La spada nella roccia: 60 anni di Sacro Disneyano Impero

La spada nella roccia compie 60 anni e il regalo più grande che potremmo farci a Natale è iniziare a prenderlo più sul serio di quanto già non si faccia e ripartire dalle sue provocazioni. Potessimo fare tabula rasa al mondo, questo classico Disney del 1963 sarebbe una delle prime cose da scrivere nel nostro immaginario.
Semola / Artù e il Mago Merlino in una scena del film La spada nella roccia

La cara Disney e Wolfgang Reitherman hanno festeggiato il Natale del 1963 facendo un grande regalo al pubblico: nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti, il 25 Dicembre usciva La spada nella roccia. È tratto dal romanzo di T.H. White e racconta l’infanzia di Re Artù prima che diventasse Re, quando si chiamava ancora soltanto Semola. Oggi il film compie 60 anni e a noi sembra fondamentale riuscire a ripartire da lì, da Merlino, Anacleto, le trasformazioni in animali e il percorso di acculturazione che permetta di diventare re. Ripartiamo da La spada nella roccia, potrebbe essere un grande regalo di Natale per tutti.

In effetti fra La spada della roccia e la festa del Natale non c’è alcun collegamento. Tranne uno: l’attesa. Merlino attende un bambino, “qualcuno di importante da guidare perché trovi il suo posto nel mondo“. L’idea di aspettare qualcuno che sia capace di rivoluzionare il mondo potrebbe richiamare il discorso cristiano che attende la Nascita di Cristo il giorno di Natale. Ma Semola non è portatore di alcun potere o salvezza: al contrario, Semola è da salvare.

Vuoi essere tutti muscoli e niente cervello?

Il Mago Merlino in una scena del film La spada nella roccia

Uno dei motivi per cui andrebbe rivisto La spada nella roccia è proprio il “materiale” che viene scelto – da Mago Merlino – per preparare Semola ad essere determinante nel mondo. L’assenza di acculturazione del nostro presente potrebbe essere intaccata da questo cartone di 60 anni fa, se ci abituassimo un po’ di più a prendere i film d’animazione sul serio. Merlino è un mago, ma la magia vera che trasmette a Semola riguarda la formazione di sè, l’autocoscienza e la conoscenza del mondo.

Perfino in questo confuso e arretrato medioevo devi sapere quello che fai

C’è della confusione e dell’arretratezza anche nel nostro presente, non solo nel Medioevo di Semola e Merlino, e allora La spada nella roccia ci ricorda oggi che il regalo più grande da farci è ripartire da un verbo: sapere.

Flatlandia e La spada nella roccia

Mago Merlino e Semola in versione pesci in una scena del film La spada nella roccia

Un quadrato vive nel suo mondo bidimensionale in un libro del 1884 di Edwin A. Abbott. Il libro si chiama Flatlandia e i suoi abitanti sono convinti tutto il mondo sia fatto nel modo del proprio. Conoscerà una sfera, che invece viene dalla Spacelandia con tre dimensioni. La storia è il racconto di come il quadrato fatichi a spiegare ai suoi “compaesani” che esistono anche tre dimensioni (ma in realtà anche quattro, cinque, etc.) e che “perché non capite certe cose non vuol dire che siano sbagliate, per rubare le parole a Semola.

Ecco, ne La spada della roccia conoscersi e conoscere il mondo passa attraverso il “vestire i panni di”, si serve della trasformazione nelle specie animali diversa da quella umana. Come nel libro di Abbott, il film dimostra il relativismo della propria puntuale posizione e la necessità di comprendere di non essere il centro del mondo. La magia di Merlino, allora, la vera magia che gioca con la fantasia di Semola, è quella che permette al ragazzino di essere più un uomo dopo esserlo stato di meno. Semola diventa meglio umano facendosi meno uomo e più animale.

Per ogni “qua” c’è sempre un “là”,
per ogni “se” c’è sempre un “ma”

Una lezione contro l’egocentrismo

Fra le canzoncine e le trasformazioni in pesce, scoiattolo o uccellino, Semola e Merlino ci danno una gigante lezione di rispetto. Farsi “altri” è il primo modo per imparare a rispettarli. Se la Disney più recente, con Luca (fra stereotipi e nostalgia), vede un bambino trasformarsi in pesce per combattere l’intolleranza di ciò che ci sembra diverso, con La spada nella roccia – molti anni prima – esprime l’esistenza del diverso, afferma che non esiste solo l’uomo che dice io.

Semola, che dovrà diventare re e che quindi avrà il potere nelle sue mani, deve imparare di non essere il centro del mondo. Ecco un’altra grande lezione di cui avremmo bisogno oggi: il potere non è egocentrismo ma saggezza. È un’utopia pensare ad una società in cui veramente potente faccia rima con intelligente? La spada nella roccia lo fa sembrare così a portata di mano che noi, a 60 anni dalla sua uscita, troppo spesso vorremmo chiamare Merlino (fra i mentori più grandi del cinema) e chiedergli una mano. Perché si sa, “per non farti conquistar dovrai il cervello adoperar“: più che mai oggi, il grido di Merlino ad essere vigili e consci sul mondo sembra essere la più grande difesa dai poteri ingiusti e perversi.

Lui ha i muscoli, tu hai il cervello“: che sia il monito di ogni giorno, con l’augurio che La spada nella roccia ci aiuti a canticchiare “sempre in alto mira e va, esci dalla mediocrità”.

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