La lezione J.K. Simmons in Whiplash, tra ossessione e vessazione

J.K. Simmons, attore versatile e carismatico, noto per molti film di successo, compie 69 anni. Abbiamo scelto di analizzare il suo ruolo più importante, quello di Terence Fletcher in Whiplash, il severo maestro di musica che sfida e tormenta il giovane batterista Andrew. Esaminiamo la filosofia di Fletcher e il suo impatto sulla vita e sulla carriera di Andrew.
J. K. Simmons nella scena finale del film Whiplash

Se appartenete a quella generazione di persone cresciute a Spider-man e cereali, non potete non nutrire una profonda stima per uno degli attori più versatili del panorama cinematografico contemporaneo. Parliamo di J.K. Simmons, interprete di grande talento e carisma, che oggi festeggia il suo sessantanovesimo compleanno. 

La sua carriera, iniziata alla fine degli anni ’90, lo ha visto protagonista di numerosi film di successo, tra cui il celebre Spiderman di Sam Raimi, ma anche La La Land, Up in the air, Juno e molti altri. Tuttavia, c’è un ruolo che ha reso celebre J.K. Simmons più di ogni altro. Si tratta di Terence Fletcher, il severo insegnante di musica del capolavoro Whiplash di Damien Chazelle.

Fletcher è un personaggio complesso e drammaticamente reale, che incarna una filosofia di vita estrema e spietata. Chi di noi non ha mai incontrato qualcuno che lo ha spinto a raggiungere i propri obiettivi? Che si sia trattato di un incoraggiamento, di una lezione o di una sfida, quella persona ha sicuramente influenzato il nostro modo di pensare e il nostro percorso personale. Ebbene, Fletcher ha sicuramente segnato la vita di Andrew, il giovane batterista protagonista del film. Ma in che modo? Il suo segno è stato positivo o negativo, duraturo o passeggero, liberatorio o oppressivo? 

Proviamo a scoprirlo, esplorando insieme la filosofia di Fletcher.

Di cosa parla Whiplash?

Miles Teller e J. K. Simmons in una scena del film Whiplash

Prima di addentrarci nell’analisi psicologica del personaggio di Fletcher (J.K. Simmons), riassumiamo brevemente la trama del film di Damien Chazelle. Whiplash narra le vicende di Andrew Neyman (miles Teller), un aspirante batterista jazz che frequenta il rinomato Conservatorio Shaffer di New York. Il suo obiettivo è diventare uno dei più grandi musicisti della storia, e per questo si sottopone alla severa guida di Terence Fletcher, un insegnante famoso per i suoi metodi crudeli e spietati. Fletcher, infatti, non esita a sottoporre i suoi allievi a sfide estreme, convinto che solo così possa far emergere il loro vero potenziale. 

Andrew, determinato a dimostrare il suo valore, accetta di entrare nella classe d’elite di Fletcher, ma ben presto si rende conto che il prezzo da pagare è molto alto. Dopo un incidente stradale, causato dalla sua ossessione per la perfezione, Andrew viene espulso dal conservatorio. Inoltre, decide di denunciare Fletcher, ritenuto responsabile del suicidio di un suo ex studente, vittima dei suoi abusi. Andrew, deluso e amareggiato, abbandona la musica, ma il destino gli riserva un’ultima occasione. 

Una sera, in un club jazz, incontra Fletcher, che gli offre la possibilità di suonare al JVC Jazz Festival, un evento prestigioso che può lanciare la sua carriera. Andrew accetta, ma scopre che Fletcher sa della sua denuncia e vuole vendicarsi. Il giovane batterista, però, non si lascia intimidire e si lancia in una performance straordinaria, che lascia tutti a bocca aperta. Fletcher, finalmente, gli sorride, riconoscendo in lui quel genio che ha sempre cercato.

Se cercate una recensione approfondita sull’intero capolavoro di Chazelle, la trovate qui!

Fletcher, l’ossessione per la perfezione

J. K. Simmons è Terence Fletcher in una scena di Whiplash

Fletcher è una figura emblematica, che esprime con autenticità e complessità la sua visione dell’arte. E’ un insegnante che non conosce pietà né indulgenza, che usa la violenza verbale e psicologica per educare i suoi studenti. La sua condotta non è casuale, ma risponde a un principio fondamentale: la musica è perfezione. Questa ossessione assoluta si manifesta con forza nella prima lezione a cui assiste Andrew. Il ragazzo commette un errore nell’esecuzione, e Fletcher, dopo averlo ingannato con una finta benevolenza, lo sottopone a una serie di insulti e rimproveri, fino a farlo piangere. 

