La Spagna nel cinema, fra città d’arte e location inaspettate

È stata il Far West per Sergio Leone, il continente di Westeros ne Il trono di spade, meta turistica di Woody Allen e set inesauribile del cinema di Pedro Almodóvar: la Spagna è legata a doppio filo al mondo del Cinema. E molte di queste location, sicuramente, non ve le aspettavate.
Una scena di Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni ricreata nella Plaza de Espana di Siviglia

La Spagna: terra di frontiera, di città d’arte, di deserti. Di viaggi gastronomici, artistici e on the road. Una terra che, forse non molti sanno, è strettamente legata al mondo del cinema. E per una ragione molto semplice. Oltre ai film dichiaratamente ambientati in Spagna, come molta della cinematografia di Pedro Almodóvar, quando nella Storia del Cinema si è avuta la necessità di trovare location senza dover attraversare l’oceano, oppure lo spazio per andare sulla Luna, il più delle volte si è scelta proprio la Spagna. Banalmente per ragioni di risparmio economico, ma anche perché i suoi contorni ora da terra di frontiera, ora da terra extraterrestre, si sono prestati a generi diversissimi fra loro che vanno dal western, alla fantascienza, al fantasy.

Sulle pagine di CiakClub ve ne abbiamo raccontati alcuni, accennati altri, promettendo di rivelarvi e approfondirvi queste magiche location in un articolo perfetto, se non avete ancora deciso per dove prendere i biglietti quest’estate, o anche prima. Che siate cinefili o meno: questi luoghi sono mozzafiato già di per sé, ma per gli amanti del cinema acquisiranno anche un significato ulteriore.

Santo Domingo de Silos – Castiglia e Léon (Il buono, il brutto, il cattivo)

ll mondo si divide in due categorie: chi conosce questa scena e chi mente. Tutto il finale de Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di Sergio Leone – che va dalla corsa a perdifiato di Tuco (Eli Wallach) per trovare la tomba di Arch Stanton su sottofondo de L’estasi dell’oro di Morricone, all’ancor più famosa scena del Triello – è una delle più grandi sequenze della Storia del Cinema, ecco perché. Per chi scrive, di certo la sua preferita. C’è tutto il cinema di Leone in questa scena, tutto il grande inseguimento del Sogno Americano, la promessa di un cambiamento, l’inganno e le tre psicologie di questi incredibili personaggi per tre incredibili interpreti.

Che Leone abbia girato molti dei suoi film sul Far West in Spagna, così da risparmiare, è cosa nota. Ma forse non sapete che il famoso Cimitero di Sad Hill è vivo e vegeto. Si trova a Santo Domingo de Silos, in direzione Contreras e nei pressi di Burgos, nella comunità di Castiglia e Léon. Il cimitero non esisteva, ma Leone lo fece edificare appositamente per il film e da allora rimase per un periodo in stato di abbandono. Negli anni è stato portato a restauro e ora è visitabile come meta preferita di tanti cineturisti.

Castello di Loarre – Aragona (Le crociateKingdom of Heaven)

Ridley Scott e film storici? Che passione! Certo, se guardiamo all’accuratezza storica non è certo mai stata una priorità per il regista che tanto amiamo di capolavori intramontabili come Blade Runner, Il Gladiatore e I duellanti. A un certo punto delle sue peregrinazioni è capitato persino in Terra Santa, nel suo Le crociate – Kingdom of Heaven con Orlando Bloom. Un film che molti amano per la potenza delle immagini, delle battaglie, degli eserciti crociati e infedeli pronti a scontrarsi e dell’incredibile ricchezza umana dall’una come dall’altra parte della piana della battaglia. Peccato che quella piana, si trovi in tutt’altra terra santa: di nuovo, la nostra amata Spagna.

