La grande fuga: la storia vera che ha ispirato John Sturges

La grande fuga, di John Sturges narra con estrema autenticità storica gli avvenimenti dello Stalag Luft III del 1944, quando centinaia di soldati reclusi si ingegnarono per trovare un piano di fuga dal campo di prigionia militare tedesco. Il regista si è dichiaratamente ispirato a un libro storico dell’aviatore australiano Brickhill, che partecipò in prima persona alla vicenda.
La grande fuga: la storia vera che ha ispirato John Sturges

La grande fuga è un film del 1963 diretto da John Sturges, autore tra le altre cose del western I magnifici sette e del remake cinematografico de Il vecchio e il mare. La pellicola, che può vantare la partecipazione di Steve McQueen nei panni del capitano Hilts (ruolo che gli valse una candidatura agli Oscar), è ambientata durante la seconda guerra mondiale, in un campo di prigionia tedesco. Il film, vivido racconto di guerra filtrato da scene d’avventura e arricchito da celebri star del cinema dell’epoca, è in programma stasera su La7.

La grande fuga: ispirato ad una storia vera?

Piano dal libro La grande fuga di Paul Brickhill
Piano dal libro La grande fuga di Paul Brickhill

Non tutti sanno che per La grande fuga, il regista John Sturges si ispirò ad una storia realmente esistita. Il film riprende il titolo dal libro omonimo di Paul Brickhill, pilota australiano direttamente coinvolto nella fuga al centro del prodotto letterario e dunque cinematografico.

Brickhill era un comandante della Royal Australian Air Force, ma in seguito all’abbattimento del suo aereo da caccia, venne internato presso il campo di prigionia Stalag Luft III. Il campo era il terzo di sei siti di internamento gestiti dalla Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca ufficiale. Nato inizialmente per la prigionia di soli soldati americani e britannici, poco dopo il campo iniziò ad accogliere i militari anche di altre nazionalità.

L’autore del libro fu partecipe in prima persona della grande fuga, piano che prevedeva l’esodo di 250 internati. Tramite numerosi affiatati gruppi di lavoro, i prigionieri riuscirono a costruire tre gallerie sotterranee che dalle baracche portavano ai boschi circostanti il campo.

La trama del film

Steve McQueen in una scena del film
Steve McQueen in una scena del film

È il 1942, e il Terzo Reich sta portando a compimento le catture degli Alleati. Il campo di prigionia Stalag Luft III vuole punire e disincentivare alla fuga tutti i soldati che precedentemente avevano tentato l’evasione. Tra i prigionieri emergono figure piuttosto ingegnose e brillanti: primo tra tutti il comandante statunitense Roger Bartlett, detto X1 secondo nome in codice. Quest’ultimo decide di tentare un clamoroso tentativo di fuga, che prevede l’evasione di oltre 250 uomini.

Decine di reclusi organizzano quella che viene ricordata come una delle più eclatanti fughe storiche. Ogni partecipante si adopera per una mansione nello specifico: c’erano scavatori, uomini a distrarre guardie e contraffattori di documenti falsi. Grazie al prezioso contributo di tutti, vengono costruiti Tom, Harry e Dick: tre tunnel a dieci metri di profondità sotto terra, unico elemento di speranza per centinaia di uomini che vedono in quelle gallerie l’unica strada per la loro libertà.

Dov’è stato girato La grande fuga

Lo Stalag Luft III riprodotto a Monaco
Lo Stalag Luft III riprodotto a Monaco

Lo Stalag Luft III vero e proprio si trovava nei pressi di Sagan (l’attuale Żagań, ora città della Polonia), nella regione della Slesia germanica. Tuttavia, il film fu girato vicino Monaco di Baviera, in un set che riproduceva fedelmente il campo storico. Le riprese delle avventurose scene di fuga sono collocabili invece nelle zone del fiume Reno e del Mare del Nord.

Tra le varie ambientazioni de La grande fuga ci sono poi Fussen, città della Svevia al confine con l’Austria e Pfronten-Berg, comune della Baviera. Oltre al set di Monaco di Baviera, costruito ad hoc per il film, il governo garantì a Sturges la possibilità di girare il film anche in un parco nazionale della stessa città.

Complici la veridicità dei fatti e la collaborazione musicale di Elmer Bernstein, il film è un’importante fonte di memoria storica sul periodo della guerra. Per chi non lo avesse ancora visto, La grande fuga di John Sturges è in programma stasera in chiaro su La7.

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