Fletcher non ha l’intento di correggere l’errore, ma scoprire fino a quanto a fondo può spingersi prima di far crollare il giovane protagonista. Fin da subito Andrew è sotto esame, e deve dimostrare di essere un talento prima ancora di mettere mano allo strumento. Lo stesso atteggiamento si ripete più avanti nel film, quando Fletcher introduce un altro batterista, l’ex rivale di Andrew, per metterli in competizione. 

Durante le prove del nuovo testo, Caravan, Fletcher annuncia che non lascerà andare nessuno finché uno dei due non avrà imparato a suonare al meglio. Ancora una volta, occorre qualcosa di più dell’impegno per potersi avvicinare alla perfezione.

Fletcher: analisi del personaggio di J.K. Simmons

Una scena del film Whiplash di Damien Chazelle

Esistono molteplici vie per accedere all’olimpo dei grandi. La maggior parte delle persone concorderebbe che il sostegno sia uno dei mezzi più efficaci per aspirare all’eccellenza. Tuttavia, chi si discosta da questa opinione è il personaggio di J.K. Simmons. La sua visione risulta così potente e provocatoria proprio perché controcorrente. È indubbio che la nostra società si fondi sul principio che l’impegno debba essere ricompensato più del successo, soprattutto nelle fasi formative. Un esempio emblematico è quello delle gare sportive dei più giovani, dove indipendentemente dall’esito ogni partecipante riceve un premio come simbolo di apprezzamento per l’impegno profuso. 

Eppure, una volta adulti, ci accorgiamo che la semplice dedizione non è sufficiente, e occorre quel valore aggiunto per emergere dalla massa. Nel mondo degli adulti, difficilmente si ottiene un elogio per essersi impegnati nel proprio lavoro: ciò che conta è il risultato. Il personaggio di J.K. Simmons, dunque, non è poi così alieno alla realtà. Il suo metodo consiste soltanto nell’anticipare il processo, omettendo la fase di incoraggiamento e passando direttamente a quella competitiva. Questo approccio può essere nocivo per gli studenti più deboli? Sì, ma Fletcher ne è pienamente consapevole. 

Charlie pensa tra sé: “Beh, merda, ho fatto un ottimo lavoro.” Fine della storia. Questa, per me, è una tragedia assoluta. Ma è proprio quello che il mondo vuole adesso. 

E tuttavia si assume questa responsabilità etica pur di far sì che chi ha veramente qualcosa da esprimere, lo faccia al massimo delle proprie potenzialità. Secondo questa filosofia, spingere gli studenti a superare il loro limite è imprescindibile per diventare “uno dei grandi”. La paura più grande per Fletcher è che il futuro Charlie Parker possa accontentarsi delle proprie abilità, finendo per essere uno dei più bravi, ma non dei migliori.

Tutte le cose hanno un prezzo, anche i sogni!

J. K. Simmons nella scena finale del film Whiplash

Forse, analizzando in maniera profonda il pensiero di Fletcher, ci si rende conto che l’insegnante è quel tipo di mentore che involontariamente tutti vorremmo. Ad un primo impatto nessuno vestirebbe i panni di Andrew. Eppure, si è consapevoli che il ragazzo realizzato alla fine del film è frutto e merito soprattutto di quel metodo d’insegnamento. Il protagonista ambiva fin da piccolo a diventare uno dei grandi. Fletcher ha preso quel sogno, l’ha distrutto, demolito, ma così facendo ha dato ad Andrew tutti i mezzi necessari per realizzarlo. 

Il culmine di questa trasformazione si manifesta nell’ultima scena del film, in cui un semplice sguardo tra i due testimonia il raggiungimento di un’armonia perfetta. Andrew ha dato il massimo della sua espressione artistica, e Fletcher ha realizzato il suo scopo esistenziale, ovvero scoprire un genio. Il film si conclude in modo sublime, senza bisogno di parole, solo con uno sguardo. Andrew non ha bisogno di sentirsi dire “Buon lavoro”, perché sa di averlo fatto. Non ha più bisogno di complimenti per sentirsi realizzato, basta la sua consapevolezza. 

Terence Fletcher : Non ci sono due parole nella lingua inglese più dannose di “buon lavoro”.

Si potrebbe obiettare che la filosofia di Fletcher sia funzionale solo per chi ha il potenziale per diventare un grande, e che sia nociva per chi non lo possiede. Ma è proprio questa la bellezza del film e della caratterizzazione dell’insegnante. Fletcher è un personaggio grigio, che sfugge alle categorie morali di bene e male, di giusto e sbagliato.

Alla fine, è proprio questa la sua forza, e in un panorama cinematografico in cui si tende sempre di più a rendere corretti anche i cattivi, J.K. Simmons e Damien Chazelle ci hanno regalato un personaggio autentico votato al sacrificio. Tema che da sempre è caro al regista!

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