Kurt Russell spezzaossa: i 10 film in cui è più cazzuto

In occasione di uno dei maggiori nomi del cinema d'azione, quello di Kurt Russell, abbiamo messo in classifica quelle che sono, secondo noi, le sue performance più cazzute. Per scoprirle, non vi resta che leggere l'articolo.
Kurt Russell nei film Grindhouse - A prova di morte, La cosa, Bone Tomahawke, 1997: Fuga da New York e The Hateful Eight

Il cinema regala talvolta parabole inaspettate. Tra fallimenti epocali e trionfi a sorpresa, rinascite ed esili, tracolli e ascese, le abbiamo viste davvero tutte. Ma chi poteva immaginare che il volto di punta della zuccherosa Disney degli anni Sessanta e Settanta sarebbe potuto diventare uno degli attori più incazzosi ed iconici della storia del cinema? L’uomo di cui stiamo parlando è ovviamente Kurt Russell, che spegne oggi la bellezza di settantatré candeline.

“Musa” di John Carpenter e Quentin Tarantino, follemente innamorati del suo atteggiamento strafottente e cazzaro, Russell ha alle spalle una carriera lunghissima (iniziata addirittura all’inizio degli anni Sessanta, da ragazzino, proprio nel colosso di Walt Disney), costellata da collaborazioni con alcuni dei cineasti più importanti del panorama internazionale, tra cui, oltre ai due registi citati poco fa, troviamo Mike Nichols, Andrej Konchalovskij, Ron Howard, Cameron Crowe e James Gunn.

Nonostante qualche ottima partecipazione e film più seriosi di buon livello (Silkwood di Nichols, Tequila Connection di Robert Towne, Miracle di Gavin O’Connor), non mentiremo: Russell ha legato il suo nome a film di livello piuttosto altalenante, tra l’azione e la commedia, il più delle volte chiamato ad interpretare personaggi cazzuti, solitari e in lotta contro il mondo. Con alcune variazioni di volta in volta. Ebbene, in occasione dei suoi settantatrè anni, eccoci a ripercorrere la sua carriera attraverso una classifica. Non in base alla bravura, ma in base alla (quantomai soggettiva) cazzutaggine delle performance fornite da Russell nel corso dei suoi sessant’anni di carriera.

10. Tango & Cash = Sylvester Stallone & Kurt Russell

Sylvester Stallone e Kurt Russell in una scena del film Tango & Cash

Se esistesse un’analisi antidoping per film, Tango & Cash sarebbe senza dubbio risultato positivo al testosterone. Due poliziotti dalla vita e dai metodi completamente contrapposti vengono incastrati da un boss della malavita di Los Angeles. Dopo una rocambolesca fuga dal carcere in cui erano stati abbandonati dopo la condanna, i due decidono di vendicarsi facendo tutto da sé. Soli, armati fino ai denti e furibondi, fanno irruzione bicipiti all’aria nel quartier generale dei nemici e, semplicemente, fanno fuori tutti. Il film non è forse un granché, ma la delirante coppia di poliziotti losangelini funziona. E se questo avviene, buona parte del merito va alla folle coppia di interpreti che mette in scena i due sbirri: Sly Stallone e Kurt Russell. Una coppia che significa tanto sangue. Come minimo.

9. Tombstone: botte da orbi all’O. K. Corral

Kurt Russell è Wyatt Earp in una scena del film Tombstone

La trama è quanto mai classicheggiante. Uno sceriffo di grande fama, Wyatt Earp, ma ormai nel pieno della mezza età decide di appendere stivali, cappello e pistola al chiodo: si trasferisce nella ridente Tombstone con fratelli e mogli, apre un saloon e ha la fermissima intenzione di fregarsene di criminali e malavita. Le cose non vanno come previsto: una banda di cattivoni tormenta la cittadina, i tre fratelli uniscono le forze con un pistolero tubercolotico locale (amico di Wyatt) e iniziano a dare la caccia ai criminali. Il bilancio? Svariati decessi per colpi da arma da fuoco, nemici sconfitti senza appello e Wyatt che, raggiunto il successo (ma non era in pensione?!) se ne fugge dalla moglie con l’attrice (ed ex prostituta) Josephine Marcus. Ah, ora ve lo possiamo rivelare: ad interpretare Wyatt c’è il nostro buon vecchio Kurt. Incazzato come non mai (a parte altre otto volte).

