 2024, va in onda su Tv2000 alle 20:55 La verità negata, film del 2016 con protagonista Rachel Weisz e sceneggiato da David Hare (The Hours). Fulcro della pellicola è un processo sul negazionismo dell’Olocausto intentato dallo storico britannico David Irving nei confronti della storica americana Deborah Lipstadt. Ma voi sapevate che si trattasse di una storia vera? Se la risposta è no, ve la chiariamo noi!

La pellicola si basa sul cosiddetto caso Irving v Penguin Books Ltd, abbreviazione di David Irving v Penguin Books and Deborah Lipstadt, svoltosi dal 1996 fino al 2000. Riassumendo diversi anni di procedimenti legali, ciò che è necessario sapere è che, nel 1993, la Professoressa Deborah Lipstadt pubblicò il libro Denying the Holocaust: the Growing Assault on Truth and Memory. L’opera, incentrata sulla condanna del negazionismo dell’Olocausto, menzionava tra i più eminenti sostenitori di negazionismo lo storico britannico David Irving. Nel testo, la Lipstadt accusava Irving di piegare le testimonianze storiche alle sue visioni ideologiche.

Nel 1996, Irving accusò per diffamazione sia la Lipstadt, sia la Penguin Books, casa che aveva pubblicato l’edizione britannica del libro. Iriving si rivolse alla corte britannica, così che l’onere della prova ricadesse sull’accusata e non sull’accusa, al contrario di ciò che accade nelle corti americane. La Lipstadt e la Penguin Books dovettero provare che Irving era un’apologista di Hitler, che era uno dei più pericolosi esponenti del negazionismo dell’Olocausto, che avesse manipolato statistiche e documenti storici per supportare le sue visioni ideologiche, che fosse alleato con gruppi estremisti e antisemiti, che avesse illegalmente trasportato all’estero delle microfiche dei diari di Goebbels e che fosse screditato come storico. Per dimostrare ciò, la difesa assunse, insieme a un team di avvocati, il rinomato storico Richard J. Evans.

Il processo si concluse l’11 aprile del 2000, con la presentazione di un giudizio scritto di ben 349 pagine, a favore della difesa. Citando direttamente il testo, fu dichiarato che: “nessuno storico obiettivo e imparziale avrebbe seri motivi per dubitare che esistessero camere a gas ad Auschwitz e che fossero utilizzate su scala sostanziale per uccidere centinaia di migliaia di ebrei”. La difesa riuscì a provare quasi tutti i suoi punti, nonché a dimostrare che Irving aveva talvolta utilizzato consapevolmente dei documenti falsificati come prove a supporto delle sue teorie. Ovviamente, dopo il processo, tutti i lavori di Irving furono attentamente riesaminati e l’uomo fu costretto alla bancarotta dai costi della causa (tra l’uno e i due milioni di sterline).

Va menzionato, inoltre, che la Lipstadt non fu affatto la prima a opporsi alle visioni ideologiche di Irving. Irving, spesso citato da altri storici per le sue posizioni negazioniste, aveva più di una volta minacciato di intentare causa a chiunque criticasse il suo lavoro nelle proprie opere. Molti avevano dunque rinunciato, almeno in pubblicazioni britanniche, ad attaccare Irving, ma non Deborah Lipstadt, che ha riportato alla luce la verità, o, meglio ancora, ha fatto luce sulle menzogne di Irving.

E voi conoscevate la storia vera dietro La verità negata? Se vi interessano altri film che adattano vicende reali riguardanti l’Olocausto, qui trovate la storia che ha ispirato Il labirinto del silenzio. Se invece questo non è il genere di film che fa per voi, ecco cos’altro trovate stasera in tv. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti su cinema e serie tv!

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