La rabbia: di cosa parla e cosa sapere sul film di Pasolini

Stasera, 28 ottobre 2023, va in onda su Rai Storia alle 22:55 La rabbia, il documentario del 1963 nato da un’idea di Gastone Ferranti e sviluppato in due segmenti. Uno diretto da Pasolini, l’altro da Guareschi. Una sola domanda: qual è l’origine di infelicità e conflitti? Ecco tutto ciò che c’è da sapere su La rabbia!
Pier Paolo Pasolini

Questa sera, 28 ottobre 2023, alle 22:55 su Rai Storia va in onda La rabbia, documentario di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi. Se non lo aveste visto, non ve ne faremmo una colpa. Il film, rilasciato nel 1963, fu presto rimosso dalle sale. In particolare, il documentario era diviso in due segmenti, quello di Pasolini e quello di Guareschi. La parte di Pasolini, negli anni, ottenne limitata circolazione, ma quella di Guareschi dovette aspettare il 2009 per essere di nuovo mostrata al grande pubblico. Volete sapere perché? Ve lo raccontiamo noi! Ecco tutto ciò che c’è da sapere su La rabbia.

L’idea del produttore Gastone Ferranti era questa: interrogarsi sulla causa dell’infelicità e dei conflitti avvalendosi di due straordinari intellettuali dalle visioni completamente opposte. Da un lato Pasolini, dall’altro Guareschi. I due si avvalsero di ogni fonte a loro disposizione: cinegiornali, archivi, fotografie, rotocalchi, libri d’arte. Il risultato fu un lungometraggio profondamente polemico. Il segmento di Pasolini, inizialmente più lungo, fu modificato per fare spazio a quello di Guareschi. In ogni caso, riecheggiano motivi noti all’intellettuale de Le lettere luterane, nonché uno dei soli sei italiani ad aver vinto l’Orso d’Oro a Berlino: la scomparsa del mondo contadino, la lotta di classe, la critica all’industrializzazione, all’anticomunismo e alla borghesia. Si passa poi attraverso la rivoluzione ungherese, quella cubana, la decolonizzazione, la lotta di classe e persino la morte di Marylin Monroe, vista come la morte della bellezza.

Guareschi, invece, sostiene molte posizioni opposte, come la critica del comunismo e della decolonizzazione, ma anche lui si trova a vedere di cattivo occhio il consumismo, il conformismo e quella che definisce come “modernità senz’anima”, che ingabbia l’individuo in un futuro in cui il materialismo è l’unica alternativa concessa. E ancora parla dello svilimento dell’arte, della cementificazione del paesaggio e persino della cosiddetta space race. Pur partendo da considerazioni totalmente diverse, il pensiero di Pasolini e Guareschi presenta alcuni punti di contatto. Ma perché la parte di Guareschi è stata riportata alla luce solo nel 2009? Nel 2008, al Festival di Venezia, Bernardo Bertolucci presentò una versione restaurata del segmento di Pasolini, rifiutandosi di inserire quella di Guareschi a causa delle sue posizioni reazionarie e “insostenibili”. Solo l’anno seguente La rabbia fu mostrato al pubblico nella sua completezza, al “Fiuggi Family Festival”, con buona pace di Bertolucci.

E voi avete visto La rabbia, almeno il segmento di Pasolini? E sapete, uscita recente, del nuovo documentario che promette “Una visione nuova” sulla sua figura? Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti sul mondo di cinema e serie tv!

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