Ci riferiamo alla famosissima scena dell’incontro-scontro dei due eserciti. Due solitari comandanti si incontrano a metà, a cavallo: sono Baldovino e il Saladino. Sullo sfondo della piana, in lontananza, un castello. Ecco, quella scena è stata girata in Spagna e quello è il Castello di Loarre, nell’Aragona, il più importante dei castelli romanici preservati in Spagna. Effettivamente, quando il castello fu edificato fra il XI e il XII secolo, si trovava al confine fra le terre cristiane e quelle musulmane, e oggi si mantiene in ottimo stato.

Casa Milà (La Pedrera) – Barcellona (Vicky Cristina Barcelona)

Una scena dal film Vicky Cristina Barcelona sul tetto de La Pedrera

Woody Allen, lo sappiamo, ama le città. Alcune in particolare, che corrono e ricorrono nel suo cinema, o come veri e propri set, o come destinazioni da sognare: New York, Parigi ovviamente. Ma un paio di volte o più, Woody Allen è capitato anche in Spagna, più di recente al Festival di San Sebastián al centro di Rifkin’s Festival, ma in passato soprattutto in un film che prendeva il titolo direttamente dalle due protagoniste, e della città in cui trovavano la proverbiale passione spagnola: Vicky Cristina Barcelona.

Vicky e Cristina, in realtà, girano per varie location spagnole e punti d’interesse nella città catalana. Ma in una scena in particolare si trovano sulla surreale sommità di uno degli edifici / opere d’arte più caratteristici della città. Si tratta di Casa Milà: molti la conosceranno come La Pedrera e riconosceranno sicuramente la mano del genio architettonico di Antoni Gaudí. Si tratta di un esperimento diverso dagli altrettanto noti Palau Güell e Casa Batlló, non solo nello stile, ma anche nella dimensione abitativa: un condominio. Sul tetto, però, una passeggiata inconfondibile fra i comignoli dalle mille forme. In lontananza, sempre su maestoso progetto di Gaudí, la Sagrada Familia ancora in costruzione.

Deserto di Tabernas – Almería (Per un pungo di dollari)

Si torna sempre dove si è stati bene. E Sergio Leone era proprio in Spagna che aveva cominciato tutto, scovando luoghi che anche i successivi spaghetti western avrebbero fatto propri. In particolare, il Deserto di Tabernas in Almería ha folgorato l’immaginario collettivo, convincendoci che quei film fossero davvero girati all’estremo Sud degli Stati Uniti, nelle zone desertiche al confine col Messico. Fra queste sterpaglie, molti paeselli western vennero ricostruiti (e tutt’oggi rimangono visitabili piccole Hollywood e studios a cielo aperto). Banalmente per una ragione di risparmio economico, e anche perché sembravano davvero indistinguibili rispetto agli USA.

È il caso del paesino di San Miguel al centro di Per un pugno di dollari, che ha perfettamente rappresentato la disposizione bifronte e sempre in guerra delle cittadine del West, riprendendo (o più propriamente “rubando”) dal cinema di Kurosawa e con il grande spiazzo centrale a fare da palcoscenico per gli immortali duelli. “I Baxter da una parte, i Rojo dall’altra, e io nel mezzo“, diceva Clint Eastwood giocando al doppiogioco per l’una e l’altra famiglia. Lo scontro finale con il carismatico Ramon di Gian Maria Volonté è qualcosa che rimarrà per sempre. E se visiterete quei luoghi, magari con un itinerario su ruote, respirerete ancora tutta quell’aria da Far West.

Ciudad de las Artes y las Ciencias – Valencia (Westworld)

Una scena della serie Westworld - Dove tutto è concesso alla Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia

La Spagna è talmente variegata nelle sue silhouette che, persino quando torna al western, in realtà si presta a quelle scene che nel prodotto di riferimento non sono western. Stiamo parlando di una serie interessantissima come Westworld, appartenente al genere del fantawestern, a quei prodotti cioè (non così tanti in realtà e per questo ancor più interessanti) che abbiano mescolato un futuro fantascientifico a un contesto retrò. Westworld, il parco a tema per super ricchi inventato da un conglomerato futuristico per dare sfogo a ogni istinto e comportamento antisociale, è il luogo, come recita il sottotitolo, dove tutto è concesso.