8. Breakdown – La trappola, ovvero Duel con Kurt Russell

Kathleen Quinlan e Kurt Russell in una scena del film Breakdown - La trappola

Avete mai visto Duel di Steven Spielberg, un simpatico inseguimento su strade pubbliche tra un camion e un’utilitaria e che si sublima in una sorta di delirio sferragliante? Ecco. Immaginate però che sia il nostro Kurt Russell ad essere tormentato sulle strade americane, e che ad essere coinvolta nella brutta situazione ci sia anche sua moglie on-screen (Kathleen Quinlan). Ve lo siete immaginati? Ecco: non può che finire a sgommate e sangue. E in effetti è più o meno così che va. Scoperta la truffa di cui è vittima (e che coinvolge drammaticamente la coniuge), il nostro buon Kurt ha un leggero esaurimento (un breakdown, appunto) e, tra torture e inseguimenti (rigorosamente uno contro tutti), riesce a riportare la sua dolce metà al sicuro. Un preludio alla settima posizione: gli inseguimenti su ruote per eccellenza.

7. Fast & Furious saga: Kurt Russell a zero, due e quattro ruote

Vin Diesel è Dom Toretto e Kurt Russell è Signor Nessuno in una scena della saga di film Fast & Furious

Non solo “famiglia”, Dom Toretto, inseguimenti all’ultimo pneumatico e cattivoni con gadget extra lusso (e motivazioni poco convincenti), la saga di Fast & Furious contiene anche uno dei personaggi più cazzuti e strafottenti del nostro buon Kurt Russell, chiamato ad interpretare il (quasi) onnipotente Signor Nessuno, comparso (ad oggi) in tre pellicole della saga. Caratterizzazione (a dir poco) sopra le righe e non meglio definito ruolo di potentissimo deus ex machina dei film in questione (il settimo, l’ottavo e il nono della saga), il buon Signor Nessuno ha gadget potentissimi, risorse economiche sconfinate, tanta voglia di fare male ai nemici, la tendenza alla risurrezione e, per la gioia della “family” di Toretto, un parco macchine da fare invidia a qualsiasi scuderia di F1. Praticamente, non ha difetti.

6. Grosso guaio a Chinatown: un camionista unchained

Kim Kattral, Kurt Russell, Dennis Dun e Kate Burton in una scena del film Grosso guaio a Chinatown

Camionista di bassa estrazione sociale e modi non certo raffinatissimi, Jack Burton si trova invischiato in due “grossi guai” in quel della Chinatown di San Francisco. Numero uno: la ragazza di un suo amico di origine cinese viene rapita da un gruppo di malviventi, con lo scopo di venderla come prostituta. Numero due: a Jack viene rubato il furgone con cui lavora. Da questo momento in poi è il delirio totale. Mafia cinese, maghi che spuntano come funghi, mostri che rapiscono fanciulle indifese, uomini di centinaia di anni che non sembrano invecchiati di un giorno. Alla fine dei conti, vedere un autista di camion che imbraccia con nonchalance fucili e coltelli sembra quasi all’ordine del giorno. D’altronde, se ad interpretare quel camionista è Kurt Russell, come altrimenti potrebbe andare.

5. Grindhouse – A prova di morte: Russell alla guida

Kurt Russell in una scena del film Grindhouse - A prova di morte

Un ex stuntman, sfregiato e ormai di mezza età, è al bancone di un bar piuttosto squallido. Alcune ragazze più giovani gli gironzolano intorno, affascinate dal bizzarro personaggio. La serata prosegue tranquilla, le ragazze vanno a casa con l’uomo, su due macchine separate, ma il viaggio non va proprio come le giovani avevano previsto. Lo stunt inizia a guidare in maniera spericolata, spaventando la passeggera e mettendo in scena un rocambolesco gioco al massacro con l’altra macchina e, be’, il resto è Grindhouse – A prova di morte, la “peggior pellicola” di Quentin Tarantino. In quello che è probabilmente il ruolo più cupo della sua carriera, Kurt Russell fornisce una performance totalmente fuori controllo, perfettamente a suo agio nel personaggio che il regista californiano ha cucito su misura per il suo volto, la sua fisicità e il suo background. Il primo tassello di una collaborazione quanto mai proficua. Da entrambe le parti.

