La Dolce Vita, spiegazione e significato del finale del film

Torna questa sera in programmazione tv in seconda serata, alle 23:33 su Cine34 La Dolce Vita, il film cult di Federico Fellini del 1960 con protagonisti Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée e Yvonne Furneaux. Il film, e ancora di più, il finale, parla di incomunicabilità, della ricerca di pace e del prossimo boom economico italiano.
Marcello Mastroianni in una scena del film La Dolce Vita

La Dolce Vita, il film cult di Federico Fellini del 1960, torna questa sera in programmazione tv in seconda serata, alle 23:33 su Cine34. Come dimenticare l’iconica scena di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi, in piena notte, che invita Marcello (Marcello Mastroianni) a fare il bagno con lei? Come dimenticare la Roma notturna vissuta dal personaggio di Marcello, un giornalista in crisi che cerca una via di fuga, tra la vita mondana romana e la leggerezza di un volto che gli trasmette serenità?

Si tratta del volto di Paola, una bellissima e giovane ragazza che Marcello incontra. Il loro incontro però racchiude in sé il senso del film e soprattutto, del finale del film. Una storia sull’incomunicabilità e sulla perdizione. Non tanto nei locali notturni romani, dove Marcello cerca di fuggire, quanto nella vita frenetica e disincantata che lo assorbe. Per spiegare infatti il significato delle ultime scene del film di Fellini dobbiamo infatti, almeno noi spettatori, procedere con più calma e fare un passo indietro, fino agli incontri iniziali della storia, incontri di cui si parla meno, eppure, ancora più incisivi, in tal senso, della famosa scena con la Ekberg. 

Paola è giovanissima, lei e Marcello si incontano per caso e Marcello per la prima volta smette di sentirsi sopraffatto. Lei non è disillusa, non è ancora stata consumata dai giorni e Marcello lo avverte, tanto da sentirsi finalmente in pace solo a guardarla. Però poi tanti ostacoli e impegni del giornalista si mettono tra di loro. Lui e Paola si riuniranno solo alla fine, immersi tra il rumore delle onde. Sono al mare: lei tenta di chiamarlo. Somiglia ad una visione lontana. Lui le fa cenno di non riuscire a sentire, intanto gli amici lo richiamano indietro, con loro. 

Lo portano di nuovo nel caos, mentre lei, come Marcello, capisce pian piano che lui è destinato a rinunciare all’innocenza, alla purezza, alla pace mentale. Allora La Dolce Vita, in fin dei conti, oltre a segnare il profondo legame tra Fellini e Mastroianni, è un film che preannuncia il boom economico degli anni ‘60, rappresenta quell’epoca con la semplicità di uno sguardo, uno sguardo fatto di incomunicabilità e allo stesso tempo, un annuncio della nuova vita, frenetica e veloce che l’Italia avrebbe intrapreso di lì a poco. D’altronde si sa, il cinema felliniano racchiude un mondo altro nei suoi finali, come nel finale  iconico di 8½.

Facebook
Twitter