Più si va avanti nelle stagioni, più usciamo dal parco e facciamo la conoscenza delle architetture futuristiche delle grandi metropoli. E quale luogo migliore della futuristica Ciudad de las Artes y las Ciencias progettata da Santiago Calatrava a Valencia, che sembra davvero uscita dall’anno 2077, per il quartier generale dell’azienda in questione. In pratica è bastato aggiungere un paio di alianti in volo, ma per il resto è esattamente tutto come lo vedete nella serie. Un teatro, un giardino alberato, un museo a forma di tsunami, un oceanografico e un emisfero adibito a sala cinema. La Ciudad raccoglie in un unico complesso alcune delle architetture contemporanee più belle al mondo.

Plaza de España – Siviglia (Star Wars – L’attacco dei cloni)

Una scena del film Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni nella Plaza de España di Siviglia

Quando si parla del pianeta Naboo, George Lucas si è divertito non poco ad andare a caccia di location che non direste mai appartenere a una galassia lontana lontana. Se nel primo film della trilogia prequel era stata la Reggia di Caserta a prestarsi per gli interni del Palazzo di Naboo, nel capitolo successivo ne vediamo anche gli esterni (ovviamente con qualche aggiunta di CGI). In questo caso, è l’architettura regionalista a dimostrarsi perfetta per l’immaginario estetico e l’art direction associate a Naboo.

Siamo nella Plaza de España di Siviglia, che oltre alla nota scena de L’attacco dei cloni è una delle mete più fotografate e instagrammate dai turisti che visitano Siviglia. Fu progettata da Annibale González per l’Esposizione iberoamericana del ’29. Una grande piazza a mezzaluna, un grande porticato ad abbracciarla, la pavimentazione a scacchiera bianca e nera. E poi ponti, ceramiche lungo le balaustre e canali che sembrano usciti da una Venezia in miniatura. C’è tutto questo nella scena in cui Anakin e Padme atterrano su Naboo per sfuggire agli attentati separatisti.

Museo Guggenheim – Bilbao (007: Il mondo non basta)

Il Museo Guggenheim di Bilbao

Tornando alle architetture contemporanee, in particolare quelle che a loro volta ospitano musei di arte contemporanea, se pensiamo ai vari Musei Guggenheim sparsi per il mondo guardiamo a vere e proprie istituzioni, architettoniche e non solo, dai lineamenti sempre diversi a seconda dei luoghi. Ecco, il Guggenheim di Bilbao è davvero un’architettura unica al mondo. Aperto nel 1997 su progetto di Frank O. Gehry, ospita oggi una collezione tanto bella quanto sono caratteristici i suoi esterni.

Lo avrete visto centinaia di volte in foto, se ne avete la possibilità si spera anche dal vivo. Ma forse non vi siete accorti che si è prestato anche alla saga dei James Bond, nel periodo in cui c’era Pierce Brosnan a vestire i panni dello 007. Il film è Il mondo non basta e lui si trova proprio a Bilbao, ha appena recuperato una valigetta e in fuga dall’esercito si è lanciato da una finestra. Ora cammina su quel ponte che in foto vedete sulla sinistra, ma non prima che la camera abbia indugiato con una bella inquadratura piena sul Museo Guggenheim. Stiloso, come sempre è stato James Bond.

Isola di Gaztelugatxe (Il trono di spade – Roccia del drago)

Molti non lo sanno, ma la Spagna è stata fonte inesauribile di location per la serie cult de Il trono di spade. Moltissimi scorci di Approdo del Re provengono in realtà dalla città di Girona e la facciata della sua Cattedrale è quella del Tempio di Baelor. I giardini del Reales Alcázares di Siviglia sono i leggendari giardini di Dorne. E nel Castello di Zafra scopriamo della discendenza di Jon Snow. Ma uno dei luoghi più mozzafiato usati nella serie si ritrova a partire dalla seconda stagione.