4. The Hateful Eight: Kurt bounty hunter nella neve

Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh e Bruce Dern in una scena di The Hateful Eight

Lo sappiamo, in The Hateful Eight, il John Ruth di Kurt Russell non fa proprio la figura della cima, anzi.Tuttavia, il personaggio ha molte altre qualità. Numero uno: quanto diavolo è incazzoso?! Arriva, baffi d’annata e fucile in pugno, afferma di non uccidere i ricercati che cattura per per prendere la taglia intera e, testuale, “per far campare anche il boia” (che è poi il suo soprannome). Non pago, arrivato all’emporio, fa una confusione incredibile, facendo innervosire tutti gli altri ospiti, si maltratta a vicenda con la sua prigioniera (che tiene ammanettata a sé) e (SPOILER) al momento della dipartita (per avvelenamento del caffè), insulta un po’ di gente (convinto che tutti potrebbero essere complici con la sua “accompagnatrice) e si continua a maltrattare con la prigioniera, Daisy Domergue, che pensa bene di finirlo in modo inglorioso con una pallottola del suo fucile in corpo. Che brutta fine, Kurt.

3. Bone Tomahawk: Kurt Russell vs. cannibali

Kurt Russell in una scena di Bone Tomahawk

Non ve l’aspettavate eh, e invece eccoci qua con uno dei migliori western degli ultimi anni, ingiustamente sottovalutato dal pubblico (ma molto apprezzato dalla critica). Nel film di S. Craig Zahler, uscito nelle sale nel 2015, il nostro buon vecchio Kurt è in scena in uno dei ruoli più cazzuti e riusciti della sua intera carriera. In ordine, il suo sceriffo Franklin Hunt spara a un sospettato che sta fuggendo, parte in una missione suicida contro degli ignoti nativi americani cannibali con un ferito in fase di guarigione, un amico e un pistolero dal grilletto facile, combatte con alcuni nemici in inferiorità numerica, viene catturato e assiste al “pasto” della tribù di nativi, contribuisce all’avvelenamento di alcuni nemici, si fa sparare e, nonostante questo, elimina altri nemici (tra cui uno, scenograficamente, decapitato), per poi (SPOILER) scegliere la via dell’eroismo, rimanendo da solo con i cannibali per permettere ai compagni di trovare la salvezza. Kurt vs. The World.

2. La cosa, il miglior film con Kurt

Kurt Russell in una scena del film La cosa

Ne siamo consapevoli: seconda posizione telefonata e prevedibile. Ma il R. J. MacReady di Kurt Russell in La cosa di John Carpenter (un regista che abbiamo già incontrato e che tornerà ancora… ) è troppo memorabile per non essere in cima alla nostra classifica. Unico a capirci qualcosa nel delirio scatenato dalla scoperta di un alieno che infetta gli esseri viventi, MacReady non lesina dall’usare le maniere forti per salvare sé stesso, i propri compagni e il mondo intero. Prima decide di andare alla base norvegese per capire con cosa i protagonisti hanno a che fare, poi mette ordine nei vari attacchi della “cosa”, scontrandosi più volte con i compagni (contagiati o meno). In seguito è colui che prova a distinguere infetti e non tramite le analisi del sangue. Infine, è colui che salva il mondo, in solitaria, a suon di esplosioni e fiamme.  E tutto questo pressoché sempre con la stessa espressione impassibile e imbronciata sul volto. Chiamatelo poco.

1. 1997: Fuga da New York, la vittoria

Kurt Russell è Jena Plissken in una scena del film 1997: Fuga da New York

24 ore per salvarsi il culo. Questo ha Jena (ma in originale, più efficacemente, “Snake”) Plissken per salvare sé stesso dalla morte (ha delle micro bombe impiantate nel collo) e il presidente degli Stati Uniti da un gruppo di terroristi che lo tengono in ostaggio. Nel compiere la sua missione (tra colpi di armi a ripetizione e passaggi su ponti minati), rivoluziona la figura dell’antieroe cinematografico grazie ad una caratterizzazione cazzuta e incisiva, ad un’iconografia che ha fatto la storia (benda nera sull’occhio, tatuaggi e fibre muscolari in vista, capello fluente) e ad un’ambientazione (quella di una New York decadente e in balia della criminalità) poi saccheggiata senza pudore da cineasti di ogni genere. Il finale, anarchico al massimo, è poi il tocco insostituibile ad una caratterizzazione quanto mai carismatica, retta da un Kurt Russell, con sempre (più o meno) la stessa espressione impassibile in volto, ma efficacissimo. Nonostante Carpenter sembri sul punto di tornare, replicare un successo del genere non sarebbe affatto facile. Anche se un ritorno di fiamma tra l’attore e il regista, quantomeno, ce lo meriteremmo.

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