La passione di Cristo, il calvario biblico di un set maledetto

La passione di Cristo rientra tra quei film circondati da un alone di critiche, di controversie, ma è anche uno di quei film segnati da una realizzazione al limite dell’impossibile. Tra ferite profonde, fulmini e conversioni, scopriamo il dietro le quinte del film biblico diretto da Mel Gibson.
La passione di Cristo, il calvario biblico di un set maledetto

È forse il film sulla figura del Messia più controverso mai realizzato, sicuramente il più crudo e realistico di sempre. La passione di Cristo non solo traspone i fatti raccontati all’interno dei Vangeli ma propone il punto di vista più doloroso possibile. Mel Gibson dirige un film a tratti insopportabile alla vista, volto a provocare una reazione dall’altra parte dello schermo, al di là della propria fede. Lo sguardo e ancor più il corpo di Gesù, interpretato da Jim Caviezel, trasudano l’umanità e il sacrificio di un personaggio così storicamente importante.

Un film che ancora oggi segna una pagina importante del cinema a sfondo religioso, dopo che alla sua uscita in sala ebbe un grande riscontro del pubblico. Tutt’ora rimane infatti il film biografico vietato ai minori con il più alto incasso di sempre negli USA, 370 milioni di dollari, nonostante il successo di Oppenheimer. Ma soprattutto quello che in molti non sanno è che, oltre a ricrearne le drammatiche vicende, la realizzazione stessa del film è stata un “calvario” e per molti aspetti un miracolo. Scopriamo quindi tutte le curiosità dal set tutto italiano del film.

Matera ritorna Gerusalemme

Matera location della crocifissione ne La passione di Cristo
Matera location della crocifissione ne La passione di Cristo

Ancora una volta la provincia lucana viene scelta da un regista per essere trasformata in Gerusalemme. Nel ‘64 era stato Pier Paolo Pasolini ad avvalersi del paesaggio e delle architetture caratteristiche del quartiere Sassi di Matera in Il Vangelo Secondo Matteo. Oltre al capoluogo, anche il vicino comune/città fantasma di Craco offre i suoi scenari per ambientare la vita di Cristo. Un territorio così affascinante per il cinema che necessita di essere riscoperto e, per farlo, è stato ideato un tour per individuare i vari siti scelti dai registi.

La passione di Cristo: un Gesù mai visto prima

Jim Caviezel è Gesù
Jim Caviezel è Gesù

Dal giardino dei Getsemani alla Croce prende vita direttamente dalle Scritture il percorso di dolore di Gesù, senza celare alcuna delle atroci torture dell’epoca. Un’agonia continua vissuta dallo spettatore ma ancor più dalla troupe e dal cast. Mel Gibson pone l’attenzione su ogni colpo di frusta e flagello, su ogni lacerazione della pelle, su ogni goccia di sangue fuoriuscente durante la crocifissione. È nota la presenza di un sacerdote sul set per assistere soprattutto il protagonista Jim Caviezel, impegnato in un interpretazione provante dal punto di vista fisico e ancor più spirituale, essendo un fervente uomo di fede.

I molti incidenti di Jim Caviezel

Una scena dal set
Una scena dal set

Durante tutta la produzione del film l’attore è stato messo duramente alla prova, anche se in alcune scene è stato sostituito da un animatronic, in particolare per molte delle sequenze sulla croce. Innanzitutto durante la scena della flagellazione ha riportato una vistosa ferita di circa 35 centimetri, colpito da una delle frustate dei soldati romani che accidentalmente ha superato la lastra metallica protettiva. Secondo quanto raccontato dall’attore, l’essere colpito di striscio lo ha comunque fatto crollare a terra e sentire senza fiato.

Successivamente era giunto il momento della crocifissione. L’apice del racconto biblico ma anche dell’esperienza attoriale di Caviezel. Dopo la ferita alla schiena ha riportato anche una lussazione alla spalla che, a causa della posizione e dell’oscillazione della croce, continuava a bloccarsi ed uscire. Le riprese, sottolineiamo inoltre, sono avvenute tra novembre e gennaio perciò le temperature si aggiravano attorno ai 4-5°. Questo ha causato una condizione di ipotermia, problemi respiratori e cardiaci. E non è tutto infatti, nell’ennesima ripresa della crocifissione, l’attore è stato colpito da un fulmine.

Una carriera ed una vita a rischio

Jim Caviezel e Mel Gibson
Jim Caviezel e Mel Gibson

Addirittura, al termine di questa logorante produzione che più volte ha messo a rischio la sua vita, Caviezel è stato sottoposto ad un’operazione chirurgica al cuore. Come ribadito in diverse interviste, è come se qualcosa avesse tentato di ostacolare il progetto, accusato da principio di contenere un messaggio antisemita e stereotipi giudaici, e addirittura la sua carriera. Sembra che, dopo la scelta di interpretare il personaggio di Gesù, l’attore abbia visto più di una porta hollywoodiana chiusa davanti a sé.

La passione di Cristo infatti, pur avendo ottenuto il già menzionato record al botteghino americano ed un incasso totale di oltre 600 milioni di dollari, ha attraversato molti impedimenti. Le accuse ricevute si uniscono al rifiuto di distribuzione da parte della 20th Century Fox e ai numerosi divieti in molti paesi islamici e in Israele. Una sequela di opposizioni proseguite anche sulla carta stampata e attraverso la critica di settore, tutt’altro che placata dalle dichiarazioni positive emerse da parte di Papa Giovanni Paolo II, anzi.

Non solo dolore ma anche miracoli

Una scena de La passione di Cristo
Una scena de La passione di Cristo

Il contraltare di questo film funestato da eventi imprevedibili e che avrebbero fermato chiunque è quel che è avvenuto ad altri membri della troupe e del cast, coinvolgendo personaggi non casuali. Per esempio Luca Lionello, interprete di Giuda Iscariota, al centro di alcune scene tragiche e disturbanti, ha affermato di essersi convertito al cristianesimo. La stessa cosa è avvenuta a Pietro Sarubbi, che nel film veste i panni del criminale Barabba liberato al posto di Gesù. L’interprete racconta che Gibson gli aveva impedito di incontrare Caviezel fino alla loro scena insieme, per avere una reazione veritiera al loro primo scambio di sguardi.

La passione di Cristo: Resurrezione

Jim Caviezel in una scena del film
Jim Caviezel in una scena del film

È forse per questi dietro le quinte simbolici che, nonostante ostacoli e critiche, il progetto iniziato nel 2004 da Mel Gibson avrà un prosieguo. Dopo molti rinvii, dovuti ai noti scioperi, La passione di Cristo: Resurrezione inizierà le riprese nel gennaio del 2024. A vent’anni di distanza quindi potremmo vedere realizzare su schermo le gesta di Gesù successive alla crocefissione. Gibson avrebbe già dichiarato che uno degli script ultimati è come “un viaggio sotto acido”, mentre Caviezel ha detto che “sarà il più grande film della storia del mondo, ma non posso dire quando uscirà”.

Dichiarazioni senza mezze misure che alimentano di certo molto curiosità, anche per scoprire a distanza di tempo come sarà l’accoglienza e quali nuovi retroscena al limite dell’incredibile potrebbero accadere. Un film che è stato ed è ancora oggi controverso, per il quale, nel bene o nel male, la forma prevale sul contenuto nel veicolare il significato intrinseco nel titolo: La passione di Cristo.

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