Stiamo parlando di Roccia del Drago, edificata dai Targaryen, inizialmente in possesso di Stanis Baratheon e poi nuovamente di Daenerys. Il suo ingresso nella fortezza un tempo appartenuta alla sua famiglia è una scena che ricordiamo tutti. Ovviamente il castello non c’è davvero, ma se raggiungerete l’Isola di Gaztelugatxe lo farete attraversando lo stesso lungo ponte che la collega alla terraferma. Presenti anche la zona costiera della Biscaglia e le scogliere a strapiombo che più volte vengono mostrare nello show HBO.

Lanzarote – Canarie (Black Mirror – USS Callister)

Jesse Plemons in una scena dell'episodio USS Callister della serie Black Mirror

Black Mirror è la dimostrazione che dopo essere passata per il Far West, per Westeros e per la Terra Santa, la Spagna è in grado di farsi passare anche per un altro pianeta. Le Canarie, in tutto il loro splendore incontaminato, sono letteralmente un altro pianeta. Le isole che si affacciano sull’Atlantico, l’ultima protuberanza d’Europa prima del grande Oceano, hanno fatto da set a moltissimi episodi di Black Mirror, su tutte molte scene di Odio Universale. Ma l’utilizzo più interessante che ne è stato fatto è nell’episodio USS Callister.

La trama la conosciamo bene: un come sempre inquietantissimo Jesse Plemons, programmatore sociopatico di videogiochi, crea un mondo alternativo in cui tiene a bacchetta e imprigiona tutti i suoi colleghi, costringendoli a folli avventure di cui come sempre lui è unico Capitano e Demiurgo. A un certo punto scendono finalmente da quella famosa USS Callister su un pianeta dai contorni marziani. E quel pianeta altro non è che Lanzarote, con tanto di sabbia rossa ricavata da una cava locale. Se ci andrete in vacanza, occhio alle creature intergalattiche.

Last but not least – Il cinema di Pedro Almodóvar (Madrid)

Una scena del film Il fiore del mio segreto in Plaza Mayor a Madrid

Chiudere un articolo del genere senza citare il regista che più di tutti, della Spagna, ha fatto la sua casa cinematografica oltreché natale, sarebbe stato un insulto. E d’altronde il cinema di Pedro Almodóvar è talmente disseminato in tutta la Spagna e soprattutto nelle sue grandi città, che servirebbe un intero articolo solo per lui. Quindi vi citeremo tre location fra le più caratteristiche, in mezzo alle decine della sua filmografia, che potete effettivamente visitare. E per farlo, ci siamo posti una domanda: quali sono gli elementi ricorrenti della cinematografia di Almodóvar?

Sicuramente tanto metacinema, e infatti il bellissimo Cine Doré con la sua ancor più bella facciata, sede della Filmoteca Española di Madrid, appare in ben due film. In Parla con lei, quando Benigno va a vedere il cortometraggio El amante menguante. E più di recente nell’autobiografico Dolor y Gloria, dove l’alter ego di Pedro interpretato da Antonio Banderas riceve un omaggio per il suo lavoro da regista.

Poi nei film di Almodóvar si cammina molto, non sempre consapevoli di dove si sta andando. E nel finale di Carne tremula, il regista ha usato la caratteristica Calle del Arenal di Madrid, via del centro città con la sua particolarissima pavimentazione, con tanto di addobbi natalizi presenti al momento delle riprese. Però a ben guardare, c’è una destinazione che ricorre, per chi cammina nei film di Almodóvar: i bar, baretti, localini in cui fermarsi, sedersi, parlare. Sempre a Madrid, il Museo Chicote fa da ambientazione a una delle scene madri de Gli abbracci spezzati. È stato il primo cocktail bar di Spagna e sulle sue pareti troverete immortalati tutti i pezzi della sua storia, compreso il passaggio di Almodóvar.

Insomma, vi abbiamo convinto? Non solo a rivedere questi film, ma a diventarne protagonisti attraverso i loro luoghi.

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